ILDEFONSO FALCONES.
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LA MANO DI FATIMA.
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Parte 5.
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Titolo originale: La mano de Ftima. 2009.
Traduzione di: Nanda Di Girolamo.
2009. Casa Editrice Longanesi, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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47.
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Don Ponce di Hervs, giudice della Reale Cancelleria di Granada, noto per il carattere austero e riservato, dimostr nei confronti di Hernando, a cui era riconoscente, una gentilezza che sorprese persino i suoi servitori. Era un uomo basso di statura, dal viso tondo e le guance cadenti, piuttosto in carne, sempre vestito di nero. La moglie, che lui adorava, lo superava in altezza di tutta la testa. In segno di riguardo, don Ponce assegn al proprio ospite una sobria stanza da letto al secondo piano della sua residenza, adiacente a quella matrimoniale, con accesso alla terrazza che dava sul giardino, di fronte allAlhambra. Don Sancho fu alloggiato allo stesso piano, nella zona riservata ai bambini, in fondo a un lungo corridoio pieno di angoli, che tagliava in due la casa.
La presenza di Hernando, comunque, non modific le abitudini di don Ponce, che si immergeva nel proprio lavoro come se in esso trovasse il riconoscimento che non poteva avere accanto alla protetta di un grande di Spagna, alla quale bastava un semplice cenno della mano, un sorriso o una parola per eclissare il piccolo giudice. Don Sancho, dal canto suo, chiese alla padrona di casa il permesso di girare per Granada in cerca della compagnia di familiari e conoscenti. Hernando, invece, passava le giornate in casa, insieme a Isabel e ai figli di lei.
Con il beneplacito del giudice, in quei primi giorni il giovane approfitt dello studiolo a pianoterra per scrivere al duca e informarlo del risultato delle sue indagini.
Sarebbe buona cosa creare un mercato a Ugijar, propose dopo averlo avvertito dellindole pigra degli abitanti e dei problemi che aveva avuto nei suoi vagabondaggi per le Alpujarras. In tal modo, la gente del posto non sarebbe costretta a svendere le proprie sete a Granada, come di fatto sta facendo oggi. Con questa soluzione si risparmierebbero le spese del viaggio in citt e non si causerebbero danni nemmeno ai numerosi 
tessitori di Granada, che comunque si riforniscono di seta in molte altre localit delle Alpujarras...
Uno scroscio di risate infantili lo distolse dal lavoro. Hernando si alz dallo spartano scrittoio di legno intagliato e si affacci a una porta a doppio battente, lasciata socchiusa per far entrare la brezza dal giardino principale della residenza: un fazzoletto di terra lungo e stretto che si apriva su un lato delledificio al pianoterra. Al centro, occupando lintera superficie, cera uno specchio dacqua alimentato da numerosi cannelli disposti a intervalli regolari lungo tutto il perimetro. Il giardino era ricoperto da una serie di pergolati sorretti da archi che, come voleva la stagione primaverile, erano molto fitti, in modo da formare una fresca e piacevole galleria che sfociava in un padiglione. Alla base di ogni pergolato erano disposti sedili di pietra da cui contemplare i numerosi zampilli che sprizzavano nellaria prima di tuffarsi nel laghetto.
Hernando si appoggi contro la porta. Su uno dei sedili stava Isabel con un ricamo in grembo. Guardava sorridendo le scorribande dei figli, decisi a eludere le cure della governante. Un raggio di sole che filtrava attraverso il pergolato illuminava la sua figura nellombra delle fronde. Lui lammir, era vestita con il solito abito nero: i capelli paglierini, quelli che anni prima avevano attratto la sua attenzione salvandola dalla schiavit, mettevano in risalto i lineamenti dolci del suo bel viso, le labbra carnose, il collo lungo sotto i capelli raccolti e un seno prosperoso che lottava contro loppressione del vestito. Vita stretta e fianchi larghi, il corpo sensuale di una giovane madre di tre figli. Il sole si riflesse sulla sua mano, quando la tese per far segno a Gonzalico di non avvicinarsi troppo allo specchio dacqua. Hernando segu il movimento di quella mano bianca e delicata, e ne rimase incantato. Poi osserv il bambino, ma il piccolo stava gi correndo davanti alla governante, senza dar retta alla madre. E quando si volse di nuovo verso Isabel, uno strano solletico gli corse lungo la schiena: gli occhi castani della donna lo stavano fissando. Sent il proprio respiro accelerare nel notare che i seni di Isabel palpitavano sotto il busto di stoffa rigida che li comprimeva. Cosa stava capitando a loro due? Turbato, sostenne il suo sguardo per qualche istante, sicuro che lei lo avrebbe distolto con la scusa dei bambini o del ricamo. E
invece no, continuava a fissarlo. Ma quando si accorse che il solletico gli scendeva tra le gambe, decise che era ora di andarsene da l, chiam uno dei suoi servitori e gli ordin di sellare Volador.
Una settimana dopo, don Ponce e la moglie diedero una festa in onore del loro ospite. In quei sette giorni Hernando si era sforzato di concentrarsi sul rapporto per il duca e di ignorare le risate che sembravano richiamarlo a bella posta in giardino.
Fissare una data per una fiera franca annuale allo scopo di permettere alla gente delle Alpujarras di vendere le proprie mercanzie... Aprire un valico alla circolazione delle merci... Piantare gelsi e viti... Permettere agli abitanti della sierra di vendere le terre date loro in assegnamento... Organizzare la giustizia nella zona... Reprimendo la voglia di spingersi in giardino per vedere Isabel, espose una per una tutte le idee che gli venivano in mente: idee utili allo sviluppo del commercio locale e a riempire i forzieri del re. La verit, per, era che il lavoro languiva e lui si sentiva stanco. Non dormiva bene. Di notte, ogni suono proveniente dalla camera da letto di donna Isabel rimbombava nel suo alloggio. Senza volere, senza poterne fare a meno, si ritrov a tendere le orecchie, a trattenere il respiro per sentire i sussurri dietro la parete. Gli pareva persino di udire il fruscio delle lenzuola e lo scricchiolio delle assi del letto, sicuramente a baldacchino, quando Isabel cambiava posizione. Doveva essere lei per forza; mai, nelle sue notti agitate, pot immaginare che anche uno solo di quei rumori fosse provocato dal giudice. A volte pensava a Fatima e gli si chiudeva lo stomaco, come quando era tornato per la prima volta al postribolo dopo la sua morte, ma un attimo dopo era di nuovo schiavo della stanza attigua. Alla luce del giorno, per, faceva di tutto per evitare Isabel, sentendosi intimidito e imbarazzato a un tempo.
Il mattino della festa riusc a mettere la parola fine al suo rapporto. Inoltre, in una lettera a parte, comunicava al duca che era alloggiato a casa di don Ponce di Hervs e della sua consorte Isabel. Poich non disponeva di un sigillo, preg il giudice di chiudere la missiva con il proprio e, profittando di
un convoglio che, secondo don Ponce, stava per partire alla volta di Madrid, diede incarico a un suo servitore di portarla.
La festa era prevista in serata. Hernando e don Sancho vennero forniti, a spese del giudice, di nuovi abiti, pi acconci al lustro che lospite voleva dare allevento. Ritti allingresso del palazzo, come li aveva pregati di fare don Ponce, lhidalgo ed Hernando attendevano gli invitati per essere presentati. Don Sancho non riusciva a nascondere un certo nervosismo.
Avresti dovuto imparare a ballare, gli disse, pavoneggiandosi nei nuovi vestiti di gala.
Piroetta! scherz Hernando spiccando un balzo.
Larte della danza... stava replicando lhidalgo, ma alcuni applausi di ammirazione lo interruppero.
Sai anche ballare? disse una voce femminile.
Hernando si gir. Isabel smise di battere le mani e si gir verso di loro eretta e altera. Avanzava a passetti misurati issata sulle calzature con la suola di sughero rivestita dargento e alta quattro dita, che spuntavano da sotto la gonna. Aveva sostituito il consueto abito nero con un vestito di raso verde scuro a due pezzi, con le maniche partite dai cui spacchi spuntavano stoffe in diverse tonalit del medesimo colore. Il corpetto, con una gorgiera alla sommit che le copriva il collo fino alle orecchie, aveva la forma di un cono capovolto la cui punta sormontava la gonna tesa sul verdugale, scampanata dalla vita in gi. Il cono nascondeva il carton de pecho che le comprimeva il seno; quel giorno il busto era ancora pi rigido del consueto e mortificava del tutto la prosperosit naturale che solitamente almeno si intuiva. I suoi zigomi risaltavano, truccati con carta tinta di rosso, e gli occhi erano brillanti e delineati con una miscela di antimonio sciolto in alcol. Una splendida collana di perle esaltava linsieme. Don Sancho distolse lo sguardo da Isabel, scuotendo leggermente la testa, come se si fosse reso conto che la sua ammirazione superava i limiti della normale cortesia. Poi cerc di avvertire Hernando posandogli una mano sul braccio, ma non sort nemmeno leffetto di fargli chiudere la bocca: il morisco fissava imbambolato la donna che andava loro incontro.
Sai ballare? ripet Isabel ormai al suo fianco.
No...esit inebriato dalla scia di profumo che emanava quellincantevole figura.
Si  rifiutato di imparare, intervenne lhidalgo industriandosi a rompere lincantesimo, consapevole degli sguardi furtivi lanciatigli da alcuni servitori in livrea scarlatta che attendevano gli invitati.
Isabel rispose a don Sancho con un lieve cenno del capo e unombra di sorriso. Solo un passo separava il suo viso da quello di Hernando.
E' un peccato, sussurr la donna. E' fuor di dubbio che non poche dame gradirebbero essere invitate da te, stanotte.
Cal un silenzio pesante, quasi palpabile, che don Sancho si affrett a rompere.
Don Ponce! esclam. Isabel si volt, allarmata. Mi era parso di vederlo, si scus lhidalgo davanti allespressione interrogativa di lei, che non vedeva il consorte.
Vogliate perdonarmi, disse Isabel, nascondendo il proprio turbamento dietro una certa asprezza. Mi restano alcune cose da fare prima dellarrivo degli invitati.
Cosa ti salta in mente di fissare cos una signora? lo rimprover sottovoce don Sancho, quando Isabel fu abbastanza lontana. E' la moglie del giudice! 
Hernando si limit ad aprire le mani. Cosa gli era saltato in mente? si chiese a sua volta. Questo non lo sapeva, per sapeva bene che, per la prima volta dopo anni, si era sentito ammaliato.
Hernando e don Sancho, insieme al giudice e a Isabel, sopportarono baciamani e presentazioni di un centinaio di persone che avevano accettato lusingate linvito del ricco e importante giudice granadino: colleghi di don Ponce, canonici della cattedrale, inquisitori, sacerdoti e frati, il corregidor di Granada e vari Ventiquattro del consiglio cittadino, cavalieri dei pi svariati ordini, nobili, hidalgos e notai. Hernando ricevette tante congratulazioni e ringraziamenti quante furono le persone che gli sfilarono davanti. Don Sancho si teneva al suo fianco, cercando infruttuosamente di intromettersi nella conversazione finch il morisco, conscio della sua disperazione, prov a offrirgli unopportunit.
Vi presento don Sancho di Cordova, cugino del duca di Monterreal, disse alluomo che gli venne annunciato come parroco della chiesa di San Jos.
Il sacerdote salut lhidalgo con un cenno del capo e con questo diede per esaurito il suo interesse verso don Sancho.
Mi ritengo molto fortunato, dichiar rivolto al giovane, di conoscere colui che ha salvato donna Isabel dal martirio per mano degli eretici. So delle vostre prodezze con don Alfonso di Cordova e molti altri cristiani. Hernando si sforz di non mostrarsi sorpreso. Dal suo arrivo a Granada erano girate molte voci su presunte liberazioni da lui compiute, andate a sommarsi alle uniche due che gli si potevano attribuire veramente. Donna Isabel, riprese il sacerdote, coinvolgendola,  una delle mie parrocchiane pi devote, forse la pi devota in assoluto, e tutti noi siamo felici che voi abbiate preservato la sua anima per Nostro Signore.
Hernando guard la padrona di casa che accettava le lodi con modestia.
Ho parlato con alcuni canonici della cattedrale, continu il sacerdote, e ci piacerebbe mettervi a parte di una certa questione. Sono certo che il decano, il quale secondo quanto mi  giunto allorecchio divider con voi la tavola, ve ne parler.
Dopo aver ascoltato il parroco di San Jos, Hernando non fece pi caso alle parole rivoltegli dagli altri notabili che gli sfilavano davanti. Di quale questione volevano parlargli? Cosa poteva volere da lui il Capitolo della cattedrale?
Ci mise poco a scoprirlo. In effetti, venne invitato a sedere al posto donore della tavolata principale, allestita sotto uno dei pergolati del giardino centrale, tra don Ponce e il corregidor della citt; di fronte a lui presero posto Juan de Fonseca, decano della cattedrale, e due cavalieri ventiquattro di Granada che ostentavano i titoli di marchese e conte. A seguire, tutti gli altri invitati in ordine dimportanza. Sotto il pergolato allaltro lato dello specchio dacqua era stata imbandita unidentica tavolata, intorno alla quale riconobbe don Sancho che discuteva animatamente con i suoi commensali. Oltre a quelle due, sul terreno digradante dei giardini e degli orti della residenza ne erano state disposte molte altre. Alcune ospitavano gli uomini, per lo pi vestiti di nero da capo a piedi in osservanza alle regole tri
dentine, e altre le donne, che gareggiavano in sfarzo e bellezza. Nel chiosco che chiudeva il giardino principale un gruppo di musici, formato da un corno, un cornetto, una celimela, due flauti, un cembalo e una viella, rallegrava la notte fresca, chiara e stellata.
Mentre facevano onore a pernici e capponi ripieni che vennero serviti come prima portata, Hernando dovette appagare la curiosit degli ospiti di don Ponce, e fu bersagliato di domande sulla prigionia e la fuga del duca Alfonso di Cordova, intervallate qua e l da qualcuna pi sibillina e prudente sulla consorte del giudice.
Ho inteso dire, intervenne uno dei Ventiquattro mentre sbocconcellava laletta di una pernice, che, oltre al duca e a donna isabel, avete prestato soccorso ad altri cristiani.
La domanda rimase sospesa a mezzaria proprio mentre la viella suonava un assolo e uno dei musici laccompagnava con una canzone sentimentale. Hernando ascolt il malinconico arpeggio dello strumento, simile a quello dei liuti che allietavano le feste moresche.
Ricordate chi erano? chiese il corregidor, voltandosi dalla sua parte.
S. Non tutti, per, menti. Si era preparato la risposta, quando era stato informato delle voci che giravano sui suoi presunti favori ad altri cristiani.
Il cavaliere ventiquattro smise di mangiucchiare laletta e sprofond in un silenzio imbarazzante.
Chi erano? lo sollecit il decano della cattedrale.
Preferirei non dirlo. A quel punto persino don Ponce, concentrato sul petto di un cappone, si volt a guardarlo. Perch? sembrava chiedergli con gli occhi. Hernando si schiar la voce prima di spiegarsi:Alcuni hanno dovuto abbandonare parenti e amici, Li ho visti piangere mentre intraprendevano la fuga; amore e panico dilaniavano le loro coscienze mentre lottavano per la sopravvivenza. Ce n stato uno che, ormai libero e al sicuro, ha rinunciato a scappare, preferendo tornare ed essere mandato a morte insieme ai suoi figli. Diversi commensali in ascolto annuirono con aria seria, le labbra serrate, qualcuno a occhi chiusi. Non ho il diritto di svelare la loro identit, riprese, saldo nel suo proposito. Non servirebbe pi a
niente. Le guerre... le guerre inducono gli uomini a calpestare i propri principi e a lasciarsi trasportare dallistinto.
Le sue parole ottennero altri consensi e un silenzio grazie al quale si poterono sentire gli ultimi gemiti della viella, che echeggiarono a lungo nella notte dando tempo ai presenti di riprendersi.
Passare quei nomi sotto silenzio vi fa onore, disse allora il decano Fonseca. Lumilt  una grande virt, e chi ha ceduto di fronte alla paura della morte e della tortura  degno di perdono. Tuttavia confido che il vostro mutismo non sia esteso anche agli eretici, colpevoli di aver versato tanto sangue cristiano e commesso tanti sacrilegi e profanazioni. Hernando punt i suoi occhi azzurri sul decano. Larcivescovado di Granada sta completando unindagine sui martiri delle Alpujarras. Disponiamo di notizie e dichiarazioni rilasciate dalle migliaia di vedove che hanno perso marito e figli nei successivi massacri, ma riteniamo che uno come voi, un buon cristiano che ha vissuto la tragedia dalla parte dei moriscos, mischiato a loro, rappresenti una fonte inestimabile e impareggiabile di informazioni. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per il nostro martirologio. Cosa  successo? Quando? Dove? Come? Chi ha dato gli ordini e chi li ha eseguiti?
Ma... balbett Hernando.
Granada deve accreditare quei martiri davanti a Roma, lo interruppe il corregidor. E' ormai quasi un secolo, esattamente da quando la citt venne riconquistata dai Re Cattolici, che cerchiamo le spoglie del patrono, san Cecilio, ma tutti gli sforzi si sono dimostrati vani. Questa citt deve essere equiparata alle altre sedi cristiane dei vari regni: Santiago, Toledo, Tarragona... Granada  stata lultima citt a essere strappata ai mori e non ha antichi padri cristiani da annoverare, come lapostolo san Giacomo o santIldefonso. Sono proprio questi valorosi cristiani a rendere grandi le loro citt. Senza santi, senza martiri, senza una storia cristiana, una citt non  niente.
Sapete che vivo a Cordova, fu lunica scusa che a Hernando venne in mente, sentendosi addosso gli sguardi di tutti i commensali.
Questo non  affatto un problema, si affrett a ribattere il decano, tagliando definitivamente la testa al toro. Potrete
continuare a farlo. Larcivescovado vi fornir i salvacondotti necessari e denaro a sufficienza per i vostri viaggi.
Ero certo che avreste fatto vostra una causa tanto santa e giusta, dichiar allora don Ponce dandogli una pacca sulla spalla. Non appena ho saputo dellinteresse della Chiesa di Granada per una vostra collaborazione, ho scritto al duca di Monterreal sollecitando il suo permesso, ma ero sicuro che non sarebbe stato necessario.
Qualcuno alz una coppa di vino e a ruota gli invitati pi vicini a Hernando fecero un brindisi in suo onore.
La cena volse al termine e i suonatori si spostarono dentro casa, nel salone principale, svuotato in precedenza di tutti i mobili. Una parte degli invitati si disperse in gruppetti nei giardini o sulla vasta terrazza che dal salone si apriva al di sopra della foce del fiume Darro, davanti allAlhambra, con Albaicin ai suoi piedi; altri si tenevano pronti per il ballo. Hernando vide don Sancho aggirarsi per la stanza, impaziente che si aprissero le danze, e ne invidi lallegria e la spensieratezza. Ci mancava solo quellincarico da parte dellarcivescovado! Persino sua madre gli aveva voltato le spalle e adesso doveva lavorare per la Chiesa... denunciando i suoi stessi fratelli! 
Ud la musica e guard danzare uomini e donne, in tondo o in fila, a coppie o a gruppi, avvicinandosi gli uni agli altri, sorridendo, persino amoreggiando, saltando tutti insieme, come faceva lhidalgo nel palazzo di don Alfonso. Riconobbe Isabel in abito verde e zeppe, che spuntavano da sotto la gonna ogni volta che questa svolazzava, ma che, nonostante laltezza, non le impedivano di volteggiare con leggiadria. Aveva avuto pi volte la sensazione che lei gli lanciasse sguardi furtivi.
Durante il ballo gli tocc salutare le numerose persone che lo abbordarono e rispondere alle loro domande, anche se con la testa era molto lontano da l.
E' la storia della mia vita, pensava mentre una dama in blu gli stava dicendo qualcosa che lui non ascolt. Aveva passato lintera esistenza intrappolato tra cristiani e musulmani. Figlio di un sacerdote che aveva abusato di una morisca, ancora bambino avevano cercato di ucciderlo nella chiesa di Juviles in quanto cristiano; pi tardi Aben Humeya lo aveva innalzato a paladino del tesoro dei suoi fratelli, ma poi era stato ridotto in
schiavit con laccusa di essere un cristiano e in quel periodo aveva dovuto rifiutarsi di rinnegare una religione che non era la sua per non diventare uno dei tanti valletti di Barrax. A Cordova, allinterno della cattedrale, aveva lavorato come cristiano per il Capitolo stesso, copiando infinite volte il libro rivelato, mentre lInquisizione lo costringeva ad assistere, da buon cristiano che collaborava con il SantUffizio, alla tortura e alla morte di Karim. E ora che aveva appena scoperto lo strano e stupefacente vangelo di Barnaba, ecco che unaltra volta la Chiesa veniva a imporre una nuova collaborazione. E dire che lui lo sapeva chi era il suo Dio, lunico, il misericordioso... Cosa avrebbe pensato di lui il buon Hamid, se lo avesse visto in quella situazione?
Mi dispiace, non so ballare, disse soprappensiero, incrociando lo sguardo interrogativo della dama in blu che, ancora ferma accanto a lui, sembrava in attesa di una risposta.
Non aveva sentito la domanda. Forse non le aveva dato la risposta giusta, concluse notando lespressione offesa della donna, che gir sui tacchi e se ne and senza nemmeno salutare.
Il ballo continu sino a notte fonda. Don Sancho ricomparve grondante di sudore sulla terrazza, quando la musica tacque dietro richiesta di don Ponce. Le danze si erano concluse.
Come gran finale, grid il giudice dal piccolo palco su cui suonavano i musici, invito lor signori ad assistere ai giochi pirotecnici che abbiamo approntato in onore del nostro ospite. Vi prego di trasferirvi sulla terrazza o in giardino.
Don Ponce cerc la sua consorte e raggiunse il punto in cui si trovava Hernando.
Seguiteci, ve ne prego, gli disse.
Presero posto in prima fila, contro la balaustra che cingeva la terrazza del salone principale, Isabel alle spalle di Hernando e del decano Fonseca. Qualcuno fece un segnale luminoso dalla casa e una parte delle mura dellAlhambra brill di una fiammata giallo intenso. La gente, stipata dietro di loro, si profuse in elogi quando alcune palle di fuoco solcarono il cielo stellato, ma allo stesso tempo, distinto, tutti si assieparono contro la balaustra per poter godere meglio dello spettacolo. Una sequenza di lampi attravers il cielo notturno ed Hernando sent il calore del corpo di Isabel. Il rimbombo delle esplosioni dei
fuochi artificiali si confuse in lui con il respiro tiepido e affannoso di lei, vicino al suo orecchio. La donna non si muoveva ma non evitava il contatto. Gli invitati erano assorbiti dallo spettacolo; nessuno si accorse di nulla, ma Hernando percep una mano che sfiorava la sua. Gir la testa. Isabel abbozz un timido sorriso. Allora lui strinse con dolcezza quella mano. Nel caos creato dai presenti che affollavano la terrazza, giocherellarono con le dita e le allacciarono, si strinsero luna contro laltro, godendo della prossimit dei corpi, finch il botto finale pose fine ai giochi pirotecnici e tra la folla scoppiarono evviva e applausi.
Poi, gli invitati cominciarono a lasciare la residenza. E allora non ci furono pi dubbi: nella baraonda dei commiati, Isabel non abbass lo sguardo quando Hernando la fiss negli occhi.
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48.
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Che cosera accaduto a Juviles?
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Il notaio del Capitolo si affrett a formulare la domanda subito dopo le presentazioni ufficiali, accingendosi a trascrivere quanto prima la risposta di Hernando. Si trovavano in uno studiolo adiacente allarchivio della cattedrale.
Alle prime ore del mattino dopo la festa, mentre la casa era immersa nel sonno fatta eccezione per il giudice, che per nulla al mondo avrebbe trascurato i propri doveri -, Hernando era stato convocato. In sella a Volador e con un servitore al seguito aveva attraversato Albaicin fino a calle San Juan. Era passato accanto al romitorio di San Gregorio e da l a calle de la Crcel, che confinava con la cattedrale. Allepoca la chiesa, come quella di Cordova, era in fase di costruzione: i lavori del corpo centrale erano finiti ed erano in opera le torri campanarie, ma a differenza di quello di Cordova il duomo granadino non veniva eretto sullantica moschea maggiore, bens al suo fianco. La grande moschea di Granada con il suo minareto era stata riconvertita in sacrestia, e dentro vi si trovavano anche svariate cappelle e locali di servizio. Aveva attraversato il luogo di preghiera dei musulmani di un tempo, dal soffitto basso, tenendo gli occhi fissi sulle colonne di pietra bianca culminanti in archi alti fino al soffitto ligneo, che separavano le cinque navate della moschea. Da l, un sacerdote lo aveva accompagnato allo studiolo del notaio.
Che dire di Juviles? si domand mentre luomo, con la penna doca in pugno, attendeva una risposta. Che laggi sua madre aveva accoltellato a morte il prete della parrocchia?
E' difficile e davvero doloroso per me, disse cercando di svicolare, parlarvi di Juviles e dellorrore cui sono stato costretto ad assistere. I miei ricordi sono confusi. Il notaio alz la testa accigliato. Forse... forse per me sarebbe pi pratico
poterci pensare su, schiarirmi le idee, stenderle io stesso per iscritto e poi farvele pervenire.
Sapete scrivere? si meravigli il notaio.
S, me lo ha insegnato proprio il sacrestano di Juviles, Andrs.
Che fine aveva fatto Andrs? pens allora. Non ne aveva pi saputo niente da quando era arrivato a Cordova...
E con rammarico che devo informarvi della sua recente dipartita, disse il notaio come se gli avesse letto nel pensiero. Ci era giunta voce che si fosse stabilito a Cordova e lo abbiamo cercato per raccogliere una sua deposizione, ma...
Hernando tir un profondo sospiro, pur agitandosi nel duro e sfasciato scranno di legno posto davanti allo scrittoio. E se lavesse fatta finita con quella buffonata? Lui era musulmano! Credeva in un unico Dio e nella missione profetica di Maometto. Mentre era perso in quei propositi, il notaio chiuse il fascicolo che giaceva sul ripiano.
Ho un gran daffare, spieg. Mi risparmiereste del tempo prezioso se stilaste voi stesso una relazione scritta.
Bello sforzo, si disse Hernando, quando laltro si alz e gli diede la mano.
Il sole picchiava e Granada ferveva di attivit. Il morisco era appena montato in groppa a Volador e pens di congedare il suo domestico e vagare per le strade; passeggiare per il vicino mercato o cercare una taverna dove meditare su quanto gli stava capitando. La notte prima, quando la villa si era svuotata degli invitati, aveva pregato con il pensiero che correva a Isabel, eccitato, sentendo ancora il calore del corpo di lei e il tocco delle sue dita. Perch aveva cercato la sua mano? Volador scalpit irrequieto davanti allindecisione del suo padrone. Il servitore aspettava i suoi ordini con una certa indifferenza. E adesso, Juviles. Di scatto Hernando stratton le redini del cavallo. Ricord i cristiani del paese, nudi e con le mani legate dietro la schiena, in fila indiana, in attesa della morte in un campo, mentre i moriscos, e sua madre tra loro, ponevano fine alla vita del sacerdote e del beneficiato. Molti di quegli uomini erano stati risparmiati dalla clemenza dello Zaguer, che aveva fermato la carneficina contravvenendo agli ordini di Farax. Cosa avrebbero raccontato tutti loro? Non era possibile che non avessero
notato la crudelt di Aisha n gli alti ululati che aveva levato al cielo invocando Allah, con il pugnale insanguinato tra le mani, quando si era fatta giustizia da sola. Lavevano collegata a lui? La madre di Hernando aveva assassinato don Martin! Forse no, si disse per tranquillizzarsi. Al massimo, lavevano collegata a Brahim, il mulattiere del paese, non a un ragazzino di quattordici anni, e tuttavia cera sempre leventualit che...
Torniamo alla villa, ordin al servitore, precedendolo senza aspettarlo.
Hernando trov don Sancho intento a far colazione, da solo. Buongiorno, gli augur.
Vedo che ti sei alzato di buonora, rispose lhidalgo. Hernando sedette al tavolo e gli raccont della richiesta del decano e della rapidit con cui aveva sbrigato lincombenza quel mattino. Don Sancho ascolt la sua storia tra un boccone e laltro.Anchio avrei un incarico per te. Ieri ho cenato gomito a gomito con don Pedro di Granada Venegas, annunci. Il morisco si accigli. Cosaltro volevano ancora i cristiani? Periodicamente, riprese don Sancho, i Granada Venegas si ritrovano tutti nella casa de los Tiros, e don Pedro ha pensato bene di invitarci.
Ho un gran daffare, si scherm lui. Andate voi.
Ha invitato tutti e due... Per quanto, credo che a don Pedro interessi soprattutto conoscere te, ammise. Hernando sospir. E' gente importante, sottoline lhidalgo. Don Pedro  signore di Campotjar e governatore del Generalife. Le sue origini hanno tratti in comune con le tue: musulmani che abbracciarono il cristianesimo; forse proprio per questo desidera conoscerti. Suo nonno, discendente dei principi mori, ha avuto un ruolo di spicco nella conquista di Granada, quindi ha prestato grandi servigi allimperatore. Suo padre, don Alonso, ha fornito un tale appoggio a re Filippo Il nella guerra delle Alpujarras che per poco non si  rovinato, e il sovrano gli ha assegnato una modesta pensione di quattrocento ducati per compensarlo delle perdite. A quei ricevimenti partecipa gente molto interessante. Non puoi disdegnare cos un nobile 
granadino imparentato con le grandi casate spagnole: mio cugino don Alfonso ne sarebbe contrariato, se venisse a saperlo.
Vedo che la cosa vi interessa molto, se addirittura mi fate pressione ventilando il rischio di contrariare il duca. Ne riparleremo, don Sancho, disse Hernando, dando un taglio alla conversazione con lhidalgo e alzandosi da tavola.
Ma...
Dopo, don Sancho, dopo... ribad gi in piedi.
Non sapeva se era il caso di uscire in giardino e prefer rifugiarsi nella propria stanza. Isabel, Juviles, il Capitolo della cattedrale e ora quellinvito a casa di un nobile musulmano rinnegato, che aveva fornito il proprio appoggio ai cristiani durante la guerra delle Alpujarras. Il mondo sembrava impazzito! Doveva dimenticare, rilassarsi, e per farlo non cera niente di meglio che ritirarsi a pregare per il resto della mattinata. Pass davanti alla camera da letto di Isabel proprio quando la sua cameriera ne stava uscendo dopo averla aiutata a vestirsi. La ragazza lo salut ed Hernando si volt verso di lei per ricambiare. Dallo spiraglio della porta vide Isabel che si lisciava la gonna dellabito nero. Con la mano sul pomolo, la cameriera ci mise solo un istante pi del dovuto a richiuderla ma fu abbastanza perch Isabel, china al centro della stanza, con il sole che entrava a fiotti dalla grande porta finestra affacciata sulla terrazza, lo fissasse negli occhi.
Buongiorno, farfugli lui senza rivolgersi a nessuna delle due donne in particolare, assalito da unimprovvisa vampata di calore.
La cameriera incurv le labbra in un sorriso discreto e inclin la testa; Isabel non ebbe modo di rispondere prima che la porta si chiudesse. Hernando prosegu fino alla sua camera con il ricordo del calore del corpo di Isabel contro il suo e il respiro agitato. Turbato, abbracci la stanza con lo sguardo: il sontuoso letto a baldacchino gi rifatto; la cassapanca intarsiata; gli arazzi a tema biblico appesi alle pareti; il tavolo con il bacile per lavarsi e i canovacci di cotone per detergersi ripiegati con gusto l accanto; la porta che si apriva sulla stessa terrazza delle stanze da letto del giudice e della consorte, con vista sullAlhambra.
LAlhambra! Sventurato chi la perse! Mentre ammirava la
rocca, ricord la sentenza attribuita a Carlo V. Qualcuno aveva riportato al sovrano le parole con cui Aisha, la madre di Boabdil, ultimo re musulmano di Granada, aveva rinfacciato al figlio i suoi lamenti quando aveva dovuto cedere la citt ai Re Cattolici: Piangi come una donna perch non hai saputo difendere il tuo regno come un uomo.
La madre del re era nel giusto, raccontavano che avesse concluso limperatore, perch, se io fossi stato al suo posto, avrei scelto Alhambra come tomba, piuttosto che vivere sulle Alpujarras senza regno.
Incantato dal rosso profilo del palazzo, trasal nel vedere Isabel che dalla sua stanza si era spinta fino al basso parapetto in pietra che cingeva la terrazza al piano nobile della villa. Vi si appoggi con sensualit per ammirare il grande Alczar dei nasridi. Dalla sua stanza Hernando osserv i capelli biondi della donna raccolti in una retina; ne studi il collo slanciato e si perse nel suo corpo eccitante.
Fece qualche passo avanti fino a uscire sulla terrazza: Isabel gir la testa verso di lui, richiamata dal rumore dei passi; i suoi occhi scintillavano.
Difficile scegliere tra due simili bellezze, le disse, indicando lei e poi Alhambra.
La donna si raddrizz, si volt del tutto e gli and tanto vicino, 
con quello sguardo umido, che i loro respiri si confusero.
Allora cerc il contatto delle sue dita, sfiorandole.
Per hai facolt di possederne una sola, sussurr lei. Isabel, mormor Hernando.
Mille notti ho ricordato il giorno in cui cavalcai con te. La donna si port la mano del morisco al ventre. Mille notti ho sussultato, come feci da bambina a contatto con la tua mano.
Lo baci. Un lungo, dolce e caldo bacio che Hernando ricevette a occhi chiusi. Isabel si stacc dalle sue labbra e lui lattir dentro la sua stanza. Poi controll che la porta fosse sprangata e si affrett a chiudere anche quella che dava sul balcone.
Si baciarono di nuovo in mezzo alla stanza. Lui le pass le mani lungo la schiena, lottando con la gonna e il verdugale che gli impediva di avvicinarsi al suo corpo. Isabel, nonostante i baci appassionati e il respiro mozzato, teneva le mani ferme, posate sulla vita di lui, senza esercitare alcuna pressione. 
Hernando tast le punte con cui era allacciato il corpetto del vestito, ingarbugliandosi.
Isabel si sciolse dal suo abbraccio e gli offr la schiena in modo da facilitargli il compito.
Mentre lui, le dita tremanti, lottava con i gancetti, la donna si slacci le maniche del vestito. Dopo essere riuscito a sganciare dalla sottana il corpetto, che cadde in avanti liberando i seni dalla pressione del busto, il morisco si accan contro le punte che fissavano la gonna alla vita, finch non riusc a liberare Isabel dallo scomodo bozzolo dei vestiti. Non aveva ancora finito di spogliarla del corpetto che gi stava cercando il suo seno con le mani, attraverso la camicia, e la baciava sul collo. Lei fece per staccarsi, ma Hernando si strinse alla sua schiena. Le sospir allorecchio e allung la mano per accarezzarle le cosce; lorlo della lunga camicia si arricci al di sotto del pube e delle natiche, coprendole le parti intime. Sciolse i nodi con una certa goffaggine.
No... si oppose Isabel quando sent le dita di Hernando tra le gambe umide. Il morisco smise di accarezzarla, lei si liber dal suo abbraccio e si gir accalorata e sconvolta, con le gote in fiamme. No, sussurr di nuovo:
Forse sono stato troppo irruente? si chiese Hernando.
Lei tese le braccia verso il petto di lui e, con sua grande sorpresa, anzich slacciargli il farsetto, lo baci e si lasci cadere sul letto con ancora indosso la camicia, le gambe rannicchiate e leggermente aperte.
Hernando rest immobile ai piedi del letto, a guardare il seno della donna che saliva e scendeva al ritmo accelerato del suo respiro.
Prendimi, lo preg, mentre apriva un altro po le gambe.
Prendimi? Tutto qua? Con la camicia addosso! Non laveva nemmeno vista nuda, non si erano stuzzicati, nessuna carezza per procurarle piacere, per conoscere il suo corpo. Si avvicin al letto e si distese allaltezza delle gambe di lei. Cerc di sollevare la camicia per scoprire il triangolo di pelo scuro che sindovinava sotto, ma Isabel si tir su e gli afferr la mano.
Prendimi, ripet dopo averlo baciato ancora, con foga.
Hernando si alz e cominci a spogliarsi. Se lei non poteva... poteva lui. E si tolse tutti i vestiti finch non fu completamente 
nudo ai piedi del letto, con il membro eretto, ma Isabel pos la guancia sul cuscino con lo sguardo perso, e sospir aprendo ancora un pochino le gambe. La camicia scivol fin sopra le cosce.
Lui la guard. Lo desiderava, su questo non cera dubbio: sospirava e si agitava irrequieta sul letto, in attesa di essere posseduta, ma... era lunica posizione che conosceva! Peccato! Era peccato godere dellamore. E allimprovviso si rivide davanti Fatima nuda, tatuata di henn e spalmata di unguenti, ingioiellata, intenta a cercare la posizione pi piacevole per entrambi, a contorcersi tra le sue gambe, mentre guidava le sue carezze senza alcuna vergogna. Fatima! Un gemito di Isabel lo riport alla realt. Cristiani! sussurr tra s prima di sdraiarsi su di lei, con la camicia a ostacolare il contatto dei corpi.
Lei non riusc a liberarsi dei suoi tab nemmeno mentre Hernando si muoveva ritmicamente, adagio, avvinghiato a lei, penetrandola con dolcezza. Lo teneva stretto per le spalle, la faccia sempre di lato come se non osasse guardarlo, ma lui noti sent le sue unghie artigliargli la pelle.
Godi, le sussurr allorecchio.
Isabel si morse le labbra e chiuse gli occhi. Hernando continu, avanti e indietro, cercando di interpretare i gemiti soffocati della donna.
Vieni! la esort, i due corpi avvolti dalla luce che entrava nella stanza.
Spingi, la preg. Sentimi. Ascoltati. Senti il tuo corpo. Lasciati andare, amore mio. Godi, accidenti! Hernando raggiunse lorgasmo continuando a chiederle di lasciarsi andare al piacere e rest steso su di lei, ansante. Vorr farlo di nuovo? si chiese. Avrebbe voluto...? La risposta gli giunse con un movimento brusco che la donna fece sotto di lui, come per dirgli che voleva spostarsi. La liber dal suo peso, reggendosi con le braccia e cercando le sue labbra, che lo accolsero senza passione. Allora si alz, seguito a ruota da lei che evitava di guardarlo in faccia.
Non devi vergognarti, prov a tranquillizzarla prendendole il mento, ma lei rifiut di alzare il viso e, scalza, con indosso la sola camicia, si affrett a uscire in terrazza per passare nella sua stanza.
Hernando schiocc la lingua e si accovacci per raccogliere
i suoi abiti, ammucchiati ai piedi del letto. Isabel lo desiderava, quello era un dato di fatto, pens mentre sinfilava la camicia, ma il senso di colpa, il peccato e la vergogna avevano avuto la meglio. La donna  un frutto che sprigiona la propria fragranza solo quando lo si sfrega con la mano, ricord che gli aveva spiegato Fatima con voce dolce, rifacendosi agli insegnamenti dei libri sullamore. Come il basilico, come lambra, che trattiene il proprio profumo finch non si scalda. Se non ecciti la donna con carezze e baci, succhiandole le labbra, abbeverandoti alla sua bocca, mordendole linterno delle cosce e stuzzicandole i seni, non otterrai ci che desideri quando condividi il suo letto: il piacere. E lei non ti porter nessun affetto se non raggiunge lestasi e se, a tempo debito, la sua vagina non accoglie il tuo pene. Quanto erano lontane le pie cristiane da tutto questo! 
Quella stessa notte, allaltro lato dello stretto che separava la Spagna dalla Berberia, stesa nella sua stanza in penombra nel lussuoso palazzo della Medina di Tetuan che Brahim aveva fatto costruire per lei, Fatima non riusciva a prender sonno. Sentiva accanto a s il respiro delluomo che odiava di pi al mondo, sentiva il contatto della sua pelle e non riusciva a evitare un brivido di disgusto. Come tutte le notti Brahim aveva soddisfatto le proprie voglie, come tutte le notti Fatima si era accoccolata al suo fianco per dargli modo di infilare il moncherino del braccio destro tra i suoi seni e mitigare cos il dolore che ancora gli provocava la mutilazione; come tutte le notti, i lamenti dei cristiani chiusi nelle segrete della Medina erano quasi uneco alle mille domande senza risposta che le ronzavano in testa. Che fine aveva fatto ibn Hamid? Perch non era venuto a cercarla? Era ancora vivo?
Mai, nei tre anni trascorsi in balia di -Brahim, aveva smesso di sperare che luomo che amava sarebbe accorso in suo aiuto. Ma pi il tempo passava, pi sospettava che Aisha avesse davvero accolto la sua muta supplica. Cosaveva detto al figlio per far s che non la cercasse? La risposta poteva essere una sola: erano tutti morti. Altrimenti... in qualsiasi altro caso, ibn Hamid si sarebbe messo sulle loro tracce e si sarebbe battuto per
riaverli. Ne era certa! Per, se anche Aisha lo aveva convinto che erano morti, perch ibn Hamid non aveva cercato di vendicarsi di Brahim? Nella pace della notte sent di nuovo le grida degli uomini del marchese di Casabermeja, quando era stata rapita:In nome di Ubaid, monfi moresco, sprangate porte e finestre, se non volete avere guai! A Cordova tutti probabilmente pensavano fosse stato Ubaid a ucciderli e se Aisha taceva... Ibn Hamid non avrebbe mai saputo la verit! Doveva essere cos! Se no, avrebbe smosso cieli e terra per vendicarli. Non aveva alcun dubbio. Vendetta! Lo stesso sentimento che, con il passare dei mesi, quando si era infine convinta che lui non sarebbe venuto a cercarla, Fatima era riuscita a smorzare in Brahim.
Un vigliacco, ecco cos! tuonava lui, quando parlava di Hernando. Se non viene lui a Tetuan per riprendersi la sua famiglia, mander i miei uomini a ucciderlo.
Fatima si era guardata bene dal confessargli che non credeva sarebbe venuto, che era stata lei a supplicare con gli occhi Aisha di non dirgli niente di quanto era accaduto.
Se rinunci a ucciderlo, sar tua, gli aveva proposto una notte dopo che laveva montata come solo una bestia poteva fare.Disporrai di me come se fossi davvero tua moglie. Mi conceder totalmente. In caso contrario, mi toglier la vita con queste stesse mani.
E i tuoi figli? laveva minacciata.
Saranno nelle mani di Dio, aveva mormorato lei.
Il corsaro ci aveva riflettuto un po, ma poi aveva acconsentito: 
Daccordo.
Giuralo in nome di Allah, gli aveva imposto Fatima.
Lo giuro sullOnnipotente, aveva risposto lui di getto.
Brahim, gli aveva detto la donna guardandolo tutta seria e parlando con voce ferma, non provare a ingannarmi. Dal tuo sorriso, dal tuo umore, capir se non avrai rispettato la parola data.
Da quel giorno Fatima aveva tenuto fede al patto e, notte dopo notte, mandava Brahim in estasi. Gli aveva dato altre due figlie e il corsaro non aveva pi fatto visita alla seconda moglie, che era rimasta relegata in unala appartata del palazzo. Ora Shamir e Francisco, ribattezzato Abdul, entrambi circoncisi
nelle carni vive non appena avevano messo piede a Tetuan, si preparavano a salpare agli ordini di Nasi. Nel mondo dei corsari Nasi stava assumendo sempre maggiori responsabilit, come fosse il vero erede di Brahim, mentre questultimo non faceva altro che ingrassare, contando e ricontando ossessivamente i profitti ottenuti dal saccheggio e da altri svariati affari. Nasi, il piccolo pezzente che il corsaro aveva incontrato al suo arrivo a Tetuan, non ci aveva messo molto a occupare il posto che sarebbe spettato al figlio del corsaro: Shamir si rifiutava di considerare Brahim il padre che non aveva mai avuto. Nei primi tempi, spaventato, con la nostalgia per la madre lontana, aveva negato al corsaro qualsiasi affetto, cercando un sostegno in Fatima e Francisco. Aisha gli aveva detto che suo padre era morto sulle Alpujarras! Brahim si era sentito disprezzato e aveva ricambiato con la consueta ferocia. Strappava il bambino dalle braccia di Fatima, lo batteva e insultava quando lui cercava di sfuggirgli. Francisco, ugualmente maltrattato, era diventato il suo inseparabile compagno di sventura. Nasi approfittava della situazione e si comprava il corsaro con dimostrazioni di fedelt e lealt, rammentandogli, insinuante, tutto ci che avevano patito fino a quel momento. Quanto alla piccola Ins, ora Maryam, le era toccato in sorte ci che Brahim le aveva predetto alla locanda del Monton de la Tierra ed era stata messa al servizio della seconda moglie, finch Fatima non aveva concepito la loro prima figlia. Allora, dopo una notte di passione, lei era riuscita a convincerlo. Chi meglio di Maryam, la sua sorellastra, si sarebbe presa cura di Nushaima, la neonata?
Il russare di Brahim, insieme ai lamenti che salivano dal sottosuolo, interruppe il corso dei suoi pensieri. Fatima scacci il desiderio di muoversi, di alzarsi dal letto, di scostare il moncherino dal proprio corpo. Era prigioniera... rinchiusa in una prigione dorata.
Si era ormai convinta di non essere altro che una delle tante schiave a servizio nel fastoso palazzo in stile andaluso, una grande casa intorno a un patio, che Brahim aveva costruito nella Medina, vicino ai bagni pubblici, alla rocca e alla moschea di Sidi al Mandari, eretta dal rifondatore della citt, un esiliato granadino. Lei non aveva mai vissuto con gli schiavi. Uomini e donne che ubbidivano, sempre pronti a soddisfare il bench minimo desiderio dei padroni. Aveva studiato le loro facce inespressive, quasi fossero stati privati di cuore e sentimenti; li aveva osservati: erano come uno specchio che le rimandava la sua stessa immagine, quella di una donna piegata allubbidienza e alla sottomissione.
Il gran corsaro aveva fatto costruire il nuovo palazzo nella via al Metamar, sopra le immense e intricate grotte calcaree del monte Dersa su cui si estendeva Tetuan. Le grotte erano utilizzate come segrete dove stavano reclusi migliaia di cristiani. Durante il giorno, quando usciva a far compere con i suoi schiavi al seguito e si dirigeva verso una delle tre porte della citt, dove si appostavano i contadini con i prodotti dei loro campi fuori le mura, Fatima vedeva i prigionieri faticare sotto i colpi della frusta, scalzi, con i ceppi alle caviglie e un semplice sacco di lana come vestito. Circa quattromila cristiani costantemente al servizio dei bisogni della citt.
Attorniata da schiavi e prigionieri, tutti sottomessi, comprese ben presto che le passeggiate in citt non le sarebbero state di nessun conforto. Tetuan aveva adottato il modello dei paesi di al Andalus, ma schivando anche la pi piccola influenza cristiana. Le sue case rappresentavano il massimo esempio dellinviolabilit del focolare domestico e non avevano sbocchi sulle strade con cui confinavano, nessuna finestra, nessuna porta n pertugio. Le norme che regolavano il passaggio delleredit facevano s che gli edifici si dividessero e suddividessero fino a formare un tracciato caotico: le vie non erano altro che la proiezione esterna della propriet privata, perci lo spazio era anarchicamente occupato da botteghe e rivendite di ogni tipo, nonch da costruzioni in muratura. Alcune di esse risultavano sopraelevate rispetto al livello della strada, altre la tagliavano in due o la interrompevano con sporgenze contorte e inopportune come in uno sfoggio tacitamente concordato tra vicini, per lo pi parenti, senza che le autorit intervenissero in alcun modo.
Fatima era solo una schiava nel suo sfarzoso palazzo, ma neppure fuori di l cera, in tutta la roccaforte corsara, un posto dove riuscire a evadere da quella terribile condizione, nemmeno con il pensiero, nemmeno per un istante. Sembrava che Allah si fosse dimenticato di lei. Solo nelle piazze, l dove confluivano tre strade e anche pi, trovava, se non un sollievo per lo spirito, almeno un diversivo, nei guitti che cantavano o recitavano leggende accompagnandosi con un liuto oppure vendevano alla gente foglietti con strane lettere, garantendo che curavano tutti i mali. Si distraeva anche con gli incantatori di serpenti, che li portavano appesi intorno al collo e alle mani mentre facevano ballare buffe scimmiette in cambio di qualche moneta mendicata al pubblico. A volte gliene donava una. Ma di notte, quando sentiva il moncherino di Brahim tra i seni, udiva con terribile nitidezza i pianti e i lamenti delle migliaia di cristiani che dormivano nelle viscere del palazzo. I loro gemiti filtravano dai fori di ventilazione delle segrete, poich il carcere occupava gran parte del sottosuolo della Medina della citt. Un giorno sar libera, pensava allora. E io e te, ibn Hamid, torneremo di nuovo insieme.
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49.
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Alla fine Hernando cedette alle insistenze di don Sancho e si present alla casa de los Tiros, dove i Granada Venegas tenevano i loro cenacoli. Al tramonto di un giorno di giugno, montarono entrambi a cavallo e discesero dallAlbaicin verso il Realejo, lantico quartiere ebraico caduto nelle mani dei Re Cattolici dopo la presa di Granada e lespulsione degli ebrei. Si estendeva sulla riva sinistra del fiume Darro, sotto lAlhambra. La casa de los Tiros era situata davanti al convento dei francescani e alla loro chiesa, vicino a unaltra fila di palazzi e dimore nobiliari costruiti sui terreni della distrutta giudecca.
Durante il tragitto, Hernando non diede retta alle chiacchiere del soddisfatto hidalgo. In quei giorni si era ripromesso di rispettare la promessa fatta al notaio del Capitolo e di scrivere un resoconto dei fatti di Juviles al tempo della rivolta: era stato un tentativo fallito perch da un lato non trovava le parole per giustificare i mostruosi soprusi dei suoi fratelli, e dallaltro, non appena cercava di concentrarsi, il suo pensiero andava a Isabel e si confondeva con i ricordi del giorno in cui sua madre aveva pugnalato don Martin.
Non mi piace vederli morire, ricordava di aver detto ad Hamid davanti alla fila di cristiani denudati e legati che andavano incontro alla fine. Perch bisogna ucciderli? Abbiamo convissuto...
Non piace neanche a me, ma dobbiamo andare. Ci hanno obbligati a diventare cristiani, pena lesilio, un altro modo di morire lontano dalla tua terra e dalla tua famiglia. Loro non hanno voluto riconoscere lunico Dio, non hanno approfittato dellopportunit che gli  stata offerta. Hanno scelto di morire.
Come poteva riportare le parole di Hamid in un resoconto per larcivescovado? Quanto a Isabel, sembrava essersi ripresa dalla vergogna con cui aveva lasciato la stanza dopo il loro unico amplesso, e si- aggirava per la casa ostentando disinvoltura.
Per, ogni volta che i loro sguardi si incrociavano, lui era assalito dai dubbi: a volte lei lo fissava negli occhi un istante pi del dovuto, altre distoglieva immediatamente lo sguardo. Chi non lo distoglieva mai era la giovane cameriera di Isabel, che addirittura si permetteva di sorridergli con una certa malizia: era stata probabilmente lei a raccattare gli abiti della sua signora.
Il mattino del giorno in cui doveva partecipare al cenacolo dei Granada Venegas, si era imbattuto in Isabel sulla terrazza e il reciproco desiderio era trasparito dal silenzio imbarazzato che era calato su loro due. Ma Hernando, malgrado la passione che provava per lei, si era imposto di non ripetere unesperienza che aveva soddisfatto solo il suo lato animale, senza dargli il piacere che sperava.
Devi imparare a godere del tuo corpo, le aveva detto, notando che lei rabbrividiva al suono di quelle parole.
Isabel era arrossita, ma non aveva detto niente e si era lasciata condurre per la seconda volta nella stanza dellospite.
Lui avrebbe voluto dirle che si poteva incontrare Dio anche attraverso il piacere, ma si era limitato a stimolarla cercando di non spaventarla quando lei si irrigidiva e tratteneva i sospiri di volutt. Si era lasciata accarezzare i seni, senza per scoprirli, girata di schiena, in piedi, mordicchiandosi il labbro inferiore quando le aveva pizzicato i capezzoli duri, ma era scappata come unindiavolata, lasciandosi di nuovo dietro i vestiti, quando Hernando le aveva infilato una mano tra le gambe.
Siamo arrivati. La voce dellhidalgo lo fece sobbalzare interrompendo il corso dei suoi pensieri.
Il morisco si trov di fronte a un torrione quadrato, sulla cui facciata si aprivano due balconi e, a diversi livelli, facevano bella mostra di s cinque sculture a figura intera di grandi del passato. Dietro il torrione che dava sulla strada si ergeva una dimora nobiliare, con numerosi saloni distribuiti su pi piani intorno a un patio a sei colonne dai capitelli del periodo dei nasridi e un giardino dal lato opposto. Dopo aver affidato i cavalli alle cure degli stallieri, fecero il loro ingresso nel palazzo, dove un domestico li accompagn per una stretta scalinata fino al secondo piano in cui si apriva. un vasto salone.
La chiamano la Cuadra dorada, la Sala dorata, bisbigli
don Sancho mentre il servitore spalancava una serie di porte sui cui battenti erano effigiati mezzibusti cinti dalloro.
Appena messo piede nella stanza Hernando comprese il perch del nome: la sala era inondata dai riflessi dorati sprigionati dal magnifico soffitto a cassettoni verdeoro, in cui apparivano personaggi maschili intagliati.
Benvenuti. Don Pedro di Granada si stacc dal gruppo di persone cori cui stava conversando e tese la mano a Hernando. Ci hanno presentati alla festa che il giudice Ponce ha dato in vostro onore, ma abbiamo scambiato solo un rapido saluto. Siate il benvenuto nella mia dimora.
Hernando strinse la mano del nobiluomo, che la trattenne nella sua pi del dovuto. Ne approfitt per osservarlo magro, con la fronte alta e spaziosa, la barba nera curata e unespressione intelligente e si sforz di non lasciar trapelare i pregiudizi con cui era andato allincontro: don Pedro e i suoi avi avevano ripudiato la vera fede e collaborato con i cristiani.
Dopo aver salutato lhidalgo, il signore di Campotjar pass a presentargli gli altri ospiti: Luis Barahona de Soto, medico e poeta; Joan de Faria, avvocato e procuratore del tribunale; Gonzalo Mateo de Berrio, poeta, e cos via. Hernando era a disagio. Che cosa lo aveva indotto a cedere alle insistenze di don Sancho? Cosaveva da dire lui a tutti quegli sconosciuti? In un angolo del salone cerano due uomini con una coppa di vino in mano. Don Pedro li accompagn da loro.
Don Miguel de Luna, medico e traduttore, disse presentando il primo.
Hernando lo salut.
Don Alonso del Castillo, aggiunse il padrone di casa riferendosi allaltro uomo, elegantemente vestito, anche lui medico e anche lui traduttore ufficiale dallarabo al servizio dellInquisizione di Granada, e ora del re Filippo secondo.
Don Alonso gli porse la mano con lo sguardo fisso nei suoi occhi. Hernando la prese e gliela strinse.
Desideravo conoscervi. Hernando sobbalz. Il traduttore gli si era rivolto in arabo e intanto aveva sensibilmente aumentato la forza della stretta. Mi  giunta voce delle vostre avventure nelle Alpujarras.
Non bisogna dare loro troppa importanza, rispose Hernando in castigliano. 
Unaltra volta la liberazione dei cristiani! Don Sancho di Cordova, tagli corto, indicando con un cenno lhidalgo e liberandosi della mano del traduttore.
Cugino di don Alfonso di Cordova, duca di Monterreal, si vant don Sancho come stava facendo con chiunque salutasse.
Don Sancho, si intromise Pedro di Granada Venegas,credo di non avervi ancora presentato al marchese. Lhidalgo, alla sola menzione del titolo, prese una posa impettita. Venite con me.
Hernando fece per seguire i due uomini, ma Castillo lo afferr per un braccio e lo trattenne. Miguel de Luna si un a loro e i tre formarono un capannello allangolo della Cuadra dorada.
Ho anche sentito, rivel il traduttore, stavolta in castigliano, che collaborate con il vescovado nellindagine sul martirologio delle Alpujarras.
Infatti.
E che avete lavorato nelle scuderie reali di Cordova, intervenne a quel punto Miguel de Luna.
Il giovane si accigli.
Corrisponde a verit, rispose asciutto.
A Cordova, aggiunse il primo ignorando il suo atteggiamento, ma continuando a tenerlo per un braccio, avete prestato i vostri servigi nella cattedrale, come traduttore...
Signori, lo interruppe Hernando, mentre si scioglieva dalla stretta, mi avete forse invitato per sottopormi a un interrogatorio?
I due non si scomposero.
Nella cattedrale di Cordova, nella biblioteca, continu imperterrito don Alonso, riafferrando con gentilezza il suo braccio, come se non volesse lasciargli la possibilit di scappare, lavorava un sacerdote... don Julin.
Hernando fece una smorfia e si svincol di nuovo dalla stretta del traduttore. I tre uomini rimasero in silenzio qualche istante studiandosi, finch Miguel de Luna non prese la parola.
Sappiamo di don Julin, il bibliotecario del Capitolo della cattedrale di Cordova.
Hernando vacill e cominci ad agitarsi, innervosito. Nel salone gli altri parlavano animatamente in crocchi, chi in piedi,
chi seduto in uno dei lussuosi sedili intorno a tavolini intarsiati imbanditi con vino e dolciumi.
Ascoltate, intervenne Castillo. lo e Miguel, esattamente come Pedro di Granada, discendiamo da musulmani. Dopo la guerra delle Alpujarras, durante la quale ho lavorato come traduttore per il marchese di Mondjar prima e per il principe Giovanni dAustria poi, re Filippo mi ha incaricato di occuparmi dei libri e dei manoscritti arabi della biblioteca del monastero dellEscorial: dovevo tradurli, catalogarli... Un altro compito affidatomi dal re fu quello di cercare e acquisire nuovi libri in arabo. Ne ho scovati alcuni nelle terre di Cordova, un paio di copie del Corano che non rivestivano alcun interesse per la regia biblioteca e alcune copie di vaticini e di lunari.
Il traduttore sinterruppe. Hernando non lottava pi per liberarsi dalla sua mano e Castillo gli diede il tempo di riflettere. Cosa volevano da lui quei rinnegati? Collaboravano tutti con i cristiani! Erano stati i loro avi a consegnare Granada nelle mani dei Re Cattolici e si fregiavano del fatto di aver parteggiato per i cristiani nella guerra delle Alpujarras. Erano nobili, eruditi, medici o poeti impegnati nellevangelizzazione, come don Pedro di Granada. Castillo lavorava addirittura per lInquisizione! E se quellinvito non era altro che un trucco per smascherarlo?
Alla fine non li ho comprati. La secca affermazione del traduttore mise sullavviso Hernando. Erano scritti su carta rozza e dozzinale, interlineati in aljamiado, come se...
Perch mi state raccontando tutto ci? lo interruppe Hernando.
Cos che state raccontando al mio ospite?
Hernando si gir e si ritrov faccia a faccia con don Pedro di Granada Venegas.
Gli stavamo dicendo del lavoro di Alonso nella biblioteca del re, spieg Luna, e del fatto che conosciamo don Julin, il direttore della biblioteca di Cordova.
Brava persona, dichiar il nobile. votata alla difesa della religione...
Il signore di Campotjar lasci in sospeso la frase. Hernando si sent addosso lo sguardo di tutti e tre. Cosa intendeva dire? Don Julin, il bibliotecario, era un musulmano sotto le mentite spoglie di sacerdote.
S, stette al gioco. Era un buon cristiano.
Don Pedro, Luna e Castillo si scambiarono uno sguardo. Il nobile annu in direzione di Castillo, come se gli concedesse unautorizzazione. Il traduttore controll che nessuno potesse sentire e poi si decise a dire, con la massima seriet: Don Julin mi ha raccontato che eravate voi a copiare il Corano, per distribuirne le copie a Cordova...
Io non... fece per contraddirlo laltro.
Mi ha anche raccontato, aggiunse aumentando la stretta sul braccio, che godevate della fiducia del consiglio degli anziani insieme a Karim, Jalil e... come si chiamava? S, Hamid, il faqih di Juviles.
Hernando ora era attorniato dai tre uomini, e non sapeva cosa fare, cosa dire, dove guardare.
Hamid, intervenne allora don Pedro, era il discendente della dinastia dei nasridi. Siamo parenti alla lontana. La sua famiglia scelse una strada diversa: lesilio nelle Alpujarras al fianco di Boabdil, ma poi non volle fuggire in Berberia insieme al Piccolo re.
Con uno strattone Hernando si liber una volta per tutte dalla stretta di Castillo.
Signori, esord, accingendosi a lasciare il gruppo, non capisco cosa andiate cercando, ma...
Un momento, lo interruppe bruscamente Castillo, facendosi da parte come se non volesse pi costringerlo a fermarsi con loro, credete forse che don Julin, il bibliotecario, sarebbe stato capace di tradirvi e di raccontare a rinnegati qualunque, quali voi pensate che siamo, tutto ci che vi abbiamo rivelato?
Hernando si blocc. Don Julin? Mille ricordi gli si affastellarono nella testa in un lampo. Non lo avrebbe mai fatto! Piuttosto si sarebbe fatto torturare, come Karim. Nemmeno lInquisizione era riuscita a cavare al vecchio i nomi che sapeva e che si riducevano a uno solo, il suo: Hernando Ruiz di Juviles! I veri musulmani non si denunciavano tra loro.
Rifletteteci, sent che gli stava dicendo Luna.
So molte cose su di voi, ribad Castillo. Don Julin aveva per voi grande stima e la massima considerazione.
Perch il sacerdote non se lera tenuto per s? si domandava nel frattempo il giovane. Se per si era comportato cos, poteva
significare una cosa sola: che i tre uomini lottavano per la sua stessa causa. La sua causa? Aveva ancora una causa per cui lottare, lui? Persino sua madre laveva appena ripudiato.
Non centro niente con questa storia, afferm con un filo di voce. La comunit di Cordova mi ha voltato le spalle, appena saputo dellaiuto che ho prestato ai cristiani in tempo di guerra...
Tutti tiriamo fuori questasso dalla manica, lo interruppe don Pedro di Granada.lo, per primo. Guardate, aggiunse indicando una cassapanca dietro Miguel de Luna, che si scost per permettergli di vederla.Quel blasone l sopra  lo stemma dei Granada Venegas; quelle armi hanno combattuto al fianco dei re cristiani contro il nostro popolo, ma riuscite a vedere lemblema?
Lagaleblila, lesse ad alta voce Hernando. Cosa significa ...?
Ma lasci la frase in sospeso decifrando da s il significato: Wa la ghalib illa Allah. Solo Allah  vincitore. Il motto della dinastia dei nasridi, il motto che veniva ripetuto per tutta lAlhambra a onore e gloria dellunico Dio: Allah.
A noi non interessano i consigli degli anziani delle comunit moresche, spieg a quel punto Castillo. In un modo o nellaltro, parteggiano tutti per lo scontro armato piuttosto che per la vera conversione; tutti aspettano laiuto del turco, dei barbareschi o dei francesi. Noi siamo convinti che non sia una soluzione. Nessuno accorrer in nostro aiuto e se anche fosse, se qualcuno si decidesse a farlo, i cristiani ci annienterebbero: i moriscos sarebbero i primi a cadere. Nel frattempo, proprio a causa di simili atteggiamenti, la convivenza degenera e diventa sempre pi difficile. I moriscos di Valenza e gli aragonesi sono turbolenti, quanto ai granadini... non sono che un popolo senza terra! Sei mesi fa sono stati espulsi nuovamente da Granada circa quattromilacinquecento moriscos che erano tornati surrettiziamente nelle loro antiche case. In tanti ormai premono per lespulsione definitiva dalla Spagna di tutti i moriscos, o per ladozione di misure molto pi severe e cruente. Se si continua cos...
E allora? lo interruppe Hernando. So bene che in uno scontro armato con gli spagnoli avremmo la peggio e che, salvo
un miracolo, nessuno correr in nostro aiuto, ma in tal caso non ci resta altro che la conversione imposta dai cristiani.
No! esclam con decisione Castillo. C unaltra possibilit.
Dobbiamo tornare a Cordova! 
Don Sancho irruppe nello studiolo dove Hernando, per lennesima volta, cercava di spiegare cosera successo a Juviles durante la rivolta. Ogni giorno, dopo aver riletto quanto scritto, stracciava in mille pezzi gli incartamenti. Alz gli occhi da un foglio rimasto intonso da quando si era seduto allo scrittoio, ormai unora prima, q vide lhidalgo che gli veniva incontro con la faccia sconvolta.
Perch? Cosa succede? si preoccup.
Cosa succede? grid don Sancho. Dimmelo tu! Sei sulla bocca di tutti i domestici. Hai macchiato lonore di un giudice del regio tribunale di Granada! Se don Ponce viene a saperlo... Come hai osato? Il pettegolezzo pu diffondersi per tutta la citt! Non voglio nemmeno pensarci! Un giudice! Don Sancho si scarmigli i radi capelli bianchi che ancora gli restavano in testa. Dobbiamo andarcene da qui, tornare a Cordova immediatamente.
Cos che si dice in giro? domand Hernando, fingendo disinteresse, per prendere tempo.
Dovresti saperlo meglio di me: Isabel! 
Sedetevi, don Sancho! Lhidalgo diede una manata a vuoto e rimase in piedi, camminando su e gi davanti allo scrittoio. Vi vedo alterato e non ne capisco la ragione. Io e Isabel non abbiamo fatto niente di male, prov a convincerlo. Non ho macchiato lonore di nessuno.
Don Sancho si ferm, si appoggi con i pugni al ripiano e guard il giovane come un maestro fa con il suo allievo. Poi guard il giardino alle spalle del morisco e riflett: Isabel non era l.
Non  quel che dice lei, ment.
Hernando sbianc.
Avete... avete parlato con Isabel? balbett.
S, un momento fa.
E cosa vi ha raccontato? La sua voce contraddiceva la sicurezza in se stesso che si era sforzato di mostrare.
Tutto. Don Sancho per poco non grid, ma poi fece un profondo respiro e simpose di parlare a bassa voce. Glielho letto in faccia. Il suo turbamento  gi una confessione. E' stata sul punto di svenire! 
E come pensate che reagisca una donna pia quando la si accusa di adulterio? sinalber laltro.
Don Sancho batt un pugno sul tavolo.
Risparmiati il cinismo. So tutto. Una delle servette cristiane ha cercato di convincere uno schiavo moresco a procurarle lo stesso piacere che, a quanto pare, tu dai alla sua signora; vuole essere presa alla moresca, pare abbia detto. Hernando si lasci sfuggire unespressione soddisfatta appena percettibile. Ce ne aveva messi di giorni e di incontri furtivi per convincere Isabel a concedersi alle sue carezze. Satiro! lo insult lhidalgo notando il compiacimento del morisco. Non solo ti sei approfittato dellingenuit di una donna che probabilmente  caduta tra le tue grinfie per riconoscenza, ma lhai anche traviata in maniera oscena e impudica, attentando a tutti i precetti della Santa Chiesa.
Don Sancho... si prov a calmarlo Hernando.
Ma non capisci? lo interruppe di nuovo lhidalgo, stavolta scandendo le parole. Il giudice ti ammazzer. Con le sue stesse mani.
Il giovane si port una mano al mento. Alle sue spalle i raggi del sole entravano dalle porte che davano sul giardino.
A cosa stai pensando? gli chiese don Sancho, perentorio.
Che non  il momento di andarsene, gli sarebbe piaciuto rispondergli. Che stava riuscendo a illanguidire gli occhi di Isabel e a far s che i suoi sospiri fossero sempre pi profondi, quando la accarezzava e mordicchiava, segnale inequivocabile del suo desiderio di fare lamore. Che a ogni nuovo incontro Isabel superava un altro gradino, lasciandosi alle spalle la monotonia, i sensi di colpa, i tab e i precetti cristiani, ormai quasi pronta a raggiungere vette di piacere che non si era mai nemmeno sognata. E che, attraverso il piacere di quel corpo, forse anche lui si sarebbe sentito in estasi come gli capitava con Fatima. Hernando sent il membro rizzarsi sotto le calzabrache. La
sua mente ricre limmagine di Isabel nuda, desiderabile, sensuale, sollecita e attenta al tocco dei suoi polpastrelli e alla sua lingua, bramosa di scoprire il mondo.
Penso, replic allhidalgo, di non poter partire subito per Cordova. Il vescovado aspetta la mia relazione e i vostri amici della casa de los Tiros reclamano la mia presenza. Lo sapete bene,
E tu devi sapere, ringhi don Sancho, che la legge prescrive che don Ponce, dopo aver eliminato te, faccia lo stesso con lei.
Forse non lo far con nessuno dei due.
Lhidalgo e il morisco si sfidarono con lo sguardo al di sopra dello scrittoio.
Scriver a mio cugino per informarlo di come stanno le cose, minacci il primo.
Vi guarderete bene dallinfangare la virt di una dama.
Tieni tanto a quella donna da rischiare la vita per lei? sbott don Sancho prima di uscire, senza dargli il tempo di rispondere.
Per quel che vale la mia vita, pens amareggiato Hernando dopo che lhidalgo ebbe sbattuto la porta in segno di commiato. Non aveva altro che un buon cavallo con il quale non poteva andare da nessuna parte, dato che non aveva dove andare e nessuno che lo aspettasse, nemmeno sua madre! Il duca non gli consentiva di lavorare, ma lo mandava in giro nellinteresse del re che aveva umiliato il suo popolo per poi espellerlo da Granada. Aveva accettato di lavorare per il vescovado. Dedicati al martirologio, gli aveva consigliato Castillo durante uno dei loro incontri. Dobbiamo sembrare pi cristiani dei cristiani, aveva aggiunto. La stessa raccomandazione che un giorno gli aveva fatto Abbas! Che senso aveva la vita di uno che doveva sempre fingere di essere chi non era? Qual era il suo obiettivo? Unesistenza agiata grazie alla generosit del duca, identica a quella dei parenti adulatori?
Don Pedro di Granada, Castillo e Luna gli avevano rivelato il loro nuovo piano non appena lo avevano conosciuto meglio: convincere i cristiani della bont dei musulmani che vivevano in Spagna, in modo che cambiassero parere sui moriscos. Luna stava scrivendo un libro intitolato La vera storia di re Rodrigo,
nel quale, partendo dai racconti di un ipotetico manoscritto arabo della biblioteca dellEscorial, presentava la conquista della Spagna da parte dei musulmani giunti dalla Berberia come una liberazione dei cristiani sottomessi alla tirannia dei re goti. Dopo la conquista, erano trascorsi otto secoli di pacifica convivenza delle due religioni.
Perch non pu ripetersi quel periodo di pace anche ora? aveva chiesto Luna, ma era una domanda retorica.
Dobbiamo sovvertire lidea che i cristiani hanno dei moriscos, era intervenuto don Pedro. Loro, i loro scrittori e sacerdoti, danno unimmagine falsata di noi: ci dipingono come un popolo estremamente prolifico perch le nostre donne si sposano da bambine e fanno molti figli! Non  vero! Ne fanno tanti quanti i cristiani. Dicono che le nostre donne sono promiscue e adultere. Che noi moriscos non siamo chiamati alla leva e non entriamo al servizio della Chiesa, motivo per cui il numero di cristiani nuovi lieviterebbe smisuratamente ed essi accumulerebbero oro, argento e ricchezze di ogni tipo mandando il regno in rovina, ma  falso. Dicono che siamo depravati e assassini. Che, in segreto, profaniamo il nome di Dio. Tutte menzogne! Ma il popolo ci crede perch le sente ripetere di continuo, perch vengono gridate nei sermoni, pubblicate nei libri. Dobbiamo usare le loro stesse armi e convincerli del contrario.
E per, aveva aggiunto allora Castillo, se qualche berbero attraversa lo stretto per venire a vivere in Spagna e convertirsi al cristianesimo viene accolto a braccia aperte. Nessuno sospetta dei nuovi convertiti, bench le loro intenzioni abbiano ben poco a che fare con la religione di quei pretastri. Mentre ai moriscos, battezzati da oltre un secolo, non si concedono gli stessi privilegi. Dobbiamo combattere tali pregiudizi, cos profondamente radicati in questa societ. E per farlo, abbiamo bisogno di gente come te, colta, che sappia leggere e scrivere, capace di sostenerci.
Era la storia della sua vita a partire da Juviles,, quando da bambino i paesani gli affidavano merci e bestiame per sgravarsi della decima, perch sapeva scrivere e far di conto. Lo stesso gli era capitato a Cordova. E a cosa serviva? Convincere i cristiani a lui sembrava un progetto assurdo, non molto diverso che tentare di sbaragliarli con una nuova rivolta armata.
Moll la penna doca che teneva ancora a mezzaria sopra il foglio bianco.
S, don Sancho, si scopr a mormorare rivolto alla porta chiusa dello studiolo,vale sicuramente la pena di rischiare una vita insensata anche per un solo momento di piacere con una donna come quella.
In ogni caso, pens, a questo punto meglio muoversi con i piedi di piombo.
Quella notte, dopo aver cenato, don Ponce di Hervs si ritir nel suo studiolo per lavorare. Di l a poco, un domestico che sperava di ricavare qualche soldo in cambio di uninformazione di fondamentale importanza per il suo signore, buss esitante alla porta. Il giudice ascolt i balbettii delluomo con la stessa faccia che adottava davanti ai contendenti in tribunale: impassibile.
Sei sicuro di quel che dici? gli chiese alla fine della delazione.
No, eccellenza. So solo quanto si dice nelle cucine, negli orti, nelle stanze dei domestici o nelle scuderie di vostra eccellenza, ma non ne ho lassoluta certezza. In ogni caso, ho pensato che potesse interessarvi.
Don Ponce lo conged con il suo premio e lincarico di tenerlo informato. Poi stracci con rabbia il foglio che aveva davanti. Con i pugni serrati, fu preso da un tremito convulso, seduto su quello stesso scranno su cui Hernando poche ore prima aveva deciso di rischiare la vita pur di portare Isabel allestasi. Per, abituato comera a prendere decisioni, il giudice controll la propria collera e limpulso di alzarsi, pestare a sangue la consorte e poi uccidere il morisco.
La residenza sprofond nel silenzio della notte, mentre don Ponce si torturava immaginandosi Isabel tra le braccia del morisco.Vanno alla ricerca del piacere, gli aveva raccontato il servo. No... non fornicano, aveva aggiunto poi, curvo davanti al giudice, con le dita delle mani esangui per la forza con cui se le stringeva. Puttana! sibil don Ponce. Come una volgare donnaccia! Sapeva di cosa parlava il suo domestico: del piacere proibito che lui stesso andava a cercare al bordello. Per ore si
immagin Isabel come la bionda con cui giaceva in un altro letto: oscena, impiastricciata e profumata, in atto di mostrare la propria nudit al bastardo moresco mentre lo baciava e carezzava. Al bordello aveva scelto una ragazza che somigliasse a Isabel, e ora il morisco stava godendosi quel piacere che lui stesso non raggiungeva con sua moglie. Pens di ucciderli entrambi.
Allalba, con la brezza della notte che entrava dal giardino e gli rinfrescava il corpo sudato, don Ponce decise di scartare una misura tanto drastica come quella di eliminare i due amanti. Se uccideva Isabel, avrebbe perso la cospicua dote assegnatagli dai Vlez per il matrimonio, ma, cosa ben pi importante, avrebbe perso qualsiasi influenza nella cerchia del sovrano e nei vari consigli a cui teneva tanto: contare sulla protezione di grandi di Spagna come i Vlez era irrinunciabile. Di fare dellonore una bandiera potevano permetterselo solo i molto ricchi, i molto poveri o i folli, e lui non apparteneva a nessuna di quelle categorie: accusare di adulterio la protetta dei marchesi gli parve al momento una scommessa troppo arrischiata oltre che disonorevole, tuttavia non poteva certo permettere che nella sua casa si consumasse un tradimento... Maledetto morisco figlio di puttana! Lo aveva trattato come un hidalgo, aveva dato una festa in suo onore... E non poteva nemmeno vendicarsi di lui, senza che quellatto legittimo scatenasse una ridda di commenti mordaci. Per tutti il morisco era un eroe! Il salvatore dei cristiani! Il protetto del duca di Monterreal. Quella notte don Ponce non chiuse occhio ma, con la luce del giorno, la sua decisione era presa: Isabel non sarebbe uscita dai suoi appartamenti, avrebbe detto che giaceva in preda alla febbre. Cos la donna rimase chiusa in camera finch, quel mattino stesso, accorrendo alla chiamata, una cugina di don Ponce, donna Angela, vedova, seria, incartapecorita e inacidita, si present alla villa e, varcata che ebbe la soglia di casa, divenne la carceriera di Isabel.
Dopo una breve conversazione con il giudice, donna Angela si mise allopera: la giovane cameriera di Isabel da quel giorno spar. In seguito raccontarono di averla vista nelle segrete del tribunale, accusata di furto. Nel pomeriggio, con la scusa che le aveva mancato di rispetto, la vedova ordin che la servetta che voleva godere con lo schiavo moresco venisse frustata. Dispose
inoltre che allaltro domestico venisse decurtata una parte del salario; perch non lavorava come si doveva.
In un solo giorno la servit al completo recep perfettamente il messaggio che il giudice e la cugina avevano voluto mandare. Cera poco da fare: secondo la legge, a meno che non venissero espressamente licenziati, nessuno di loro poteva lasciare la residenza senza il permesso di don Ponce per andare a servizio in unaltra casa di Granada e dintorni. Pena, venti giorni di carcere e un anno di esilio. Se qualcuno lo avesse fatto, andandosene senza il suo consenso, poteva solo emigrare o trovare lavoro come bracciante, e a onor del vero in casa del giudice non si pativa la fame.
Ma non fu solo la servit a saggiare il carattere duro della cugina del giudice: n don Sancho n Hernando sfuggirono alle sue grinfie. Donna Angela fece in modo che tutte le sue decisioni fossero rese pubbliche, almeno abbastanza da non essere ignorate dal morisco, e nellultima ora della sera, prima del tramonto del sole, ordin a Isabel di uscire dalla stanza da letto, vestita di nero come lei, e la fece passeggiare per i giardini della villa dove tutti, ma soprattutto Hernando, potevano vederla, avvertendo cos il suo amante che non avrebbe pi potuto avvicinarsi a lei in privato.
E non fu solo il morisco a vedere Isabel sotto la stretta sorveglianza di donna Angela: lo fece anche don Sancho, che cap come la storia fosse arrivata alle orecchie del giudice. Un paio di volte simbatt in don Ponce e il giudice non gli us nemmeno la cortesia di rispondere al suo saluto, voltando la testa dallaltra parte. Don Sancho si precipit subito da Hernando.
Domattina ce ne andiamo senza alcun indugio, simpose. Laltro rest soprappensiero. Lo capisci o no? url allora don Sancho. Coshai in testa? Se hai il bench minimo rispetto... o qualsiasi cosa tu provi per quella donna, devi lasciarla in pace. Non potrai mai pi vederla da solo. Non ti rendi conto? Il giudice deve aver capito e ha preso le sue misure. Lhidalgo lasci passare qualche istante. Visto che della tua vita ti importa poco, disse poi, pensa almeno che se continui cos rovinerai quella di Isabel.
Hernando si sorprese ad annuire al discorso del suo compagno di viaggio. Quanto poco era durata la sua determinazione! Per era vero, lhidalgo aveva ragione. Non sarebbe pi riuscito ad avvicinare Isabel. Vederla quel pomeriggio in giardino, vestita di nero, che camminava a testa bassa, in aperto contrasto con il portamento eretto e tracotante di donna Angela, glielo aveva confermato. Inoltre, se le voci erano giunte allorecchio del giudice... Sarebbe stata una follia! 
Va bene, acconsent. Partiremo domani stesso.
Quella notte Hernando cominci a prepararsi per il viaggio. Tra gli abiti trov quelli che il giudice gli aveva comprato per la festa; la notte che li aveva indossati, Isabel... Era stato davvero stolto, cerc di convincersi. Che diritto aveva, come diceva don Sancho, di rovinare la vita a una donna onorata? S, sentiva che lei lo desiderava, sempre di pi, ma forse era vero, si era approfittato di una donna che gli doveva gratitudine. Si guard attorno: dimenticava qualcosa? E quegli abiti? Li prese e li sbatt in terra, via da lui, in un angolo dellalcova. Non era poi vero che si era approfittato dellingenuit di Isabel come gli aveva rinfacciato don Sancho! Era stata lei che gli si era premuta contro la schiena il giorno dei fuochi dartificio ed era stata sempre lei ad allungare la mano verso la sua. Ma comunque, che importanza aveva? Sarebbe tornato a Cordova.
Hernando si accasci su una sedia decorata in argento sbalzato e vag con lo sguardo sullAlhambra, sui giochi di luce dorata e le ombre disegnate sulle sue pietre dalle fiaccole e dalla luna. Era mezzanotte passata. La villa era immersa nel silenzio, lAlbaicin era immerso nel silenzio, tutta Granada sembrava silenziosa! Una brezza bizzosa rinfrescava laria e aiutava a scacciare lafoso calore del giorno. Lui si lasci andare, chiuse gli occhi e fece un profondo respiro.
Sar la prima volta che la luna ci far compagnia.
Quelle parole lo fecero trasalire. Isabel, in camicia da notte, era l sulla terrazza, bella, sensuale, con lAlhambra che si profilava alle sue spalle.
Cosa ci fai qui...? Hernando si alz dalla sedia. E tuo marito?
Lho sentito russare dalla mia stanza. E donna Angela si  ritirata ore fa.
Mentre gli rispondeva, l sulla terrazza, Isabel si sfil dalle spalle la camicia, che le ricadde lungo il corpo e fin a terra. Gli si mostr nuda; lo fiss negli occhi, spavalda, orgogliosa, invitandolo a godere di lei.
Hernando rimase paralizzato: persino la luna con i suoi riflessi sembrava accarezzare quel corpo magnifico! 
Isabel... sussurr senza riuscire a staccare gli occhi dal quel seno, quei fianchi e quel ventre, dal suo pube...
Domani te ne vai, mormor lei. Me lha detto Ponce. E la nostra ultima notte.
Lui le si avvicin e le tese una mano per invitarla a entrare nellalcova. Raccolse la sua camicia e chiuse le porte della terrazza. Poi si gir e stava per dirle qualcosa, ma lei gli port un dito alle labbra pregandolo di non farlo. E lo baci dolcemente. Lui volle accarezzarla, ma Isabel gli prese le mani e le allontan da s.
Lascia fare a me, gli disse.
Era la loro ultima notte! Cominci a slacciargli la camicia. Voleva farlo lei! Anelava a quel piacere che Hernando le aveva tanto spesso promesso! La stup la fermezza delle sue stesse mani, mentre accarezzavano le spalle di lui per sfilargli la camicia. Poi lo baci sul petto e abbass le mani alle calzabrache. Esit un istante, quindi si inginocchi davanti a lui.
Hernando sospir.
Quando Isabel ebbe scoperto il corpo di Hernando, dopo averlo baciato, si stesero sul letto. A lungo la flebile luce dellunica lampada illumin il profilo di un uomo e di una donna che parlavano sussurrando, con affanno, mentre si baciavano, si accarezzavano e si mordevano senza fretta. Fu Isabel che gli chiese di penetrarla, come se fosse ormai pronta, come se avesse finalmente capito il senso di tutte le parole che le aveva ripetuto lamante. E si fusero in un solo corpo; i sospiri di piacere di Isabel aumentarono fino a quando Hernando non si decise a zittirla con un lungo bacio, sempre spingendo, finch non sent dentro di s, soffocato, attutito dal suo bacio, un gemito gutturale 
che la donna, allapice del piacere, non avrebbe mai potuto immaginare di poter emettere e che li port allestasi entrambi. Poi, per un lungo, infinito momento, rimasero cos, fermi, appagati, uno sopra laltro, senza staccarsi, in silenzio.
Domani me ne vado, disse alla fine lui.
Lo so, si limit a ribattere lei.
Tra i due scese di nuovo il silenzio, finch Isabel scosse impercettibilmente la testa e si sciolse dallabbraccio. Isabel...
Taci, lo supplic. Devo tornare alla mia vita. Due volte ci sei entrato tu e due volte sono resuscitata. Da seduta, accarezz il viso di Hernando con il dorso delle dita. Devo tornare nella mia stanza.
Ma...
Lei gli port un dito alle labbra, pregandolo di tacere.
Va con Dio, sussurr trattenendo le lacrime.
Quindi usc senza voltarsi indietro.
Hernando non volle guardarla mentre se ne andava e rimase steso con lo sguardo perso sul soffitto a cassettoni. Poi, quando torn alla realt dei suoni della notte granadina, si alz e usc in terrazza, dove simmerse di nuovo nella contemplazione dellAlhambra. Perch non perseverava? Perch non correva da lei, promettendole una felicit eterna? Nonostante gli avvertimenti di don Sancho e il pericolo, aveva rischiato di nuovo la vita per quella donna. Laveva fatto solo per raggiungere il piacere con lei? Era amore ci che provava? si domand, turbato e confuso. Rimase l finch la rocca con il suo rosso sfolgorante, laggi in fondo alla valle del Darro, parve rispondergli: era l, nei giardini del Generalife dove da ragazzo aveva sognato di ballare con Fatima. Fatima! No! Non era amore quello che provava per Isabel. I grandi occhi neri della sua consorte gli portarono il ricordo delle loro notti di passione: dovera quello spirito appagato, quel senso di paradisiaca beatitudine, fatto di migliaia di mute promesse che suggellavano il loro amore?
Hernando us il breve lasso di tempo che gli restava prima dellalba per dedicarsi agli ultimi preparativi. Poi scese nelle
scuderie, con sommo stupore dei garzone di stalla, che non aveva ancora fatto in tempo a portare via il letame.
Pulisci e sellami Volador, gli ordin.Poi, prepara il cavallo di don Sancho e le mule. Partiamo.
Si avvi in cucina, dove trov il personale nellatto di stiracchiarsi e far colazione. Prese un tozzo di pane raffermo e gli diede un morso.
Avverti don Sancho, disse a uno dei suoi servitori,che torniamo a Cordova. Tenetevi pronti per quando ritorno. Devo andare alla cattedrale.
Scese lungo lAlbaicin diretto alla chiesa. Granada si svegliava e la gente cominciava a uscire dalle case; Hernando cavalcava impettito, senza guardare niente e nessuno. Nella cattedrale non trov il notaio, ma un sacerdote che lo aiutava e che lo accolse sgarbatamente. Se tornava a Cordova doveva disporre di un salvacondotto che gli permettesse di spostarsi tra i vari regni, simile a quello fornitogli a suo tempo dal vescovado di Cordova per i suoi spostamenti in citt.
Dite al notaio, gli ingiunse dopo un gelido scambio di saluti di cui Hernando avrebbe volentieri fatto a meno,che devo tornare a Cordova e che mi riesce difficile lavorare qui a Granada, luogo strettamente collegato con i fatti che devo narrare. Gli porter io personalmente la mia relazione e tutte quelle che potrebbero interessare al decano o al vescovo. Ditegli anche che, essendo io un morisco, avrei bisogno di un salvacondotto dellarcivescovado o chi per esso, con il quale mi si autorizzi a muovermi in piena libert per le strade. Che me lo faccia arrivare a Cordova, al palazzo del duca di Monterreal.
Ma unautorizzazione... tent di opporsi il sacerdote.
S. E' quello che ho detto. Senza autorizzazione niente relazione. Mi avete compreso? Non vi sto chiedendo denaro in cambio del mio lavoro.
Tuttavia...
Non mi sono spiegato bene?
Gli restava ununica incombenza prima di percorrere la strada a ritroso. I granadini gi affollavano le vie, e il mercato intorno alla cattedrale attirava fiumane di persone interessate alla compravendita di pezze di seta o panno. Don Pedro di Granada  senzaltro gi in piedi, pens Hernando.
Il nobile lo ricevette in privato, nella sala da pranzo, mentre faceva onore a un cappone.
Qual vento ti porta cos di buonora? Siediti e fammi compagnia, gli disse indicando gli altri manicaretti sulla tavola.
Grazie, Pedro. Ma non ho appetito. Sedette a fianco del nobile. Parto per Cordova, ma prima dovevo parlare con te. Hernando accenn ai due domestici che servivano a tavola. Don Pedro ordin loro di andarsene.
Ti ascolto.
Ho bisogno di un favore. Ho avuto uno screzio con il giudice.
Don Pedro smise di mangiare e annu come se lavesse previsto.
Come tutti i legulei,  un uomo ambiguo, dichiar.
Al punto che temo voglia vendicarsi di me.
Un contrasto tanto grave? Hernando annu. Pessimo nemico, sentenzi laltro di conseguenza.
Mi piacerebbe che tu ti tenessi informato su cosa fa o dice di me e mi mettessi al corrente. Potrebbe cercare di compromettermi davanti al Capitolo della cattedrale. Ho pensato che dovevi saperlo.
Il signore di Campotjar appoggi i gomiti sul tavolo e quindi il mento sulle mani, con le dita allacciate.
Terr gli occhi aperti. Non preoccuparti, promise. E' il caso che io sappia di quale problema si tratta?
E' facile da immaginare, vivendo gomito a gomito con una belt come la moglie del giudice...
Il primo pugno sul tavolo rimbomb nella sala e rovesci un paio di boccali. Il secondo fu accompagnato da una gran risata di don Pedro. I servitori entrarono allarmati, ma il nobile li conged di nuovo ridendo a crepapelle.
Quella donna era inespugnabile come lAlhambra! In quanti ci hanno provato senza successo! Io stesso...
Ti prego di essere discreto, cerc di calmarlo Hernando, mentre si chiedeva se avesse fatto bene a raccontargli dei suoi amoreggiamenti.
Ma  ovvio. Finalmente qualcuno ha messo a posto il giudice, rise di nuovo, e toccando il suo punto debole. Sapevi che gran parte delle fortune del giudice sono frutto degli espropri 
che gli scrivani hanno decretato ai danni dei moriscos, dopo aver rispolverato antiche vertenze e preteso i titoli di propriet di alcune terre che appartenevano loro da secoli? Il padre lavorava allora in veste di scrivano del tribunale e, come molti altri, se n approfittato. Denaro ne ha gi, ma mira al potere attraverso la protetta dei Vlez. Uno scandalo di questo tipo non gli conviene.
Non ti metto in obbligo?
Don Pedro cambi espressione.
Di obblighi ne abbiamo tutti. Non  cos?
S, concord Hernando.
Ti terrai in contatto con noi?
Puoi starne certo.
...
.
...
50.
...
.
...
Quali altre reliquie vi occorrono oltre a quelle delle vostre montagne?
Prendete un pugno di terra, spremetelo e ne scaturir sangue di martiri.
Papa Pio quarto allarcivescovo di Granada, Pedro Guerrero, che sollecitava reliquie per la citt
Se al suo ritorno da Granada Hernando nutriva ancora qualche speranza che la comunit moresca di Cordova avesse assunto un atteggiamento meno duro nei suoi confronti, fu ben presto deluso: grazie alla lettera inviata a don Alfonso dal giudice, la notizia del suo intervento nello studio dei martiri cristiani delle Alpujarras lo aveva preceduto. La sollecitudine dellarcivescovado venne commentata dal codazzo di mantenuti del duca e non ci mise molto a giungere alle orecchie di Abbas per bocca degli schiavi moreschi del palazzo.
Pochi giorni dopo, dietro insistenza di Hernando, sua madre acconsent a rivolgergli la parola. Era invecchiata e ingobbita.
Sei tu luomo, gli disse con voce monocorde, quando il figlio si present alla seteria. La legge mi impone ubbidienza, a dispetto dei miei desideri.
Erano in strada, a pochi passi dallopificio in cui lavorava Aisha.
Madre, la supplic Hernando, non  la tua ubbidienza che sono venuto a cercare.
Sei stato tu a farmi aumentare la diaria, non  cosi? Il mastro tessitore non ha voluto darmi spiegazioni. La donna indic la porta. Lui si volt e vide il tessitore, che gli fece un cenno di saluto ma rimase sulluscio a guardarli, come se aspettasse di parlare con lui.
Perch non possiamo essere ancora...
Mi  giunta voce che ora lavori per larcivescovado di Granada, lo interruppe Aisha. E' vero? Hernando ebbe un attimo di esitazione. Come aveva fatto a scoprirlo subito? Dicono che ora ti sei messo dimpegno a tradire i tuoi fratelli delle Alpujarras...
No! protest lui, con il viso in fiamme.
Lavori per i preti o no?
S, ma non  come sembra.Poi tacque. Don Pedro e i traduttori gli avevano imposto il segreto assoluto sul loro progetto e lui aveva giurato su Allah. Abbi fiducia in me, madre, la scongiur.
E come faccio? Pi nessuno ne ha! I due restarono in silenzio. Hernando aveva una gran voglia di abbracciarla. Allung una mano con lintenzione di sfiorarla, ma Aisha si scost. Vuoi altro da me, figlio?
Perch non confidarle tutto?
A una donna mai! aveva quasi urlato don Pedro quando lui gli aveva prospettato la possibilit di dirlo a sua madre. Parlano. Non tengono a freno la lingua. Nemmeno a tua madre devi dirlo. Glielaveva fatto giurare.
La pace sia con te, madre, si arrese e ritir la mano.
Con un nodo alla gola, la vide allontanarsi adagio adagio gi per la strada. Poi tossicchi e raggiunse il tessitore che, dopo i saluti di rito, gli chiese di mantenere la parola data: la casa del duca doveva comprare le sue merci.
Ti ho promesso di intercedere con il duca perch si interessasse ai tuoi prodotti, ribad Hernando. Che li compri o meno non dipende da me.
Se vengono, comprano, disse laltro indicando con la testa linterno della bottega.
Lui diede unocchiata: era un bellopificio. La luce, come era dobbligo, entrava a fiotti dalle finestre aperte, prive di tendaggi o drappi che le schermassero, per dar modo agli acquirenti divalutare liberamente le merci: pezze di velluto, raso o damasco, esposte al pubblico senza nessun richiamo o tranello che inducesse in errore.
Non ne ho mai dubitato, dichiar Hernando.Ti ringrazio 
per quel che hai fatto per mia madre. Non appena torner il duca...
Il tuo signore, lo interruppe il tessitore, pu stare lontano da Cordova ancora per mesi.
Non  il mio signore.
"Dillo alla duchessa, allora. Lespressione del giovane impensier lartigiano.Abbiamo stretto un patto. Io lho rispettato. Adesso tocca a te.
Sar fatto.
E come non rispettarlo? riflett appena ebbe dato le spalle al tessitore. Sua madre non avrebbe accettato un solo reale dalle sue mani. Non poteva permettere che lei vivesse in povert mentre lui disponeva di un cospicuo appannaggio. Non aveva pi nessuno oltre a lei, anche se lo respingeva. Un giorno forse le avrebbe potuto dire la verit, cerc di rincuorarsi mentre passava davanti ai sedili di pietra a ridosso del muro cieco del convento di San Pablo. Il cadavere di una giovane donna rinvenuto nelle campagne dai fratelli della Misericordia, attorniato da un gruppo di bambini che lo fissavano a bocca aperta, gli riport alla memoria lepoca in cui ogni giorno si presentava l, trattenendo il respiro, aspettandosi di vedere esposto in pubblico il corpo di Fatima o di uno dei suoi figli.
Fatima gli era tornata in mente con una forza inusitata. Giorni prima, lasciando Granada, nel fondovalle Hernando aveva fatto una sosta e si era girato a guardare la citt della dinastia dei nasridi. L cera Isabel. Eppure quelle nubi, sospese sulla sierra con forme e colori bizzarri, da cui gli anziani ricavavano tante predizioni, gli mostrarono il volto di Fatima.
Qualcuno dietro di lui, evidentemente don Sancho, faceva rumore come per attirare la sua attenzione e indurlo a riprendere il cammino; lhidalgo si comportava in maniera distaccata con lui e si mostrava laconico. Hernando non si era voltato: teneva gli occhi fissi su quella nube che sembrava sorridergli.
Andate pure. Vi raggiunger, gli disse.
Erano trascorsi tre anni da quando Ubaid aveva assassinato Fatima e i bambini, pens Hernando. Aveva appena conosciuto unaltra donna con la quale aveva cercato di toccare quel cielo che si apriva al di sopra della nube, ma era Fatima che gli si mostrava. Era come se Isabel, in quella Granada che quasi
poteva toccare, lo avesse liberato, permettendogli di aprire le porte a un sentimento a cui non aveva mai dato sfogo. Tre anni. Hernando non pianse come aveva fatto dopo la morte della sua amata: nessuna lacrima, nessuna fitta di dolore appannarono leco della risata di lei, il ricordo delle dolci parole di Ins o dei rivelatori occhi azzurri di Francisco. Guard la nube e segu i suoi spostamenti nel cielo, finch quella non si intrecci a unaltra. Poi diede una pacca sul collo del suo cavallo e lo fece girare. Lhidalgo e i servitori erano gi lontani. Pens di incitare Volador per raggiungerli ma poi prefer seguirli a distanza, al passo.
Il cameriere del duca di Monterreal si chiamava Jos Caro e aveva una quarantina danni, dieci pi di Hernando. Era un uomo inappuntabile, serio ed estremamente scrupoloso nello svolgere il proprio lavoro, come si confaceva a una persona che aveva prestato i propri servigi come paggio del padre di don Alfonso, quandera ancora un bambino. Il cameriere, che la gerarchia situava solo al di sotto del cappellano e del segretario, era addetto al guardaroba e agli altri ammennicoli ed effetti personali del duca, oltre che a tutti gli arredi del palazzo e alla loro manutenzione. Era Jos Caro che andava convinto a dare unocchiata alle sete del mastro tessitore, ma nei tre anni passati a palazzo aveva scambiato con lui una decina di parole a dir molto.
Un pomeriggio lo vide in uno dei saloni, con indosso una delle sue impeccabili livree, intento a controllare un capomastro che stava aggiustando lo spigolo scheggiato di una credenza. Al suo fianco, una servetta spazzava i trucioli di legno ancor prima che cadessero sul pavimento.
Hernando si ferm sulla soglia. Bisogna che vi presentiate alla bottega di mastro Juan Marco per comprare... pensava di dirgli. Bisogna? Mi piacerebbe... vi prego... Perch? Cosavrebbe risposto, se laltro gli chiedeva perch? E lo avrebbe fatto di certo. Perch sono amico del duca, poteva sempre rispondere, gli ho salvato la vita. Simmagin allora nellatto di ripetere la stessa frase davanti a donna Lucia e scart immediatamente quella scusa. Don Sancho gli aveva insegnato molte cose, ma
non gli aveva mai tenuto una lezione su come rivolgersi ai domestici con quellautorit che a tutti loro veniva cos naturale. Aveva pensato, in effetti, di ricorrere allhidalgo, ma quello non gli rivolgeva pi la parola dopo la discussione su Isabel.
Dimprovviso si sent osservato. Il cameriere lo stava fissando. Da quanto se ne stava l impalato?
Buongiorno, Jos, lo salut con una smorfia che voleva essere un sorriso.
La servetta smise di spazzare e lo guard stupita. Il cameriere gli rispose con un lieve cenno del capo e poi la sua attenzione fu riassorbita dal capomastro.
La sorpresa che aveva letto in faccia alla ragazza mand in confusione Hernando e lo fece desistere dai suoi propositi. A onor del vero, non si era troppo preoccupato di dirozzare le proprie maniere nei tre anni passati a palazzo. Diede le spalle alla porta e and a zonzo per i cortili interni finch non vide passare la sguattera.
Vieni qua, le ordin. Mentre la ragazza lo raggiungeva, lui rovistava nella borsa.Tieni. Le diede una moneta da due reali. La servetta prese il denaro con circospezione. Voglio che segui il cameriere e mi dici se stanotte esce dal palazzo. Intesi?
S, don Hernando.
Esce di notte?
Solo se non c sua eccellenza.
Bene. Avrai unaltra moneta alla fine dellincarico. Mi troverai in biblioteca, dopo cena.
La ragazza annu, come per dire che lo sapeva.
Hernando usciva a cavallo tutti i giorni. Cercava di alzarsi presto, prima degli hidalgos, che lo facevano a met mattina, ma soprattutto evitava in tutti i modi donna Lucia. Era giunto alla conclusione che don Sancho avesse raccontato alla duchessa i suoi amoreggiamenti con Isabel, perch il disprezzo che la donna gli aveva gi dimostrato s era trasformato in un odio che non riusciva a nascondere. Le rare volte che sincontravano a palazzo, donna Lucia voltava la faccia dallaltra parte e durante i pasti lui si sedeva allestremo opposto del tavolo, quasi senza riuscire ad arrivare alle pietanze. Gli hidalgos sorridevano davanti 
agli sforzi compiuti da Hernando per accaparrarsi qualche boccone.
Stando cos le cose, faceva una colazione molto abbondante e usciva da Cordova per perdersi tra i pascoli e godersi la mattinata. Spesso passava ore fra i tori, tenendosi a distanza senza provocarli n affrontarli. Il ricordo di Azirat che si lanciava contro le corna di una di quelle bestie lo torturava; non andava nemmeno pi a vedere i nobili che li incalzavano per le strade della citt. Altre volte simbatteva nei cavallerizzi delle scuderie reali e, con una punta di nostalgia, li vedeva lottare per domare i puledri. Dopo pranzo si chiudeva in biblioteca. Aveva molto da fare. Anzitutto doveva trascrivere il vangelo di Barnaba, che era andato a prendere a casa di Arbasia; sicuramente un giorno avrebbe dovuto condividere quella scoperta e non era disposto a consegnare il manoscritto. Ne lesse i capitoli e i versetti in arabo, ma fu mentre lo trascriveva che ne colse il vero significato. Gi nellannunciazione, larcangelo Gabriele non dice a Maria che partorir una creatura divina, bens qualcuno che indicher il cammino. Verso dove? si chiese con la penna doca a mezzaria. E verso chi? Verso il vero Profeta, si rispose da s. Esattamente come i musulmani, n Ges n sua madre potevano bere vino o mangiare cose immonde; e gli angeli non avevano annunciato ai pastori la nascita di Ges, ma di un altro Profeta. Al contrario dei racconti degli evangelisti posteriori, Barnaba affermava che Ges Cristo, da lui conosciuto di persona, non si era mai definito Dio o figlio di Dio, e nemmeno Messia. Non si considerava altro che un inviato celeste, il cui compito era annunciare lavvento del vero Profeta: Maometto.
Unaltra delle sue mansioni consisteva nel preparare il memoriale dei fatti accaduti a Juviles per larcivescovado di Granada, che gli ramment il suo impegno facendogli arrivare il salvacondotto speciale a suo nome. Hernando non aveva intenzione di tradire il proprio popolo, come pensavano Abbas, i suoi subalterni e sua madre con loro. Era stato un morisco, lo Zaguer, scrisse, a impedire lesecuzione di tutti i cristiani del paese; anzi; se a Juviles cera stata una strage, quella riguardava gli oltre mille tra donne e bambini moreschi uccisi per mano dei soldati cristiani. Ricordava con dolore la disperata ricerca della madre e la casuale salvezza di Fatima e del piccolo Humam, 
tra le vampate e il fumo degli archibugi nel buio della piazza del paese.
Tra un impegno e laltro, tenendo fede alla parola data, e comunicando mediante limmensa rete di mulattieri moreschi, collaborava con Castillo al libro su don Rodrigo, il re goto, scritto da Luna. Il suo contributo consisteva nel fornire dati sulla convivenza tra cristiani e musulmani nella Cordova del califfato. Si trattava di dimostrare che allepoca in cui avevano governato i musulmani, i cristiani, allora chiamati mozarabi, erano potuti restare nelle loro terre e, cosa pi importante di tutte, gli era stato permesso di seguire la propria fede nei limiti di una certa tolleranza. Hernando produsse le prove che i mozarabi avevano conservato i propri templi e chiese, la gerarchia ecclesiastica e anche il sistema giuridico. Invece, quante moschee erano rimaste in piedi nelle terre del Re Prudente? I mozarabi non erano stati costretti a convertirsi; i moriscos, s.
Apport notizie sulle chiese di San Acisclo e San Zoilo, San Fausto, San Cipriano, San Gins e Santa Eulalia. Erano rimaste tutte in piedi nel cuore della citt di Cordova durante la dominazione musulmana. Certo, si guard bene dallaccennare allo stato di asservimento in cui versavano i mozarabi durante la terribile epoca del visir al Mansur, il dorato. Allora per, concluse tra s, avevano almeno potuto conservare le proprie convinzioni religiose.
E se si stancava di quelle fatiche e aveva voglia di distrarsi, si dedicava allarte della calligrafia. Il trattato che aveva trovato nello scrigno insieme al vangelo non era altro che una copia dellopera Larte della scrittura di ibn Muqla, il pi grande calligrafo al servizio del califfo di Bagdad. Allora, scrivendo, cercava la perfezione nel tratto ed entrava in uno stato ascetico molto simile a quello dei suoi momenti di preghiera.
Hai offeso Dio con la tua rappresentazione della parola sacra, si rimprover un giorno nel silenzio della biblioteca, consapevol dellimperfezione della sua scrittura e della mancanza di magia di caratteri che pi che fregi sembravano scarabocchi tracciati sugli esemplari del Corano da lui ricopiati.
Doveva prendere dimestichezza con il calamo e imparare a fargli la punta, lunga e leggermente inclinata verso destra, come indicava ibn Muqla; le penne doca dei cristiani non erano
fatte per servire Dio. Pens tuttavia che non sarebbe stato un problema per lui trovare le cannucce atte allo scopo.
Inoltre doveva anche nascondere il suo sempre pi voluminoso lavoro, il che lo costringeva a frequenti visite nel minareto. Lo faceva protetto dalle tenebre, perch temeva di essere visto, conscio del fatto che anche la pi piccola disattenzione poteva avere conseguenze fatali. Nella doppia parete della torre, sempre nello scrigno da lui trovato, teneva nascosta la mano d i Fatima, che aveva tolto dal drappo quando aveva scoperto quel nascondiglio, oltre al vangelo e alla sua copia. Quanto ai saggi di calligrafia, li stava dando alle fiamme perch non ne rimanesse traccia. Lasci in vista solo il memoriale per il Capitolo di Granada, che ben presto venne controllato, giacch il cappellano di palazzo aveva preso labitudine di unirsi alle sue solitarie colazioni e a interessarsi allopinione di Hernando, tanto contraria alla causa dei martiri delle Alpujarras.
Come osi paragonare una disgrazia, il risultato di un fraintendimento che ha provocato la morte di qualche morisca nella piazza del sagrato di Juviles, al premeditato e vile omicidio di cristiani? lo insolent il cappellano.
Vedo che spiate il mio lavoro. Hernando continu a mangiare, senza degnarlo di uno sguardo.
Essere al servizio di Dio implica anche questo. Il marchese di Mondjar ha gi punito i responsabili di quellassassinio, ribad il curato. Giustizia  dunque fatta.
Lo Zaguer ha fatto ben pi del marchese, ribatt Hernando. Ha evitato altri versamenti di sangue, impedito che si uccidessero i cristiani di Juviles.
Per sono stati uccisi ugualmente, sentenzi il sacerdote.
Vogliamo fare un confronto? chiese il morisco con aria di sfida.
Non  tuo compito.
E nemmeno il vostro, tagli corto Hernando. Ci penser larcivescovo.
Una sera, mentre stava per mettere la parola fine al suo memoriale, la servetta si present in biblioteca.
Il cameriere di sua eccellenza ha appena lasciato il palazzo, annunci la ragazza dalla soglia.
Hernando raccolse le sue carte, si alz dalla scrivania, prese la moneta promessa e gliela consegn.
Porta questi fogli nella mia stanza, disse porgendole il memoriale. E grazie, aggiunse mentre la ragazza prendeva i fogli e il denaro. Lei ricambi con un timido sorriso. Hernando not che aveva un visetto grazioso. Hai idea di cosa faccia di solito, dove vada? approfitt per chiederle.
Gira voce che gli piacciano le carte.
Ancora grazie.
Si affrett verso luscita. Giunto nel patio su cui dava il salone preferito dalla duchessa, ud uno degli hidalgos che stava leggendo ad alta voce per gli astanti. Lo attravers il pi velocemente possibile, premurandosi di non farsi vedere: protetto dalle ombre del loggiato opposto, usc in una fresca notte di autunno. Non ebbe nemmeno il tempo di recuperare un mantello. Dallultima volta che aveva messo piede in una bisca erano passati pi di dieci anni e non voleva perdere le tracce del cameriere nel buio delle strade cordovesi. Esistevano ancora i posti in cui aveva lavorato come procacciatore di clienti, attirando i polli da spennare? In ogni caso, il cameriere andava senzaltro nella zona della Corredera o del Potro; e per farlo doveva attraversare le vecchie mura arabe che dividevano la Medina dalla piana interna alla cinta. I due unici passaggi esistenti erano la posterla del Salvador e quella del Corbache. Hernando opt per la prima. Ebbe fortuna e scorse il profilo del cameriere proprio mentre veniva abbordato dai poveri, che si rifugiavano sotto larco reale a passare la notte. Alla luce delle candele eternamente accese davanti a un Ecce Homo allinterno di una nicchia racchiusa nellarco, vide Jos Caro attorniato da un gruppetto che gli chiedeva lelemosina e lo tratteneva impedendogli di proseguire. Prepar una blanca e, quando il cameriere riusc a sbarazzarsi dei mendicanti e a incamminarsi verso la posterla del Salvador, lui si diresse allarco reale.
Anche il morisco sub lidentico assedio. Alz la moneta e se la butt dietro le spalle. Quattro accattoni si lanciarono dietro la blanca e lui riusc a eludere senza problemi gli altri due che imploravano unaltra moneta.
Jos Caro si diresse nella zona del Potro. E dove senn? sorrise Hernando, che lo seguiva da una certa distanza, facendosi guidare dal rumore dei suoi passi nel buio o scorgendone la sagoma quando passava vicino a un altare illuminato. Fu sul punto di perdere le tracce delluomo mentre incrociava della gente, in quella piazza brulicante di vita. Da quantera che non passava una notte al Potro? Cerc il cameriere tra la folla. Fece per seguirlo, ma un ragazzo gli sbarr il passo.
Vostra eccellenza cerca una bisca dove vincere un bel gruzzolo? Io posso indicarvi la migliore...
Hernando sorrise.
Vedi quelluomo? lo interruppe indicando il cameriere che girava langolo per dirigersi verso calle Badanas. Il ragazzo annu. Se mi dici dove va, ti ripagher con una moneta.
Quanto?
Te lo farai scappare, lo avvert.
Il ragazzo part di corsa e lui si lasci trasportare dai ricordi: il postribolo e Hamid; Juan il sensale; Fatima ridotta a uno straccio, mentre sputava il brodo che la madre cercava di farle ingoiare; lui che correva dietro ai clienti della bisca...
E entrato nella casa da gioco di Pablo Coca. Le parole del ragazzino lo riportarono alla realt.Ma io posso portarvi in una migliore, in quella non giocano pulito.
Ce n qualcuna in cui giocano pulito? ironizz. Non conosceva quella di Coca: quando lui frequentava il quartiere, una bettola con quel nome non cera. ancora.
Ma certo! Vi ci porto io...
Lascia perdere. Andremo in quella di Coca.
Andremo? domand il ragazzo, stupito.
Tra un attimo. Mi indicherai dov e allora ti pagher.
Aspettarono abbastanza da dare limpressione di un incontro casuale e, dopo aver pagato il ragazzo che gli aveva indicato un ingresso buio e angusto, Hernando mostr un paio di scudi doro agli uomini di guardia allentrata e si addentr in un locale dalle considerevoli dimensioni, che usava come copertura il retrobottega di un fabbricante di pettini per cardare. Una cinquantina di persone, tra giocatori dazzardo, bari, mazzieri e sbircioni e altri appassionati di carte o dadi, si accalcavano intorno ai tavoli da gioco, correndo da uno allaltro. Se non fosse
stato per il rumore che regnava sovrano nella zona del Potro, il baccano allinterno del locale sarebbe arrivato fin nella stanza da letto del corregidor della citt.
Abbracci la stanza con lo sguardo finch non vide il cameriere, seduto a un tavolo e con un paio di sbircioni alle spalle. Era un giocatore esperto o un ingenuo pollastro a cui avrebbero permesso un paio di vincite, per poi spennarlo quando aveva le tasche gonfie? Una ragazza gli offr un boccale di vino e lui lo accett. Omaggio della casa: meglio se chi entrava carico di monete doro beveva e si sedeva a giocare. Fece il giro dei tavoli per vedere con quali giochi ci si intratteneva: dadi, il trenta, la primera alemanna o la pariglia. Giunse a quello a cui sedeva Jos Caro e si ferm al lato opposto del tavolo. Segu la partita: era il gioco del ventuno. Hernando ci mise poco a capire che Jos Caro era un vero e proprio piccione. Dietro il cameriere di palazzo, si era appostato uno spione, in farsetto e cinto adorno di lucide borchiette di metallo brunito. Il baro che sedeva allaltro capo del tavolo e fungeva da banco ne approfittava per guardare di sottecchi gli specchietti del farsetto e il cinto del suo complice, che riflettevano la carta in mano a Jos Caro. Hernando scosse impercettibilmente la testa; tutti gli altri puntatori. del tavolo sembravano saperlo e tutti avrebbero tratto vantaggio dallaiuto offerto al baro per spennare la sua vittima! Il cameriere scopr le carte, un asso e una figura: ventuno. Vinse una buona mano. Volevano che si sentisse sicuro di s.
E un vero piacere vederti. Hernando si gir verso luomo che stava parlando e aggrott la fronte, sforzandosi di capire chi fosse. Sei scomparso e ho pensato che ti fosse capitato qualcosa di brutto, ma evidentemente non era cos. Ti ripresenti vestito come un nobile e con le tasche gonfie di monete doro.
Il Piccionaio! 
Diversi giocatori al tavolo, compreso il cameriere, alzarono lo sguardo sullultimo arrivato che si permetteva tali confidenze con il proprietario della bisca. Pablo Coca gli fece segno di evitare quel nomignolo.
Adesso sono il biscazziere, sussurr. Ho una reputazione da difendere.
Pablo Coca, sussurr Hernando tra s. Non aveva mai
saputo il nome di quel ragazzo capace di mettere nel sacco anche il giocatore pi oculato. .I bari rinnovarono le puntate. Jos Caro incuriosito dalla presenza del morisco lo guardava in tralice. Niente male questo buco, aggiunse. Dovrai ungere un bel po di sgherri.
Come sempre, rise Pablo. Adesso lascia perdere quellintruglio duva e vieni a degustare un buon vino.
Hernando lo accompagn in una zona appartata della sala da gioco. L, dietro un tavolaccio, un uomo, protetto da altri tizi poco rassicuranti, contava e ricontava monete. Pablo riemp due boccali di vino e brindarono.
Cosa ci fai da queste parti? gli chiese dopo che ebbero toccato i boccali.
Voglio ottenere un favore dal giocatore di ventuno... gli confess Hernando in tutta sincerit.	,
Il cameriere del duca?lo interruppe Pablo. E' un vero gonzo. Meglio che ti muovi ad andarci a parlare, perch quando avr perso anche lultimo reale non ci sentir pi da quellorecchio.
Hernando guard il tavolo. Il cameriere stava pagando una puntata al banco. Due uomini stavano discutendo la partita e cominciarono ad azzuffarsi. Immediatamente due energumeni accorsero al tavolo, li separarono e li indussero a calmarsi. Il morisco decise di non pensare fino a che punto stesse infrangendo in quel momento la legge musulmana: beveva, era in una casa da gioco... Perch era cos difficile rispettare il proprio credo?
Se vuoi che sia di buon umore, lasciagli perdere ancora una sommetta. Tanto ti hanno visto con me. Quando ti siedi, cambieranno i giocatori e potrai fare quello che ti pare. Sai barare? Era cos che ti guadagnavi la vita a Siviglia?
No. Ma so quello che un giorno, molti anni addietro, mi ha raccontato un buon amico. Hernando gli strizz locchio. Non devessere cambiato molto, no? Comunque... o la va o la spacca.
Ingenuo, sentenzi Pablo.
Chiacchierarono a lungo ed Hernando gli raccont di s.
Poi si diressero al tavolo dove il cameriere era rimasto quasi senza posta. Pablo fece un segno al giocatore seduto a destra, che si alz per cedere il posto al morisco. Jos Caro stava per fare lo stesso, ma Hernando lo blocc posandogli una mano sul braccio e costringendolo a sedersi.
Dora in poi, potrai davvero giocare dazzardo, gli sussurr allorecchio.
Alcuni giocatori si alzarono dai loro posti, altri li occuparono.
Cosa intendi dire? gli rispose il cameriere in quellintervallo.Sono stato ben attento che nessuno barasse.
Non intendo irritarti. Voglio solo dire che qui non  come giocare con la duchessa, un reale per mano. Non devi mai sederti davanti a un uomo con degli specchi. Hernando accenn col mento al tizio col farsetto trapunto di metallo che Caro aveva avuto dietro la schiena per tutto il tempo e che, un po discosto dal tavolo, riceveva il suo premio dalle mani del vincitore. Altri giocatori, che avevano taciuto dello stratagemma, attendevano la loro parte.
Il cameriere, incollerito, colp il tavolo con una mano, ma Hernando lo ferm.
Non otterresti niente ormai. La partita  finita.
Cosa vuoi da me? Perch mi aiuti?
Perch voglio che ti interessi alle merci del mastro tessitore Juan Marco, conosci la sua bottega? Il cameriere annu. Stava per dire qualcosa, ma Hernando non glielo permise.Non sei costretto a comprare. Basterebbe una visita.
Il tavolo si era ricomposto con nove giocatori. Uno prese le carte e stava per distribuirle, ma il morisco lo ferm.
Un mazzo nuovo, pretese.
Pablo laveva gi pronto. Hernando si appropri del vecchio, che il giocatore contrariato aveva buttato sul tavolo, e lo consegn al cameriere.
Tienilo. Poi ti insegno un paio di cosette.
Il cambio di mazzo scoraggi luomo del banco e un altro baro, che lasciarono la partita. In presenza di Pablo Coca, giocarono a ventuno, due carte per giocatore contro un altro che teneva il banco: vinceva la posta chi riusciva ad avvicinarsi pi del banco a ventun punti o se il banco passava la mano. Lasso
valeva uno o undici e, a seconda dei casi, le figure dieci e le altre carte il loro valore. La fortuna gir e il cameriere si rifece delle precedenti perdite. Offr persino un boccale di vino a Hernando, che non vinceva n perdeva.
A un certo punto Hernando dubit sulla somma da puntare. Cominciava ad averne abbastanza di cartine insignificanti e si rigir tra le mani la posta. Guard il banco. Pablo era dietro il baro, eretto e serio, attento al gioco, ma il lobo del suo orecchio destro si mosse in maniera impercettibile. Hernando cerc di non cambiare espressione e punt forte. Vinse. Con un sorriso, ricord allora le affermazioni del biscazziere: ce lavevano nel sangue! 
Qualcosa in fondo lo hai imparato da Mariscal, osserv Hernando alla fine della partita, quando lui e il cameriere si accomiatarono da Pablo Coca. Il morisco aveva vinto una somma ragguardevole; il suo compagno si era in parte rifatto delle perdite precedenti.
Chi sarebbe questo Mariscal? sintromise Jos Caro.
I vecchi amici si fissarono negli occhi, ma non risposero. Hernando sorrise al ricordo delle continue e grottesche smorfie del giovane Piccionaia, quando cercava di muovere il lobo dellorecchio, e gli tese la mano. Il cameriere sbrig i suoi compiti e si allontan di qualche passo.
Non so se questi soldi sono ben guadagnati, disse allora Hernando a Pablo, soppesando la propria borsa.
Non affliggerti e non pensare che abbiamo giocato pulito. Tutti hanno cercato di barare. In realt, anche tu hai fatto la figura del piccione come il tuo compagno e non te ne sei nemmeno accorto. I tempi cambiano e i trucchi sono sempre pi sofisticati.
Adesso per devo... Hernando si volt verso il cameriere, fermo a qualche passo di distanza. La prossima volta ti dar la tua parte.
Lo spero bene. E' la legge del tavolo da gioco, lo sai. Torna ogni volta che vuoi. E' da tempo che Mariscal e il suo socio sono morti portandosi il loro segreto nella tomba, per cui lo stratagemma di muovere il lobo lo conosciamo solo io e te. Non lho mai detto a nessuno n lho mai usato; non sarei riuscito a diventare il proprietario di una bisca. Nessuno pu fregarci. Ci
 voluta la mano di Dio per imparare il suo trucco, sospir mentre indicava il cameriere in attesa.
Hernando lo salut di nuovo, raggiunse il cameriere e insieme si avviarono al palazzo.
Passerai dal tessitore? gli chiese mentre attraversavano plaza del Potro, che era sempre rumorosa come la ricordava. Non appena mi avrai mostrato i trucchi di questo mazzo.
...
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51.
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Cordova, 1587.
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Quellanno la regina dInghilterra, Elisabetta Tudor, permise che la sovrana di Scozia, la cattolica Maria Stuarda, venisse giustiziata. Indignato, e in difesa della vera fede, Filippo Il decise di concretizzare finalmente la sua idea di armare una grande flotta al comando di Alvaro Bazn, marchese di Santa Cruz, con la quale conquistare lInghilterra e sottomettere gli eretici protestanti. Malgrado lintervento di Francis Drake, lintrepido corsaro inglese che in aprile aveva sferrato un attacco a sorpresa nella baia di Cadice, provocando laffondamento e lincendio di circa trentasei navi spagnole, e che rimase in zona a intercettare numerosi galeoni e caravelle che trasportavano materiale per la flotta del re spagnolo, Filippo Il persever nel suo proposito.
La Grande e Felicissima Armata che re Filippo doveva guidare contro gli eretici per disegno divino, secondo le parole del suo ambasciatore a Parigi, fin con lesacerbare la religiosit del popolo e della nobilt spagnola, sempre avida di battere nel nome di Dio nemici ancestrali come gli inglesi, per giunta alleati dei luterani dei Paesi Bassi nella loro guerra contro la Spagna. Don Alfonso di Cordova e il suo primogenito, che aveva una ventina danni, si accinsero a partire insieme al. marchese di Santa Cruz per una nuova crociata.
Ma mentre fervevano i preparativi per la guerra contro lInghilterra, ai moriscos arrivarono notizie allarmanti. Da quando, sei anni prima, in unapposita giunta convocata in Portogallo Filippo Il aveva valutato la possibilit di imbarcarli tutti e farli colare a picco in alto mare, erano stati stilati vari memoriali che consigliavano larresto dei moriscos a cui far seguire una condanna al remo. E in quellanno di preparativi bellici si alz una delle voci pi autorevoli del regno di Valenza, quella del vescovo di Segorbe, doti Martin de Salvatierra, che, daccordo con altri personaggi influenti, fece pervenire un memoriale 
alla giunta, in cui proponeva quella che a suo avviso era lunica soluzione possibile: la castrazione di tutti i moriscos maschi, senza alcuna distinzione tra adulti e bambini.
Hernando prov un brivido, mentre si sentiva rattrappire i testicoli. Aveva appena letto la missiva inviata da Alonso del Castillo dallEscorial, in cui veniva riassunto il contenuto del documento di Salvatierra.
Bastardi cornuti! borbott nel silenzio e nel deserto della biblioteca del duca.
Sarebbero stati davvero capaci i cristiani di portare a termine unazione tanto orrenda? S. Perch no? si rispondeva Castillo nella lettera, dopo essersi posto la medesima domanda. Erano passati solo quindici anni da quando lo stesso Filippo secondo, istigatore di rivolte e paladino della causa cattolica in Francia, aveva reagito con entusiasmo alla notizia della strage della notte di San Bartolomeo, in cui i cattolici avevano sterminato pi di trentamila ugonotti. Se nel conflitto religioso tra cristiani, adduceva il traduttore nella sua lettera, re Filippo non si faceva specie di mostrare pubblicamente gioia e soddisfazione per la messa a morte di migliaia di persone se non cattoliche, pur sempre cristiane -, quale misericordia ci si poteva aspettare da lui quando i condannati non erano che un branco di mori? Non era stato proprio il sovrano spagnolo a considerare addirittura leventualit di affogarli tutti in alto mare? Avrebbe mosso un solo dito il Re Cattolico se il popolo si sollevava e, seguendo i consigli del memoriale, si metteva a castrare tutti i moriscos maschi?
Rilesse la lettera prima di appallottolarla con rabbia. Poi la stracci come faceva con tutte le comunicazioni che riceveva dal traduttore. Castrarli! Che follia era mai quella? Come poteva un vescovo, la guida di una religione che si definiva clemente e pietosa, consigliare una simile atrocit? Improvvisamente il lavoro per Luna e Castillo gli apparve in tutta la sua inconsistenza; gli avvenimenti si susseguivano a un ritmo vertiginoso: per quando Luna avesse messo il punto finale al suo panegirico sui conquistatori musulmani, avesse ottenuto il permesso necessario per pubblicarlo e il testo fosse stato finalmente letto dai cristiani, i moriscos sarebbero gi stati tutti sterminati in
una maniera o nellaltra. E se Abbas e gli altri moriscos, sostenitori di, una rivolta armata, fossero stati nel giusto?
Si alz dallo scrittoio e and su e gi per la biblioteca, avanti e indietro, confuso, torcendosi le mani, borbottando improperi. Avrebbe voluto commentare quelle novit con Arbasia, ma il pittore aveva lasciato Cordova qualche mese prima per affrescare il palazzo del Viso, su commissione, di don Alvaro Bazn, marchese di Santa Cruz. A testimonianza del proprio passaggio aveva lasciato la sontuosa cappella del Cenacolo, dove spiccava la figura, per lui cos enigmatica, che si appoggiava a Ges Cristo nellUltima cena.
Lotta per la tua causa, Hernando, lo aveva incoraggiato dalla groppa della mula, condotta a mano da un mulattiere.
E come faceva a lottare contro la proposta di castrarli?
Maledetti ipocriti, grid nel silenzio della biblioteca.
Ipocrita! Era cos che Arbasia aveva descritto re Filippo in uno dei loro convegni. Il vostro pio re non  che un ipocrita, aveva detto senza tanti giri di parole.
Pochi sanno, gli aveva raccontato poi, che re Filippo possiede una serie di quadri erotici da lui commissionati al grande maestro Tiziano. Ho avuto lopportunit di vederne uno a Venezia, un capolavoro in cui Venere, nuda, si stringe lascivamente a Adone. Sono tanti i quadri che ha dipinto per il sovrano cristiano, con dee nude nelle pose pi diverse. Per renderle pi gradevoli alla vista, ha scritto il maestro al tuo re. Giammai una donna cristiana oserebbe gettarsi addosso al proprio sposo come fa la Venere di Tiziano. Hernando allora si era perso nel ricordo di Isabel.A cosa pensi? gli aveva chiesto il pittore, accorgendosene.
Alle donne cristiane... aveva inventato l per l. Alla loro condizione...
La vostra considerazione per le donne non  maggiore. Sono solo vostre prigioniere, incapaci di fare qualcosa da sole. Non  quel che ha detto il vostro Profeta?
Hernando aveva annuito in silenzio.
S. Dopo averci riflettuto si era trovato daccordo.Tutte e due le religioni le hanno messe da parte. In questo ci assomigliamo. A tal punto che concordiamo persino stilla Vergine Maria; cristiani e musulmani, abbiamo la stessa fede in lei. Ma
 come se il fatto di concordare su una donna, bench sia la madre di Ges, non avesse importanza...
Arrest il suo pensoso deambulare per la biblioteca del palazzo, mentre ricordava la chiacchierata con Arbasia. La Vergine Maria! Quello era davvero lanello della catena che univa cristiani e musulmani. A che scopo intestardirsi a dimostrare la benevolenza dei conquistatori arabi nei confronti dei cristiani, come si riproponeva Luna, se disponevano di un elemento di raccordo incontrovertibile per entrambe le comunit? Quale miglior argomento? Persino il vangelo di Barnaba collimava con la versione presentata da quelli manipolati dai papi e di cui i cristiani sostenevano lautenticit! Perch non intraprendere quel cammino di unione che avrebbe reso possibile la convivenza tra le due religioni, attraverso lunica persona su cui tutti sembravano daccordo? La Spagna intera attraversava unepoca di devozione mariana che sconfinava nel fanatismo; a Roma giungevano continue richieste di dichiarare dogma di fede lImmacolata Concezione di Maria. Nemmeno Dio, lo stesso per entrambe le religioni, il Dio di Abramo, poteva aspirare a una simile unanimit: i cristiani lo avevano snaturato con la loro dottrina della Santissima Trinit.
Per qualche giorno non riusc a concentrarsi sul proprio lavoro. Aveva gi inviato a Granada il resoconto sulla strage di Juviles e con sua somma sorpresa, convinto comera che dopo averlo letto avrebbero rinunciato alla sua collaborazione, il Capitolo gli chiese informazioni anche sui fatti di Cuxurio, dove Ubaid aveva strappato il cuore dal petto di Gonzalico. Come poteva giustificare quella carneficina? Laggi nessun capo moresco aveva fermato la violenza. Accanton la trascrizione del vangelo di Barnaba e gli scritti per Luna, e si concentr sugli esercizi di calligrafia. Si era procurato delle cannucce di buona qualit per fabbricarsi calami con la punta leggermente inclinata verso destra, come raccomandava ibn Muqla; tuttavia faticava a trovare il punto esatto in cui incidere la curvatura. Il mattino, mentre Volador brucava lerba dei. prati, lui si appoggiava a un tronco e si metteva a intagliare la punta alle cannucce che poi avrebbe saggiato in biblioteca.
Ma gli esercizi di bella scrittura ormai non riuscivano a placare la sua ansia. Non era nella disposizione di spirito per in-
contrare Dio attraverso i segni grafici. Dal giorno in cui gli era parso di aver trovato la soluzione in Maryam, i dubbi lo attanagliavano. Come fare? Era nel giusto? Come presentarla ai cristiani perch avesse leco che si meritava? Come poteva, lui da solo, affrontare un simile progetto?
La realt, per, era quella. Da quando era andato nella bisca di Pablo Coca seguendo il cameriere, che aveva poi tenuto fede alla parola data e si era presentato alla bottega del mastro tessitore dopo aver ottenuto da Hernando spiegazioni sulle astuzie a cui ricorrevano i bari per segnare le carte annerendole, marcandole con minuscoli trattini o inserendo carte impercettibilmente pi piccole o pi grandi rispetto al resto del mazzo -, Hernando era tornato spesso a giocare: talvolta da solo, altre in compagnia del cameriere. Sapeva di infrangere il precetto che vieta il gioco dazzardo, ma a quanti altri comandamenti non ubbidiva, e non per sua volont, in quelle terre?
Una sera decise di adattare la. grandezza delle lettere a unalif che aveva disegnato in precedenza. Inscrisse la prima lettera dellalfabeto arabo in una circonferenza di cui lalif rappresentava il diametro, e si esercit a tracciare le altre lettere basandosi su quella circonferenza. Dopo solo mezzora si rese conto che, per quanto si sforzasse, non riusciva a far rientrare la ba, orizzontale e ricurva, in quel cerchio ideale; e inoltre non era nella posizione giusta rispetto allalif.
Stracci i fogli, si alz e decise di andare alla bisca di Coca, anche se gli sarebbe toccato perdere. Erano due notti che perdeva e Pablo lo aveva avvertito che doveva farlo anche quella sera.
Non puoi vincere sempre, gli aveva detto.Pu darsi che nessuno si accorga dellinghippo, ma se vinci sempre penseranno tutti che qualcosa non va e ben presto ti collegheranno a me. Anche se mi sposto in continuazione da un tavolo allaltro, sanno che sei mio amico. Lascia girare i soldi.
Da allora Pablo gli indicava i giorni in cui avrebbe vinto e quei guadagni erano di molto superiori alla somma totale delle perdite subite. In ogni caso, Hernando nella casa da gioco si distraeva. Anche se aveva imparato molte cose, giocava da vero
gonzo e puntava a casaccio tranne quando il lobo dellorecchio del biscazziere vibrava. Inoltre, quando si alzava dal tavolo, ne approfittava per fare un salto in un bordello, dove godeva delle grazie di una rossa procace e lussuriosa. Prima di uscire da palazzo chiese del cameriere, giacch gli piaceva averlo al fianco quando gli toccava perdere; almeno poteva scambiare due chiacchiere con un conoscente. Il duca era sempre lontano, a corte, ad approntare linvasione dellInghilterra, e Jos Caro non si fece pregare.
Non sembri di buon umore, osserv il cameriere dopo un tratto percorso in silenzio.
Mi dispiace, si scus Hernando.
I loro passi rimbombavano nei vicoli deserti del quartiere di Santo Domingo. Procedevano a passo spedito. Il cameriere non si curava del fatto che le rondelle e il fodero della sua daga cozzassero tra loro e tintinnassero, avvisando chiunque fosse acquattato nelle tenebre della notte cordovese che stavano passando due uomini forti e armati. Hernando aveva con s solo un pugnale nascosto sotto la tunica, bench in unordinanza si facesse divieto ai moriscos di girare armati.
Certo, di buon umore non era. Lidea di servirsi della Vergine Maria per avvicinare le due comunit era ormai un chiodo fisso, eppure non sapeva come metterla in pratica n aveva con chi discuterne. In fondo alla strada che stavano percorrendo si ritrovarono davanti uno dei molti altari che illuminavano Cordova di notte. Se di giorno i numerosi retablo, edicole e statue di santi disseminati per le vie della citt ispiravano nei devoti il desiderio dinnalzare suppliche e preghiere, di notte fungevano da lanterne che sembravano indicare un sentiero battuto oltre loscurit imperante. Quello che avevano davanti era dipinto sulla facciata di una casa, con candele accese, fiori e una serie di ex voto in basso. Hernando si ferm a osservarlo: la Madonna del Carmelo.
La Santa Madre Vergine, sussurr Jos Caro.
Lei  stata preservata dal peccato, mormor lui ripetendo
inconsciamente le parole del Profeta contenute negli hadith.
E' cos, concord il cameriere mentre si segnava. Limpida e pura, 
concepita senza il peccato.
Ripresero il cammino, Hernando avanzava sprofondato nei
suoi pensieri. Quel cristiano si sarebbe mai immaginato che la sua affermazione sullImmacolata Concezione derivava direttamente dalla Sunna, il corpus dei detti del Profeta? Cosavrebbe pensato quelluomo se gli avesse spiegato che il dogma dellImmacolata Concezione, a causa del quale tanto si battevano i cristiani, era gi riconosciuto nel Corano? Cosavrebbe pensato il cameriere, se gli avesse detto che era stato il Profeta a sostenere che la vergine non era mai stata toccata dal peccato? Che avrebbe pensato scoprendo che il Profeta teneva in grande considerazione Maryam?Tu sarai la signora delle donne del paradiso... aveva annunciato Maometto alla figlia Fatima, mentre si avvicinava lora della sua morte, dopo Maryam.
Hernando acceler il passo. Quella era la via da seguire per avvicinare le due religioni e ottenere il rispetto che don Pedro e i suoi amici desideravano per i moriscos! Doveva farcela! 
Ossessionato dalla sua idea, venne a sapere che in quello stesso 1587 era stata sventata una congiura ordita dai moriscos di Siviglia, Cordova ed E'cija, intenzionati ad approfittare dellassenza di difese nella capitale per prenderla durante la notte di San Pietro. I capi dei rivoltosi erano stati giustiziati in maniera sommaria; Abbas non era tra loro, ma molti abitanti di Cordova avevano subito quella sorte. Le armi! Con le armi sarebbero riusciti solo a sobillare i cristiani e il loro re, pens. Volevano castrarli! Ma non se ne rendeva conto la comunit moresca, con gli anziani e i saggi che la guidavano?
Hernando finalmente aveva ideato un piano: i granadini cercavano martiri e reliquie, ne avevano bisogno per fare della loro citt la culla della cristianit e reggere il confronto con le altre mete di pellegrinaggio della Spagna: Toledo, Santiago de Compostela, Siviglia... Perch, allora, non fornirglieli? E fu ci che propose a Castillo in una lunga lettera.
Crediamo nello stesso Dio, il Dio di Abramo. Per noi, il loro Ges Cristo  il Messia, la Parola di Dio e lo Spirito di Dio, come dice molto spesso il Corano. Isa  lInviato! lo ha detto Maometto, che la salvezza sia con Lui. Lo sanno questo i cristiani? Ci considerano dei miseri cani, niente pi che
somari; nessuno di loro ha cercato di scoprire in cosa crediamo veramente. E i polemisti di entrambe le parti, con i loro scritti e le loro discussioni, finiscono per ingigantire ci che ci separa invece che rinsaldare ci che ci unisce. Tutti sappiamo che trecento anni dopo la sua morte, la natura divina di Ges  stata manipolata dai prelati. Lui, Isa, non si  mai chiamato Dio o figlio di Dio, non ha sostenuto nientaltro che lesistenza di un Dio, solo e unico, come facciamo noi. Ma se la natura divina di Ges  stata falsificata dai preti, con sua madre non  accaduto lo stesso. Forse il fatto di essere donna lha relegata in secondo piano e di lei non si sono preoccupati; ancora oggi le gerarchie della Chiesa, nonostante le richieste del popolo, hanno delle remore a elevare a dogma di fede lImmacolata Concezione. E', dunque, sulla figura di Maria che le nostre due fedi concordano, e forse  proprio attraverso Maria che possiamo avvicinare le nostre due comunit. Le polemiche sulla vergine riguardano solo la sua genealogia, non la sua importanza. Se il popolo e i suoi sacerdoti, quegli stessi che oggi ci considerano cani eretici, capiscono che noi veneriamo esattamente come loro la madre di Dio, forse rivedranno le loro posizioni. La gente semplice  molto sensibile alla devozione mariana: non pu odiare chi condivide con lei simili sentimenti! Forse sar questo il principio della comprensione che perseguiamo con tanto impegno.
A quel punto Hernando svel a Castillo lesistenza della copia del vangelo d Barnaba, come se lo avesse trovato in quel momento.
Senza alcun dubbio, se fosse riportato alla luce senza una strategia previa, un documento simile verrebbe immediatamente considerato apocrifo, eretico e contrario ai principi della Santa Madre Chiesa. Cominciamo a spiegare ai cristiani in cosa crediamo e quale sia la verit; prepariamoli a capirlo e un giorno potremo mostrarlo per instillare in loro, quantomeno, il dubbio e ottenere un trattamento pi benevolo e misericordioso.
Il traduttore della corona rispose a breve giro. Un mattino, un mulattiere giunto appositamente dallEscorial, lo raggiunse alle porte di Cordova e gli consegn una lettera. Hernando galopp sino ai pascoli, cerc un angolo appartato, smont e simmerse nella lettura della risposta di Castillo.
Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso, colui che indica la retta via. Molti di noi fratelli, tutti intenti a contrastare i cristiani, hanno dimenticato ci che dici nella tua lettera. Ma hai ragione: con laiuto di Dio, questa pu essere la strada giusta per cercare di avvicinarci gli uni agli altri e far s che la pace regni tra i due popoli. Attendo con ansia di poter leggere quel vangelo di cui mi parli. Nel decreto gelasiano del secolo sesto suilibri canonici e non canonici, la Chiesa fa riferimento, considerandolo apocrifo, a un vangelo di san Barnaba. Concordo con te sul fatto che la diffusione di quel testo, senza una previa preparazione, non porterebbe da nessuna parte. Granada  il posto giusto. Comincia da l. Fornisci loro le prove di questa tradizione cristiana che tanto disperatamente cercano e approfitta quindi per seminare tutto quello che un giorno li possa condurre alla verit. La vergine, certo, ma ricorda anche san Cecilio. San Cecilio fu il primo vescovo di Granada, probabilmente sottoposto a martirio allepoca dellimperatore Nerone. San Cecilio e suo fratello, san Tesifonte, erano arabi. Serviti dunque della nostra lingua divina; che i cristiani riscoprano il loro passato attraverso la lingua universale, ma fallo in modo ambiguo, in maniera tale che i tuoi scritti si prestino a pi interpretazioni. Ricorda che un tempo nella scrittura non si utilizzavano le vocali, n i segni diacritici. Quando sarai pronto, ragguagliami. La pace sia con te e che Dio ti guidi.
Stracci la lettera e mont in sella a Volador. Il cielo minacciava un temporale. Come mettere in pratica il suo proposito? Nel corso della vita aveva imbrogliato tanta gente. Ancora ragazzo, si era impadronito del denaro altrui per barattare Fatima con una mula, e anche adesso puntava solo quando Pablo muoveva un orecchio... Ma mettere sotto scacco il regno intero, 
la Chiesa cattolica: Cominci a cadere una pioggia tresca e insistente. Hernando prosegu al passo, immaginandosi di dare inizio a una grande partita tutto da solo. Una partita da giocare con intelligenza: niente a che vedere con le carte e i trucchi da baro. Gli scacchi! Ecco, una partita a scacchi: lui a un lato della scacchiera, la cristianit a quello opposto.
Quella notte si astenne dal presentarsi a palazzo. Aveva bisogno di stare solo. I giardini della cattedrale erano sempre uguali: centinaia di scapolari con i nomi dei condannati scritti sopra, appesi alle pareti del chiostro che cingeva il patio; alcuni fuorilegge che vi avevano chiesto asilo girovagavano allinterno indifferenti alla pioggia; altri cercavano riparo. Hernando si chiese cosa ne fosse stato dei compagni con cui aveva condiviso la stessa condizione. Cerano anche i sacerdoti, a decine, giovani e vecchi, in mezzo ai tanti fedeli: molti scappavano via per evitare il forte acquazzone. Entr nella cattedrale e, passando vicino alla grata della cappella di San Bernab, si ferm un istante. Si chin come se gli fosse caduto qualcosa: le chiavi della cappella erano ancora dove le aveva nascoste, fissate sotto linferriata. San Barnaba! mormor. Il suo vangelo! Gli occorreva forse un altro segno? Le prese, mentre si chiedeva se avessero sostituito la serratura. Lo avrebbe scoperto solo provando ad aprirla, quando i custodi avessero chiuso la cattedrale. Mentre si dirigeva al tabernacolo la esamin. Era la stessa serratura? Per il momento doveva solo lasciar passare il tempo; lo fece ammirando i dipinti di Arbasia nella nuova cappella del Cenacolo e la figura accanto a Ges Cristo nellUltima cena. Che senso ha? si chiese per lennesima volta.
Le chiavi aprirono la cappella di San Bernab e lui sgattaiol nellarmadio. Ci stava a malapena perch era pieno, cos ammucchi ai propri piedi i paramenti sacri. Poi attese.
Allalba, con la cattedrale deserta e i sorveglianti appostati nella lontana cappella del Punto, il temporale si abbatt su Cordova e i lampi illuminarono fugacemente, pi volte, la sagoma di un uomo prostrato davanti al mihrab della pi sontuosa moschea del mondo. Un uomo i cui pensieri erano concentrati su un progetto che, forse, avrebbe finalmente reso possibile lincontro tra le due religioni.
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52.
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Granada, marzo 1588.
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Hernando trov ospitalit nella casa de los Tiros, su invito di don Pedro di Granada. Era partito da Cordova con il pretesto di presentarsi al Capitolo della cattedrale in seguito allindagine sui martiri delle Alpujarras. Provvisto del suo salvacondotto personale percorse al gran galoppo la macabra strada che lesodo dei moriscos aveva disseminato di cadaveri. Viaggiando solo, per, gli era passata per la testa lidea di cambiare percorso onde evitare ricordi dolorosi, ma cos facendo avrebbe raddoppiato la distanza. Marzo riportava in vita i campi e quando and a visitare la tomba del piccolo Humam, l dove credeva giacesse sepolta lintera sua famiglia, i profumi di una notte fresca lo accompagnarono nelle preghiere. A Granada, informati del suo viaggio, lo attendevano Luna e Castillo, che era appena arrivato in citt dallEscorial.
Quando furono tutti al sicuro nella Cuadra dorada, Hernando mostr uno scrigno piombato. Lo apr e ne estrasse solennemente una pezza di cotone, una tavoletta con limmagine della Vergine, un osso e una pergamena che pose sul tavolino intarsiato.
I quattro uomini rimasero in silenzio per un istante, in piedi intorno al tavolo basso con gli occhi fissi sugli oggetti.
Ho trovato unantica pergamena, cominci a spiegare Hernando, nel minareto del palazzo ciel duca. Probabilmente risale allepoca dei califfi, al tempo in cui al Mansur seminava il terrore nella penisola, disse sorridendo a Luna. Non ho fatto altro che ritagliare la parte scritta per avere un bel frammento pulito. Allora srotol la pergamena e, tenendola per gli angoli superiori, la mostr ai compagni.E come una grande scacchiera, sussurr.
Nella parte centrale della pergamena cerano due tavole, una sopra laltra. Quella superiore, divisa in quarantotto colonne e ventinove file, conteneva una lettera araba per ciascuna casella,
in quella inferiore, di quindici colonne e dieci file, con caselle molto pi larghe, si riusciva a leggere una parola araba in ciascuna. Tra le lettere e le parole, tracciate alternativamente in inchiostro rosso e marrone, erano pressoch inesistenti le vocali o i segni diacritici, come osservarono al contempo Luna e Castillo, piegandosi sopra la pergamena per osservarla a lungo.
Profezia dellapostolo Giovanni, Castillo lesse a voce alta unintroduzione scritta in arabo, sul margine superiore delle tavole,sulla distruzione e il giudizio dei popoli e sulle persecuzioni che ne seguiranno, fino al giorno conosciuto nel suo magnificato vangelo. Decifrata dal greco dal letterato e santo servo della fede, Dionigi lAeropagita. Il traduttore si alz. Eccellente! Cosa dicono le altre iscrizioni? aggiunse, indicando alcune linee in fondo alla pergamena e altre ai margini.
Se si combinano lettere e parole, si pu ricavare una presunta profezia che san Cecilio tradusse dal greco e che comunic a Dionigi, arcivescovo di Atene. Vi si vaticina lavvento dellIslam, lo scisma dei luterani e le tribolazioni patite dalla cristianit, destinata a disgregarsi in una moltitudine di sette. Tuttavia da Oriente si prevede larrivo di un re che dominer il mondo, imponendo una sola religione e punendo tutti coloro che lhanno riempita di vizi.
Bravo! plaud Pedro di Granada.
E questa firma in margine? indic Luna.
E quella di san Cecilio, vescovo di Granada.
E questi? indag Castillo, indicando gli altri oggetti sparsi sul tavolo.
Secondo la pergamena, questo  il velo della Vergine Maria, indic la pezza triangolare, con cui asciug le lacrime di Ges Cristo durante la sua passione; una tavoletta della Vergine e un osso di santo Stefano.
Peccato! esclam don Pedro. I cristiani non avranno le reliquie di san Cecilio che tanto cercano.
San Cecilio non poteva scrivere e offrire un proprio osso allo stesso tempo, osserv Hernando con un sorriso.
E' un velo semplice, afferm Castillo tastando il tessuto. Hernando annu. losso sapere come ti sei procurato queste cose?
La tavoletta lho presa in prestito da un ex voto che stava ai
piedi di un altare dedicato alla Madonna, a Cordova. Poi, nei pascoli, lho avvolta in un panno e lho immersa in una vasca dello sterco per conferirgli un aspetto pi antico...
Buona idea, riconobbe Luna.
Ne so qualcosa degli effetti che lo sterco ha sugli oggetti, spieg il giovane. Quanto allosso e al velo... ho pagato un paio di disgraziati del Potro per esumare alcuni cadaveri dalle fosse comuni del cimitero della Merced, finch non ho rinvenuto una pezza di cotone e un osso spolpato...
Potrebbero riconoscerti? lo interruppe Castillo.
No. Era buio e sono sempre rimasto avvolto nel mantello. Hanno pensato che li volessi per qualche pratica di stregoneria. Nessuno pu collegarli al nostro piano. Sono venuto via carico d i ossa! 
E ora? domand don Pedro.
Ora, rispose Castillo, dobbiamo trovare il modo di far giungere il nostro primo messaggio ai cristiani. Intendo dire che questo  solo il primo passo di un piano molto pi ambizioso, non  cos? Hernando annu alle parole del traduttore.Vedremo come reagisce la Chiesa davanti al suo venerato vescovo e patrono di Granada che si esprime in arabo...
E davanti alla profezia, aggiunse laltro.
La profezia linterpreteranno come pi converr loro. Puoi giurarci.
Mi hai raccomandato di essere ambiguo, si lagn allora.
S. E' assolutamente necessario. Limportante  instillare il dubbio. Ci sar chi la interpreter a favore della Chiesa, certo, ma anche chi la intender diversamente. Ne nasceranno discussioni. In queste terre ci siamo molto portati. Basta che uno dica una cosa perch un altro sostenga il contrario, anche solo per avere il suo momento di gloria. Puoi star certo che io e Miguel saremo convocati a tradurre la pergamena; e noi lo faremo nel modo che pi ci conviene. Se fossimo precisi e mandassimo un messaggio chiaramente favorevole allIslam, lo taccerebbero di eresia fin da subito e non ci sarebbe spazio per una discussione. C tanta gente che sa larabo. Il messaggio, quello contenuto nel vangelo che hai scoperto... A proposito, lo hai portato? Mi piacerebbe leggerlo.
No, mi spiace, si scus Hernando. Non ho ancora, finito di trascriverlo e preferisco non correre rischi con loriginale.
Fai bene. Be, come vi dicevo, quel messaggio, la Verit, dovr arrivare quando avremo instillato pi dubbi possibili; dobbiamo preparare la sua entrata in scena in modo minuzioso. Resta il problema di cosa fare con questi. Castillo indic gli oggetti sul tavolo. Come nasconderli per farli ritrovare ai cristiani?
Stanno abbattendo la Torre Vecchia, la Turpiana, fece notare don Pedro.
Quale posto pi adatto, concord Luna. Lantico minareto della moschea maggiore.
Quando? chiese Castillo.
Domani  la festa dellarcangelo Gabriele, sorrise Hernando.
I quattro cospiratori si guardarono in faccia. Gabriele era Yibril, langelo pi importante per i musulmani, quello che si era fatto carico di trasmettere al Profeta la parola rivelata.
Dio  con noi. Non c dubbio, si congratul don Pedro.
Castillo cerc qualcosa con cui scrivere, poi chiese il permesso a Hernando e, avendolo ottenuto, aggiunse sulla pergamena qualche frase in latino e castigliano, dove tra laltro veniva ordinato di nasconderla sulla cima della torre Turpiana.
Gli altri tre lo osservavano in silenzio.
Quanti nuovi misteri per i cristiani, annunci quandebbe finito, dopo aver soffiato pi volte sullinchiostro per farlo asciugare. Nella nottata di domani, andremo alla torre.
Proprio come la torre Turpiana anche il campanile della chiesa di San Juan, nellAlbaicin, era stato un minareto: quello della moschea degli almoravidi, la pi antica di Granada. Ma in questo caso, al contrario di quanto accadeva con la Turpiana, era stato abbattuto il corpo della moschea lasciando in piedi il minareto. Lalba si alz su un giorno che si preannunziava caldo e assolato. Hernando si svegli di buonora e si aggir nei dintorni del tempio. La notte precedente, prima di andare a letto, a tu per tu con don Pedro, gli aveva chiesto notizie di
don Ponce di Hervs: voleva sapere se quanto era successo con Isabel aveva avuto strascichi.
Nientaffatto, aveva risposto il nobile. Proprio come ti avevo detto, il giudice non sollever nessuno scandalo. Puoi stare tranquillo.
Si ritempr lo spirito osservando la disposizione irregolare delle pietre da taglio e il bugnato che decorava la struttura del minareto. Una meravigliosa finestra con arco a ferro di cavallo, di indubbie origini musulmane, conservata su una delle pareti, attir la sua attenzione. Cerc di immaginare altre epoche, quando i musulmani erano chiamati alla preghiera da quel minareto, e per poco non si lasci sfuggire le due donne che, nella folla dei fedeli, lasciavano la chiesa una volta conclusa la messa. Ma i capelli biondi di Isabel brillavano sotto il sole anche tra i delicati ricami della mantiglia nera che le copriva la testa e le incorniciava il viso. Hernando prov un brivido vedendola camminare orgogliosa, altera, inaccessibile. Donna Angela le stava al fianco, attenta e scostante. Nessuna delle due fece caso a lui; procedevano in silenzio, guardando davanti a s: Si nascose sotto lo stipite della porticina di una casa moresca e le vide scendere verso la loro residenza. La notte prima, la visione di unAlhambra illuminata aveva rinverdito la sua passione. Senza staccare gli occhi da Isabel, le segu a distanza mescolandosi tra la gente. Cosa poteva fare? Donna Angela non gli avrebbe permesso di parlare con Isabel, e quando avessero raggiunto la loro casa non avrebbe pi potuto avvicinarla. In quel mentre, simbatt in quattro monelli che ciondolavano per strada. Allora estrasse un reale dalla borsa e lo mostr: i ragazzi gli si fecero subito intorno.
Vedete quelle donne? indic Hernando, cercando di non farsi notare dalle persone che gli passavano vicino. Voglio che corriate dietro di loro fingendo dinciampare nella pi bassa delle due. Poi la distrarrete per un bel po. Laltra non dovete nemmeno sfiorarla, sono stato chiaro?
I quattro mocciosi annuirono tutti insieme e, non appena il pi grande abbranc il reale, partirono di corsa senza alcun bisogno di abbozzare un piano. Hernando si affrett dietro i ragazzi, schivando uomini e donne, mentre si chiedeva se non avesse esagerato: la cugina del giudice aveva una certa et...
Gli strilli di una passante echeggiarono nel vicolo, quando donna Angela schizz in avanti e cadde lunga distesa per terra. Hernando scosse la testa. Ormai era fatta! I monelli non ebbero nemmeno bisogno di distrarre donna Angela: un crocchio di passanti si form intorno alle due dame, mentre i ragazzi cercavano di sottrarsi agli insulti e agli scapaccioni. Si avvicin al gruppetto: due persone cercavano di aiutare la cugina del giudice a rialzarsi; altre stavano a guardare e un paio di uomini facevano gestacci ai ragazzi, ormai lontani. Isabel era china su donna Angela. Allorch la malcapitata fu sollevata per le ascelle, laltra, come se percepisse che qualcuno la stava guardando, si raddrizz e scrut tra la gente finch non individu Hernando, in piedi proprio davanti a lei, tra un uomo e una donna che si erano fermati a seguire la scena.
Si guardarono intensamente. Isabel risplendeva. Lui non sapeva se sorridere, mandarle un bacio, aggirare la gente e afferrarla per un braccio trascinandola via di l o semplicemente urlarle che la desiderava. Ma non fece niente di tutto ci. E lei nemmeno. Rimasero a fissarsi negli occhi, finch donna Angela non riusc a reggersi in piedi da sola. Hernando fu distratto da una donna che sfregava con impegno labito della cugina di don Ponce per scuoterne via la polvere, mentre la proprietaria del vestito rifiutava laiuto, quasi avesse premura di togliersi da l. Quando si volt di nuovo verso Isabel, not che aveva gli occhi colmi di lacrime; il mento e il labbro inferiore le tremavano. Hernando si mosse come se volesse avvicinarsi, ma lei strinse le labbra e fece di no con la testa in modo quasi impercettibile, con una smorfia cos espressiva che al morisco si strinse il cuore. Poi, insieme alla passante che aveva cercato di pulire il vestito di donna Angela, le due dame continuarono per la loro strada: la prima zoppicando e gemendo, Isabel trattenendo le lacrime.
Lui scost la gente che si stava disperdendo e la segu a qualche passo di distanza, fino a quando lei non volt la testa e lo vide.
Andate avanti, cugina, disse mentre indicava alla signora che teneva a braccetto donna Angela in quale direzione proseguire. Nella confusione credo di aver perso lo spillone della mantiglia. Tra poco vi raggiungo.
Mentre la vedeva andargli incontro, lui cerc di scorgere sul viso di Isabel una parvenza di gioia, ma quando lebbe al fianco si accorse delle lacrime che lottavano per spuntare.
Cosa fai qui, Hernando? sussurr lei.
Volevo vederti. Parlare con te, sentire...
Non si pu... disse Isabel con voce rotta. Non provare pi a entrare nella mia vita. Per dimenticarmi di te, ho patito le pene dellinferno... Taci, mio Dio! gli impose, quando Hernando volle sussurrarle qualcosa allorecchio. Non mi fare soffrire di nuovo. Lasciami in pace, te ne supplico.
E non gli diede modo di ribattere. Gli gir le spalle e allung il passo per raggiungere donna Angela.
Il rifiuto di Isabel lo tortur per lintera giornata. Al calar della notte, insieme a don Pedro, Castillo e Luna, aggir il mercato di Granada fino a puerta de los Jelices, la porta della Gabella, dalla quale si scorgeva la cattedrale in costruzione. Alle sue spalle restava il quartiere dei mercanti di sete. Circa duecento botteghe gremivano i suoi vicoli stretti. Di notte nessuno viveva in quel quartiere. Le sue dieci porte si chiudevano, e una guardia sorvegliava le rivendite e il palazzo della dogana in cui venivano versate le imposte del commercio della seta.
Davanti a puerta de los Jelices si ergeva la Turpiana, lantico minareto della moschea maggiore di Granada. Se la moschea era stata riconvertita in sacrestia cristiana, la sua torre quadrata, poco pi alta di nove piedi, era stata trasformata in campanile della cattedrale. Ma nel gennaio di quello stesso anno, era stata completata la costruzione di una maestosa torre a tre corpi destinata a campanile e la Turpiana, ormai inutile, risultava dintralcio ai lavori dellopera del duomo.
Dalla porta in cui si trovavano i quattro uomini, si poteva abbracciare lintera zona, debolmente illuminata dalle fiaccole dei sorveglianti del cantiere e da quelle dei convitti che vi si ergevano di fronte. Davanti a loro si apriva una piazza. A sinistra, il Collegio reale e quello di Santa Catalina; a destra, appartata rispetto alla piazza, la cattedrale, di cui erano state erette solo la rotonda e labside, cos come il nuovo campanile, che confinava con la piazza e lasciava un enorme spazio aperto e
deserto tra la parte esterna dellabside e la nuova torre. A pochi passi da loro, al capo opposto del nuovo campanile, si ergeva lantica moschea con il suo minareto.
La Turpiana veniva smantellata con cura, pietra dopo pietra, dallalto, per recuperarne i conci ed evitare danni alla copertura della cattedrale. Osservarono la torre, concentrandosi sulle conversazioni e le risate dei sorveglianti, che si trovavano fuori dalla loro visuale, nella zona centrale del tempio.
Non devono vederci, sussurr Castillo.Nessuno dovr collegare la nostra presenza qui stanotte con il rinvenimento dello scrigno.
C troppa sorveglianza, disse don Pedro sconfortato. E' impossibile passare inosservati.
Segu un silenzio interrotto solo dalle grida degli uomini di custodia. Hernando, con lo scrigno nascosto sotto il mantello, aspir laroma della seta che impregnava il labirinto di vicoletti del mercato, simile a quello che tante volte aveva percepito nelle Alpujarras quando facevano bollire i bozzoli e filavano il loro prezioso prodotto. Per dimenticarmi di te, ho patito le pene dellinferno, gli aveva detto Isabel. La immagin di nuovo tra le braccia di don Ponce...
Hernando! gli sussurr Castillo allorecchio.Cosa facciamo?
Cosa facciamo? si ripet. Quel che avrebbe voluto fare lui era precipitarsi a scalare la facciata della casa del giudice, infilarsi di nuovo tra le lenzuola di Isabel e...
Il traduttore lo scroll.
Cosa facciamo? ripet, stavolta in tono pi alto. Hernando si concentr sulla piazza. C troppa sorveglianza, gli segnal Castillo.
Un nobile e due intellettuali! Quali astuzie poteva aspettarsi da loro?
S, riconobbe. Gente di guardia ce n, ma non sorveglieranno la Turpiana. Per loro non ha la minima importanza. In ogni caso, sono presi dalla cattedrale: quella  la loro missione. Ci pens su. Voi girate intorno al tempio e quando sarete dallaltra parte, oltre calle de la Crcel, infagottatevi nei mantelli e simulate una rissa. Quando vi sentir gridare, entrer e salir sulla torre.
I tre non nascosero il sollievo che la proposta di Hernando aveva procurato loro. Presero subito per plaza Bibarrambla e raggiunsero calle de la Crcel, sotto la cattedrale. Non appena si ritrov solo, lui torn con il pensiero a Isabel. Il suo veto significava che non avrebbe pi potuto parlare con lei? Ma aveva davvero voglia di vederla? O quel sentimento era solo un miraggio, frutto della magica luce dellAlhambra? Chiuse gli occhi e sospir.
Alcune grida lo riportarono alla realt. Santiago! si ud nel buio. Ag distinto. In un balzo raggiunse la facciata della moschea e vi si appiatt contro di schiena per scivolare lungo il suo perimetro, protetto dalle ombre. Lentrata della torre non dava sulla piazza; vi si accedeva quindi dallinterno della moschea. Super la Turpiana e si ritrov nello spazio aperto doverano in costruzione la crociera e la navata. Vicino allabside scoperta del tempio splendevano dei fuochi. Le guardie, in piedi, erano concentrate sulle grida e sul cozzare delle spade provenienti. da calle de la Crcel. Aggir la Turpiana e l, tra le fondamenta dei nuovi edifici, trov lingresso alla torre. Mettendosi di traverso, sal per langusta scala interna larga poco pi di due palmi fino a spuntare di nuovo nella notte granadina. Don Pedro e soci stavano ancora facendo gazzarra, ma di lass non li sentiva: poteva vedere tutta lAlhambra e tutta Granada! Quante volte i fedeli erano stati chiamati alle preghiere da l in cima! Allah  grande! esclam con lo scrigno in mano. Al chiaro di luna cerc una pietra lasca tra quelle che stavano per essere smontate. La trov, la stacc, rasp lo stucco che teneva insieme le pietre e in quel pertugio introdusse lo scrigno. Poi la rimise al suo posto. Ridiscese e percorse a ritroso la strada fino al mercato. Da l prese verso plaza Bibarrambla e calle de la Crcel, per porre fine alla finta rissa.
...
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53.
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Ai primi di maggio del 1588, quando ormai la flotta spagnola era in procinto di salpare da Lisbona alla conquista dellInghilterra, Filippo secondo scrisse allarcivescovo di Granada ringraziandolo del dono ricevuto: met del velo della Vergine Maria, fattogli pervenire dallEscorial. Coglieva anche loccasione per esprimere la sua soddisfazione per il rinvenimento nei confini dei suoi regni di tali preziose reliquie. Non appena gli operai addetti allo smantellamento della Turpiana avevano trovato lo scrigno nascosto da Hernando e scoperto la pergamena con lautografo di san Cecilio, il velo della vergine e la reliquia di santo Stefano, Granada cominci a bruciare di ardore cristiano. Erano le prime e tanto desiderate notizie di san Cecilio. E la certezza che, prima dellarrivo dei musulmani, Granada fosse cristiana quanto le altre capitali del regno, mand il popolo in visibilio provocando un fiorire di estasi e misticismo, che la Chiesa non fece alcuno sforzo per sedare. In tanti, da quel momento, giurarono di essere stati testimoni di miracoli, fuochi fatui, apparizioni e prodigi di ogni genere. La cattedrale di Granada aveva finalmente le proprie reliquie e la fede dei suoi abitanti poteva reggersi su fondamenta pi solide delle semplici parole! 
Aisha si stup quando uno dei due soli mendicanti moreschi della citt chiuse con insolita agilit la mano lercia e tremante che poco prima tendeva per chiedere lelemosina ai passanti di calle de la Feria, vicino allarco del Corbache, proprio nel momento in cui lei stava per posarvi una blanca. La donna rest con la moneta tra le dita, mentre il postulante sputava ai suoi piedi e le girava le spalle. Immediatamente altri accattoni, stavolta cristiani, la circondarono per intascare il denaro. La donna era incerta. La legge del Profeta prescriveva s lelemosina,
ma non ai cristiani. Tuttavia, confusa comera e vedendo poco pi in l luomo che aveva disprezzato il suo obolo chiedere di nuovo la carit, lasci cadere la moneta in una delle mani aperte che insistentemente sfioravano la sua.
Nemmeno gli accattoni le portavano rispetto! Si trascin in direzione della seteria di Juan Marco. La Nazarena! Qualcuno gi la gratificava con quellepiteto, dopo che per Cordova si era sparsa la notizia che Hernando stava tradendo i suoi stessi fratelli e offriva la propria collaborazione alla Chiesa nellindagine sui crimini commessi nelle Alpujarras. In quegli anni, le condizioni economiche della comunit granadina deportata erano migliorate visibilmente: la laboriosit dei moriscos, opposta alla neghittosit cristiana, aveva portato loro una certa prosperit e molti di coloro che erano stati costretti a vendere il proprio lavoro a giornata, ora erano proprietari di botteghe. La stragrande maggioranza arrotondava le rendite coltivando fazzoletti di terra nei dintorni della citt, sulle rive del Guadalquivir. A tal punto che le corporazioni di Cordova, esattamente come in tanti altri angoli del regno, sollecitarono le autorit perch impedissero ai cristiani nuovi di dedicarsi al commercio o allartigianato e ne circoscrivessero le attivit nella sfera dei lavori a salario: richieste che caddero nel vuoto, giacch i consigli cittadini erano ben contenti di aver trovato nei moriscos dei mercanti provetti. Pertanto le discrepanze tra cristiani vecchi e nuovi si acutizzarono.
Aisha sfiorava i quarantasette anni, e si sentiva vecchia e sola. Soprattutto sola. Lunico figlio che le restava era uno squallido nemico della fede, un traditore dei fratelli. E gli altri suoi figli? Quale sorte avevano incontrato? si domand mentre entrava nella luminosa bottega del mastro tessitore. Shamir. Fatima e i bambini. Comera la loro vita tra le grinfie di Brahim? Di notte, nel silenzio e con langoscia che lattanagliava, cercava di scacciare le immagini di Fatima violentata da Brahim; di suo figlio e di suo nipote Francisco, forse a bordo di un vascello, costretti a vogare come galeotti e fustigati. Ma quelle scene si ripresentavano con insistenza e, confuse in un tragico sabba, intaccavano il suo dormiveglia. Musa e Aqil! Era risaputo che tutti i bambini consegnati ai cristiani dopo la rivolta erano stati evangelizzati o venduti coi-ne schiavi. Erano ancora vivi i suoi
figli? Aisha si port il braccio agli occhi e si terse le lacrime che spuntavano. Altre lacrime! Come potevano, quegli occhi stanchi, piangere tanto?
Era pagata bene, certo. Ma tutti pareva sapessero che dietro quel privilegio cera Hernando, e da quando aveva sentito che anche in casa sua, di nascosto, la chiamavano la Nazarena, quei soldi non le portavano alcun giovamento. Nessuno le parlava. Prima avevano iniziato a rubarle del cibo. E lei non aveva detto nulla. Poi, dove teneva la roba da mangiare, aveva trovato solo delle croste di pane di mais. Ed era rimasta in silenzio, anche se continuava a comprare cose che mangiavano gli altri. Un giorno aveva trovato la propria stanza invasa da una famiglia con tre bambini. E ancora aveva taciuto, anche se continuava a pagare come se vi abitasse da sola. E se la scacciavano? Dove poteva andare? Chi lavrebbe accolta? Bench fornita di denaro, era sempre la Nazarena e l aveva un tetto sopra la testa. Un brutto giorno, tornando dal lavoro, aveva trovato le proprie cose ammucchiate sulla soglia. Da allora dormiva l, accoccolata vicino alla porta dingresso.
Nel retrobottega di mastro Juan Marco, dove si tesseva il taffett su quattro telai, Aisha si diresse al suo posto di lavoro, davanti a una serie di ceste che contenevano i fili di seta in precedenza tinti e divisi per colore: azzurro, verde e tante altre tonalit; gli ori, il famoso rosso di Spagna o i preziosi cremisi, ovviamente tinti con la cocciniglia, colorante che si otteneva dal carapace di un insetto che popolava i lecci, mai con la brasileina. Lei doveva incannellarli, districare i capi dei fili, poi preparare lordito riunendo a uno a uno i fili di pari lunghezza e arrotolarli intorno al fuso metallico che sarebbe stato usato nei telai. Prese uno sgabello e, dopo essersi portata le mani alle reni in un gesto dolorante, sedette davanti a una cesta. Perch lOnnipotente mi ha abbandonata? si lament prendendo una matassa di fili rossi.
Al di l dello stretto che divideva la Spagna dalla Berberia, in un sontuoso palazzo della Medina di Tetuan, Fatima dettava una lettera a un mercante ebreo. Gli aveva promesso una ragguardevole somma, se lavesse scritta in arabo per poi farla re
capitare a Cordova da qualcuno di sua fiducia e tornare con la risposta.
Amato marito, cominci, con la voce che vibrava di agitazione. La pace e la benedizione dellIndulgente, di colui che giudica con verit, siano con te...
Fatima si ferm: cosa dire a uno che non vedeva da sette anni? Quali parole scegliere? Si era preparata il discorso, ci aveva meditato tra ricordi, pianto e gioia, ma al momento della verit non le venivano le parole. Lebreo, un uomo anziano, alz lo sguardo dal foglio e lo punt sulla donna: bella, superba e altera, dura e fredda, con una severit che per davanti al dubbio pareva barcollare. La osserv andare avanti e indietro per la stanza fino ad attraversare gli archi che davano sul patio e poi rientrare; portarsi alle labbra le dita cariche di anelli per poi allacciarle sotto il petto o fare un gesto a vuoto con la mano tesa, come se potesse aiutarla a trovare la fluidit verbale che allapparenza laveva abbandonata.
Signora, disse con rispetto il mercante, per loccasione amanuense, posso esservi daiuto? Cosa volete dire al vostro amato?
Gli occhi neri di Fatima, scintillanti e gelidi, si posarono sullebreo. Quel che voleva dire a suo marito non trovava posto in una misera lettera, stava per rispondergli. Voleva raccontargli una cosa. semplicissima: Brahim era morto e desiderava che Hernando la raggiungesse a Tetuan. Ora niente si sarebbe frapposto alla loro felicit e lo aspettava. Ma se si era risposato? E se aveva gi trovato la sua felicit? Erano trascorsi sette anni...
Sette anni di sottomissione totale! Fatima si piazz davanti al vecchio ebreo che la stava osservando con il calamo in mano.
E' stato un urlo, mormor. Il vecchio fece per intingere il calamo nellinchiostro, ma Fatima lo blocc. No. Non scriverlo. E' stato un urlo a svegliarmi, a riportarmi in vita.
Il vecchio pos il calamo sullo scrittoio e si mise comodo, sollecitando la signora a continuare con la storia che desiderava raccontare. Sapeva della morte di Brahim; tutta Tetuan sapeva che era stato ucciso.
Bastardo! riprese Fatima. Ho sentito che Shamir lo gridava a Nasi. E poi, dopo linsulto, ho capito che Shamir non era pi un adolescente ma un uomo che si era fatto le ossa in mare,
negli arrembaggi alle navi cristiane e nelle incursioni sulle coste andaluse. E successo nel patio, proprio l, aggiunse indicando la splendida fontana al centro del cortile porticato, a livello del suolo. Un cannello spruzzava acqua da un mosaico circolare, composto da pietruzze colorate che formavano un disegno geometrico. Ho visto che Nasi, pi vecchio di dieci anni, il terribile corsaro di Tetuan, che pi crudele non ce n, metteva mano alla spada. Ho tremato, ma non ho avuto reazioni, come sempre, da quando ho messo piede in questa citt apatica. Il mio Abdul, con i suoi occhi azzurri stravolti dallira, era al fianco di Shamir. Il riflesso della lama della spada di Nasi, con cui lui minacciava i ragazzi, mi ha offuscato la vista e per poco non ho perso i sensi. Fatima tacque persa nei ricordi; lebreo non osava nemmeno fiatare. Dimprovviso la signora lo guard. Sai una cosa, Efrain? Dio  grande. Shamir e Abdul hanno fatto un passo indietro, ma non per scappare come speravo io, bens per sguainare le loro armi, tutti e due a un tempo, vicini, gomito a gomito, con le gambe ben piantate a terra, quasi fossero una sola persona, senza nemmeno lombra della paura. Shamir ha ordinato ad Abdul di farsi indietro, di lasciarlo solo, e il mio piccolino lo ha fatto, guardandogli le spalle con una mossa che sembravano aver provato mille volte. Bastardo!  ha inveito di nuovo Shamir, brandendo la spada contro Nasi. Schifoso maiale! 
Accecato dallira, Nasi ha attaccato lanciandosi sul ragazzo, ma Shamir, agile come un gatto, lo ha schivato, ha colpito la scimitarra di Nasi evitando la stoccata. Ricordo... ricordo che il cozzo degli acciai ha fatto tremare le colonne del patio ed  stato come un segnale. Infatti il mio Abdul  spuntato da dietro la schiena del compagno, sferrando un altro colpo contro la sciabola di Nasi che, impotente, ha visto la sua arma schizzargli via di mano. Non era passato nemmeno un istante che i ragazzi erano di nuovo in posizione, a spada tratta. Un sorriso sulle labbra. Sorridevano! Come se il mondo fosse ai loro piedi. Se non vuoi morire da quel marrano che sei, recupera la tua arma e combatti come un vero credente, ha detto Shamir al corsaro.
Fatima tacque e guard verso il patio, rivivendo il duello.
Signora... continuate, la supplic lebreo, visto che il silenzio si prolungava troppo.
Lei fece un sorriso nostalgico.
Il chiasso ha messo in allarme mio marito, riprese,che ha trascinato pesantemente nel patio il suo grosso corpo per porre fine alla lite schiaffeggiando Shamir e Abdul. Cosa vi prende? Sfidate il mio luogotenente in casa mia? ha strepitato. Feccia, ha aggiunto sputando ai loro piedi. Ma io ormai avevo visto luniverso aprirsi ai piedi di mio figlio e di Shamir, quel mondo a cui sorridevano alteri e sicuri di s, da veri uomini... Giorno dopo giorno, sotto la spinta della vigoria dei miei ragazzi, ho ripreso fiducia in me e una sera, mentre loro quattro cenavano disarmati, seduti sui cuscini intorno a un tavolo basso, ho fatto irruzione nella sala da pranzo e ho congedato domestici e schiavi. Ricordo lo sguardo sorpreso di Brahim. Ma era ben lungi dallintuire cosa lo aspettava. Devo parlare di un affare urgente con voi, gli ho detto con convinzione. Allora ho estratto due daghe che nascondevo nei vestiti. Ne ho lanciata una a Shamir e ho impugnato laltra. Nasi  scattato in piedi con agilit, ma Brahim non  riuscito a reagire: prima che il suo luogotenente mi raggiungesse, gli ho affondato la daga nel petto. A quel punto Fatima rivolse uno sguardo di sfida al vecchio ebreo; la sua voce era fredda, priva di emozioni. Shamir ci ha messo un po a capire cosa stava succedendo, ma quando ci  arrivato, ha attaccato Nasi minacciandolo con la daga. Anche Abdul gli si  buttato addosso.
Fatima tacque. Quando riprese a parlare, lo fece con un filo di voce. Il vecchio la fissava, impassibile: quali altri segreti si celavano dietro quei begli occhi neri?
Mio marito non  morto dopo il primo fendente. Io sono una povera donna debole e inesperta. Certo la ferita gli faceva male e gli impediva di difendersi. Lho colpito sulla bocca perch non potesse gridare e poi gli ho affondato la lama nel moncherino martoriandolo fin quasi ad arrivare al gomito. Ce ne ha messo di tempo a dissanguarsi. Ci ha messo un bel po... Supplicava. Mi sono vista passare davanti agli occhi la mia vita lastricata di sofferenze, mentre guardavo la sua che gli sfuggiva. Non ho distolto lo sguardo fintanto che non  spirato. E' morto dissanguato come un animale.
Madre! Che hai fatto? aveva gridato Abdul.
Il ragazzo fissava a occhi sbarrati Brahim che, riverso sui cuscini, si portava la mano sinistra al petto ferito. Il sangue sgorgava a fiotti dallo squarcio.
Fatima non aveva risposto. Si era limitata a zittirli con un cenno della mano, mentre Brahim agonizzava sugli sfarzosi tappeti di seta che coprivano il pavimento della stanza.
Shamir, aveva detto con tono fermo quando il suo odiato marito era spirato,da adesso in poi sarai tu il capofamiglia. Tutto questo  tuo.
Il ragazzo, dietro la schiena di Nasi, con la daga puntata contro la nuca del luogotenente, non riusciva a staccare gli occhi dal padre. Abdul, invece, tratteneva il fiato e spostava lo sguardo da Brahim a Shamir.
Nan era una brava persona, aveva detto Fatima poich Shamir non apriva bocca. I-la rovinato la vita di tua madre, la mia. Le vostre...
Il riferimento ad Aisha aveva riscosso il ragazzo.
E adesso cosa facciamo?aveva chiesto, mentre premeva contro la nuca di Nasi la lama della daga, come se al luogotenente spettasse la stessa sorte del padrone.
Voi due, Fatima si era rivolta a Shamir e ad Abdul, prendete il tesoro di Brahim e nascondetevi al porto, con tutti .gli uomini e le navi pronte a salpare. L attenderete le mie istruzioni. Tu, aveva aggiunto, avvicinandosi al luogotenente, ti presenterai subito a casa del governatore, Muhammad al Naqsis, e lo informerai che Shamir, figlio del corsaro Brahim da Juviles, ora capofamiglia, gli giura lealt e si mette a sua disposizione con navi e uomini.
E se mi rifiutassi? laveva sfidata luomo.
Ammazzalo! aveva risposto lei girandogli le spalle.
Il rumore subitaneo della daga che squarciava il collo del luogotenente laveva sorpresa. Si era aspettata di sentire il corsaro chiedere piet, ma Shamir non gliene aveva dato lopportunit. Fatima si era voltata nel momento in cui Nasi stramazzava a terra sgozzato.
Non era una brava persona, aveva detto semplicemente Shamir.
Daccordo, aveva deciso lei.Questo non cambia niente. I a te come vi ho detto.
Allalba, Shamir e Abdul partirono per il porto con tutto loro, le gemme e i documenti di Brahim. Fatima aveva ordinato a dite schiavi di preparare il cadavere e di pulire la sala da pranzo. Quella stessa notte era andata nellala del palazzo dove era relegata la seconda moglie di Brahim e laveva informata della sua morte, senza fornirle altri dettagli, ma sottolineando che Shamir ora era il nuovo capofamiglia; laltra aveva abbassato gli Occhi senza dire nulla. Sapeva che ora dipendeva tutto dalla generosit di quel ragazzo, che amava Fatima come se fosse sua madre.
Il mattino, quando si fu vestita, si diresse a casa di Muhammad al Naqsis. Nel secolo 16esimo la citt era appartenuta al regno d i Fez, in seguito sottomesso da Marrakech, e, dopo un periodo di indipendenza, era stata conquistata di nuovo. Il potere centrale era debole e anche al palazzo di Brahim era giunta voce che la famiglia al Naqsis si riproponeva di conquistare lindipendenza. Lo stesso corsaro ne aveva parlato, contrariato dal fatto che i suoi concorrenti commerciali potessero prendere il controllo della citt. Nonostante fosse una donna, Fatima fu ricevuta dal governatore. Gli al Naqsis si erano scontrati con Brahim per la suddivisione delle zone di mare su cui battere la propria bandiera corsara e la visita della moglie del loro avversario venne considerato un fatto insolito, che risvegli la curiosit del capofamiglia.
E Brahim? indag Muhammad al Naqsis, dopo che Fatima gli ebbe giurato fedelt in nome di Shamir.
Morto.
Il governatore scrut Fatima dalla testa ai piedi senza nascondere la propria ammirazione. Aveva davanti la donna pi bella, e ora anche la pi ricca, di tutta Tetuan.
E il suo luogotenente? chiese, fingendo di accontentarsi della laconica risposta.
Morto anche lui, rispose lei in tono fermo, tenendo per sempre gli occhi fissi a terra, come ci si aspettava da una donna musulmana sottomessa.
Morto? pens il governatore. E' tutto? E tu che ruolo avrai avuto in queste morti?
Guard Fatima con un certo rispetto. Lei riprese a parlare: fu un discorso breve, senza giri di parole. Lui ci mise poco a decidere che era meglio non fare altre domande e accettare laiuto che la generosa vedova sembrava pronta a offrirgli, dandogli la possibilit di conquistare lindipendenza.
Il giorno dopo Fatima, con un seguito di prefiche, tutte avvolte in ruvide vesti e con i volti neri di fuliggine, ascolt poesie e canti dedicati ai defunti. Dopo ciascun verso e ciascun canto, le donne strillavano, si graffiavano il petto e le guance o si strappavano i capelli. Per sette giorni ripeterono quei riti funebri.
Il vecchio ebreo alz gli occhi e incroci lo sguardo di Fatima. Sapevano entrambi che la confessione appena pronunciata non sarebbe mai uscita da l. Lui aveva imparato da tempo a vedere, sentire e tacere. Il suo popolo era sopravvissuto e si era arricchito grazie al dono della discrezione; soprattutto quando la suddetta discrezione era lautamente ricompensata.
Signora... sussurr allora, indicando la lettera intonsa.
Fatima sospir. S... era giunta lora. Con voce ferma, cominci a dettare:Amato marito. La pace e la benedizione dellindulgente, di colui che giudica con verit, siano con te.
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54.
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Dio soffi ed essi furono dispersi. Motto di Elisabetta Prima dInghilterra.
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Dopo un soggiorno di due mesi nel porto di La Coruna, malgrado le trattative di pace e i conciliaboli contrari a una simile impresa, lInvincibile Armata salp finalmente alla volta dellInghilterra al comando del duca di Medina Sidonia, che aveva preso il posto del marchese di Santa Cruz, morto improvvisamente.
Don Alfonso di Cordova e il suo primogenito, con un seguito di venti servitori, tra cui il cameriere Jos Caro, e decine di bauli con effetti personali, abiti, libri e stoviglie al completo, salparono su una delle navi ammiraglie.
Le notizie della flotta che arrivavano in Spagna non erano quelle che ci si poteva aspettare dalla misericordia di quel Dio in nome del quale i cattolici combattevano contro lInghilterra. lobiettivo degli spagnoli era di riunirsi con la fanteria del duca di Parma a Dunkerque, imbarcarla e invadere lInghilterra. Per, dopo aver gettato lancora a Calais, a sole venticinque leghe da dove si trovavano le truppe del duca di Parma, gli spagnoli scoprirono che gli olandesi avevano bloccato la baia di Dunkerque: ragion per cui il duca non aveva modo di aggirare lo sbarramento olandese e unirsi alla flotta. Lord Howard, lammiraglio inglese, non si lasci sfuggire loccasione: la flotta nemica gli veniva offerta su un piatto dargento, ammucchiata e bloccata a Calais. I=attacc con i brulotti, le navi incendiarie.
La notte del 7 agosto gli spagnoli si videro venire incontro, a favore del vento e della marea, otto bastimenti in fiamme senza equipaggio. Due dei tanto temuti tizzoni dinferno furono sviati dalla loro rotta grazie a lunghi pali manovrati dalle
scialuppe, ma gli altri sei si infilarono tra i vascelli spagnoli sparando indiscriminatamente le loro salve e andando in fiamme, il che costrinse i capitani a tagliare i cavi dormeggio, abbandonare le ancore e scappare a vele spiegate, rompendo la formazione a mezzaluna che avevano mantenuto durante tutta la traversata. Gli inglesi attaccarono non appena videro che la flotta nemica perdeva il suo schieramento. Si scaten cos una battaglia cruenta, in seguito alla quale gli spagnoli furono sospinti dalla forza del vento fino a nord del canale della Manica. Tutti i tentativi che il duca di Medina Sidonia fece per tornare indietro e avvicinarsi abbastanza alle coste delle Fiandre vennero frustrati dalle condizioni atmosferiche. Nel frattempo gli inglesi, senza neanche opporre resistenza, si limitavano a sorvegliare un eventuale ritorno dei nemici.
Qualche giorno dopo lammiraglio spagnolo ordin di buttare a mare tutti gli animali a bordo delle navi. In condizioni precarie, con lacqua e i viveri andati a male a causa della pessima qualit dei barili fabbricati con reggette e doghe, con cui si erano dovuti sostituire quelli incendiati da Drake lanno prima, gli scafi ridotti a un mucchio di fasciame e la ciurma decimata dal tifo e dallo scorbuto, fece rotta verso la Spagna da nord, circumnavigando le ignote coste irlandesi.
Il 21 settembre la nave del duca di Medina Sidonia, completamente avvolta da tre grandi canapi perch non cadesse a pezzi, come se fosse un macabro regalo, con lammiraglio agonizzante nel suo alloggio, attraccava a Santander insieme a otto galeoni. Solo trentacinque vascelli dei centotrenta che formavano lInvincibile Armata riuscirono a fare ritorno approdando in diversi porti. Alcuni erano colati a picco durante la battaglia nel canale della Manica; altri, la maggior parte, erano stati persi lungo le coste irlandesi, dove i temporali si erano accaniti contro le navi sfasciate, disseminando naufraghi su tutta la costa ovest dellIrlanda. Molti altri ancora, per, erano dispersi. Alcuni giorni dopo, un corriere partiva per Cordova: limbarcazione su cui viaggiavano Alfonso e il figlio non era arrivata in porto.
A quella notizia, donna Lucia diede disposizione che tutti gli abitanti del palazzo, hidalgos, domestici e schiavi, Hernando compreso, partecipassero alle tre messe quotidiane che il
sacerdote aveva ordine di officiare nella cappella privata. Il resto del giorno il silenzio era interrotto solo dal mormorio dei rosari che dovevano recitare a tutte le ore gli hidalgos e la duchessa, riuniti in un salone in penombra. Venne disposto un rigoroso digiuno; si proibirono la lettura, le danze e la musica e nessuno os abbandonare il palazzo, se non per andare in chiesa o alle suppliche e alle processioni che, da quando si era saputo della disfatta della flotta e della mancanza di notizie su tante navi con i loro equipaggi, erano state organizzate in tutti gli angoli della Spagna.
Maria, Mater Gratiae, Mater Misericordiae...
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Tutti genuflessi dietro alla duchessa, recitavano un rosario dopo laltro. Hernando bisbigliava come un automa linterminabile cantilena, ma ai lati, davanti e dietro, sentiva le voci di quei cortigiani orgogliosi e alteri levarsi con vera devozione. Leggeva sui loro volti ansia e inquietudine: il loro futuro dipendeva dalla vita e dalla prodigalit di don Alfonso, e se quello moriva...
Non perdetevi danimo, cugina, disse un giorno don Sancho, allora di pranzo; la tavola era apparecchiata in modo sobrio, imbandita con pane nero e pesce, senza vino e nessuna delle altre apprezzate pietanze che di solito venivano servite a palazzo. Se vostro marito e il primogenito sono stati catturati sulle coste irlandesi, verranno trattati con il dovuto rispetto. Citi inglesi possono chiedere un cospicuo riscatto in cambio delle loro vite. Nessuno torcer loro un capello. Affidatevi a Dio. Saranno alloggiati corrie compete a gente di cotanto lignaggio, finch non verr pagato fl riscatto:  la legge dellonore, la legge della guerra.
Ma il barlume di speranza che si era acceso negli occhi della duchessa alle parole del vecchio hidalgo si trasform in pianto, man mano che nella penisola arrivavano cattive nuove. Sir William Fitzwilliam, a quel tempo capitano generale delle forze inglesi doccupazione in Irlanda, disponeva solo di settecentocinquanta uomini per proteggere lisola dagli autoctoni che lottavano per la libert, e dunque non era disposto a consentire lo sbarco di un cos grande numero di soldati nemici. Il suo ordine fu perentorio: arrestare e giustiziare immediatamente ogni spagnolo scoperto in territorio irlandese, indipendentemente 
dal suo grado o condizione, che fosse nobile, soldato, servitore o galeotto.
Le spie di Filippo Il e quei soldati che con laiuto dei signori irlandesi erano riusciti a fuggire attraverso la Scozia si dilungarono nella descrizione delle terrificanti stragi di spagnoli; gli inglesi, calpestando ogni piet e senso dellonore, uccidevano tutti, persino chi si arrendeva.
Allora Hernando, preoccupato per la sorte di colui che lo aveva trattato da amico, cominci a temere anche per il proprio futuro. I rapporti con la duchessa erano peggiorati ulteriormente negli ultimi tempi, dopo che era stata informata dei suoi amori con IsabeL Come don Sancho, nemmeno donna Lucia gli rivolgeva la parola; laltera gentildonna non lo degnava di unocchiata ed Hernando ormai sembrava essere solo un peso, imposto da qualcuno che non si sapeva se fosse vivo o morto. Forse in circostanze diverse non ci avrebbe nemmeno fatto caso: odiava lipocrisia di uno stile di vita tanto ozioso, ma il favore del duca, la sua biblioteca e le decine di libri a cui aveva accesso, cos come la possibilit di dedicarsi completamente alla causa della comunit moresca dopo lo strepitoso successo della scoperta della pergamena nella torre Turpiana, erano cose a cui non voleva n poteva rinunciare, per quanto sgradevole gli si rendesse il soggiorno nel palazzo del duca. Il Capitolo della cattedrale aveva incaricato di tradurre le pergamene proprio Luna e Castillo, e lui, Hernando, era finalmente riuscito a rendere debitamente aguzza la punta dei calami e a darle la giusta curvatura verso destra. Come se la sua mano fosse mossa da Dio, era riuscito a tracciare sulla carta le lettere pi meravigliose che avesse mai immaginato.
Nel settembre di quellanno, quando tutta la Spagna, compreso il suo re, piangeva la disfatta dellInvincibile Armata, un giovane ebreo di Tetuan provvisto di salvacondotti falsi che lo accreditavano come un mercante di Malaga di olio, giungeva a Cordova al seguito di una carovana a cui si era unito a Siviglia.
Dopo aver varcato la dogana della torre della Calahorra, mentre attraversava il ponte romano a piedi, al fianco di alcune mule, il ragazzo si fiss sulla grande costruzione che sinnalzava
proprio davanti a loro, al di l del ponte e della porta dingresso alla citt. Ricord le parole di suo padre.
Davanti al ponte troverai la grande moschea su cui i cristiani stanno costruendo la loro cattedrale, gli aveva spiegato prima che partisse, ripetendo le indicazioni di Fatima e parlandogli in castigliano per rinfrescargli quella lingua di cui si servivano solo nelle trattative con i cristiani che andavano in Berberia. E adesso era l! 
Il figlio di Efrain, che portava lo stesso nome del padre, rallent il passo davanti alla monumentale struttura che sinnalzava al di sopra del basso tetto della moschea, con. maestosi archi rampanti in attesa che venissero costruiti il ciborio e la cupola a coronamento del tempio.
Presso la facciata principale della cattedrale, sulla riva opposta del fiume, dove si erge il campanile, aveva proseguito suo padre, troverai una strada che scende fino a calle de los Deanes e che si interseca con unaltra detta calle de los Barberos, per cambiare di nome poco oltre e diventare calle de Almanzor...
La voce del vecchio ebreo aveva tremato.
Cosa avete, padre? aveva chiesto sollecito Efrain, allungando una mano per posarla sul braccio del vecchio.
La zona in cui devi andare, spieg dopo essersi schiarito la voce,  proprio lantica giudecca di Cordova, dalla quale i cristiani ci cacciarono nemmeno un secolo fa. La voce del vecchio era di nuovo tremolante. Fatima gli aveva spiegato dovera la casa a patio in cui vivevano e lui aveva ascoltato pazientemente la signora. Quante volte aveva udito la descrizione di quelle case per bocca del nonno! L ci sono le tue radici, figlio, respirale e portami un soffio di quellaria! 
La donna che lo accolse nella casa a patio non sapeva nulla di quellHernando Ruiz, cristiano nuovo di Juviles, a cui doveva consegnare la missiva che teneva nascosta sotto la camicia.
Questo  troppo, strepit quella senza tanti riguardi perch il ragazzo insisteva che l era vissuta una famiglia di moriscos. Nessun eretico ha mai messo piede in questa casa! gli grid, e chiuse la porta dellatrio.
Se per qualche motivo non lo trovassi, gli aveva spiegato il padre, dovrai andare alle scuderie reali. Secondo la signora, l otterrai di sicuro qualche informazione. Efrain chiese come arrivarci, fece la strada a ritroso, pass davanti allAlczar, sede del tribunale del SantUffizio, e giunse alle scuderie.
Non so di chi parli, gli rispose uno stalliere in cui si era imbattuto subito dopo il portone dingresso, ma se si tratta di un cristiano nuovo, chiedi nella fucina del maniscalco. Di sicuro jeronimo lo conosceva: lavora qui da molti anni.
Dopo aver varcato landrone e superato la fila di stalle, Efrain si ritrov nel maneggio principale, dove diversi cavallerizzi domavano i puledri. Il giovane ebreo si ferm brevemente. Comerano diversi quegli animali dai cavallini arabi della sua terra! Dallandrone, lo stalliere richiam la sua attenzione e gli ordin di proseguire sino alla fucina. Chiss perch quel Jeronimo doveva avere notizie di un cristiano nuovo? si chiese mentre andava a cercarlo. Trov la risposta nella pelle scura e nei lineamenti arabi del maniscalco. Luomo lo accolse con un sorriso che si spense non appena ud il motivo della visita.
Cosa vuoi da Hernando? tuon.
Efrain tentenn: perch era cos sospettoso? Tra le incudini, il forno acceso, gli attrezzi e le sbarre di ferro, il maniscalco si erse in tutta la sua statura, respirando affannosamente dal naso bitorzoluto.
Lo conosci? chiese il ragazzo con fermezza. Allora fu il maniscalco a tentennare. S, ammise alla fine.
Sai dove posso trovarlo?
jeronimo fece un passo verso il ragazzo. Perch?
Sono fatti miei. Ti sto solo chiedendo se sai dove posso trovare un certo Hernando. Se  cos e vuoi dirmelo, bene; altrimenti, non ho nessuna intenzione di darti noia, cercher da qualche altra parte.
Non so nulla di lui.
Grazie, lo salut Efrain, convinto che larabo gli stesse mentendo. Ma a che scopo?
Il maniscalco non voleva dargli lindirizzo di Hernando, ma forse era bene capire che intenzioni avesse il visitatore.
Ma so dove puoi trovare sua madre, aggiunse.
Il ragazzo si ferm. La signora vuole che la lettera sia consegnata a lui personalmente o a sua madre. Si chiama Aisha. Non devi darla a nessun altro, lo aveva avvisato il padre.
Ma cosha questa famiglia? si stava chiedendo Efrain mentre raggiungeva la porta della casa di Aisha, in un vicoletto angusto del quartiere di Santiago, dalla parte opposta della citt. Era evidente che jeronimo non aveva detto la verit, i suoi occhi neri lo tradivano. E quando chiese di Aisha ad alcune donne che trafficavano con vasi di fiori nel patio della casa, quelle lo guardarono sdegnate. Era un ragazzo robusto, magari non quanto il maniscalco, ma certamente pi del morisco accorso alla chiamata delle donne. Ed era stanco. Per giorni aveva camminato dal porto di Siviglia, dove era sbarcato da una nave portoghese salpata da Ceuta, e per un giorno intero aveva vagato da un punto allaltro della citt in cerca di un certo Hernando Ruiz o di sua madre, esponendosi al rischio di alterchi che potevano farlo arrestare o far scoprire le sue origini ebraiche e il salvacondotto da falso venditore di olio.
Perch cerchi Aisha? gli chiese il morisco con tono sprezzante.
Ne aveva abbastanza! Efrain lasci perdere la prudenza, saccigli e port la mano alla cintola, da cui spuntava lelsa della daga. Il morisco non pot fare a meno di seguire con gli occhi il movimento della mano del giovane ebreo.
Non  cosa che ti debba interessare, rispose. Vive qui? Laltro tentenn.Vive o non vive qui? sbott Efrain, pronto a sguainare la daga.
Viveva l. Anzi ci dormiva proprio, l nellandrone, dove si trovava in quel momento. Il ragazzo pos lo sguardo sulla coperta stropicciata che il morisco gli indicava con un cenno del mento. Per, a quellora, la donna non era ancora tornata dalla bottega del tessitore.
Lattese nel vicolo che portava verso la casa. Un momento dopo qualcuno gli indic la donna che veniva verso di lui a passo stracco, ingobbita, con gli occhi bassi e ampie vesti che le cascavano di dosso. Era la persona che cercava.
Aisha? chiese quando la donna gli pass accanto. Lei annu mostrandogli un paio di occhi tristi, cerchiati di viola. La pace sia con te, le augur Efrain. Quellatto di cortesia la prese alla sprovvista. Il giovane ebreo ebbe limpressione di avere davanti un animale indifeso e ferito. Ma cosavevano tutte quelle persone? Mi chiamo Efrain e vengo da Tetuan... le sussurr avvicinandosi.
Aisha reag con inusitata energia.
Zitto! lo ammon, mentre indicava linterno della casa, oltre landrone. Il ragazzo, voltandosi, scopr varie facce incuriosite.
Senza proferire parola, la donna si avvi al fiume. Efrain la segu cercando di tenere il suo passo lento.
Vengo... ripet quando furono abbastanza lontani, ma lei lo zitt di nuovo con un cenno della mano.
Giunsero sulla sponda del Guadalquivir attraverso puerta de Martos, davanti al mulino appartenente allordine di Calatrava. L, sulla riva, Aisha si decise a parlare.
Porti notizie di Fatima? chiese con un filo di voce.
S. Ho...
Cosa sai di mio figlio, di Shamir? lo interruppe lei, lasciandolo con la frase a met.
Efrain credette di cogliere un lampo di vita in quegli occhi spenti.
Sta bene. Prima di partire, suo padre gli aveva spiegato la situazione. Ma di lui so poco altro, chiar. Ti porto una lettera da parte della signora Fatima. E' indirizzata a tuo figlio, Hernando, ma  anche per te.
Il ragazzo rovist tra i suoi vestiti. Non so leggere, disse Aisha.
Lui rimase con la lettera a mezzaria.
Dalla a tuo figlio e che lo faccia lui, le consigli porgendogliela.
Aisha si lasci sfuggire un sorriso triste. Come faceva a dire a suo figlio che gli aveva mentito e che Fatima, Francisco e Ins erano vivi?
Leggila tu.
Efrain non sapeva cosa fare. A Hernando o a sua madre, ricord. In sottofondo si sentiva il rumore incessante delle pie
i re del mulino che macinavano il grano, mosse dalla corrente del Guadalquivir.
Va bene, acconsent e ruppe il sigillo di ceralacca.Amato marito, lesse quindi,la pace e la benedizione dellIndulgente, di colui che giudica con verit, siano con te...
Il sole stava per tramontare, disegnando i loro profili sulla sponda del fiume. Concentrato nella lettura, Efrain non vide il .sorriso di Aisha l dove Fatima riferiva della morte di Brahim, d dissanguato come un animale. Il giovane ebreo si dovette schiarire la voce pi volte mentre leggeva la descrizione dettagliata dellomicidio, scritta con la grafia, a lui tanto familiare, di suo padre.
E poi la lettera proseguiva:
Tuo figlio sta bene. E' diventato un uomo intelligente e si  fatto le ossa nella guerra di corsa contro i cristiani. Come sta tua madre? Confido che la forza e il coraggio con cui si  presa cura di me sostenendomi, le siano serviti per superare tutte le prove a cui Dio ci ha sottoposti. Dille che Shamir  un uomo adulto e, dopo la morte del suo orrendo padre,  anche ricco e potente. Tutti e due, forti e fieri, nel nome dellunico Dio, del vero, del Fortissimo e Saldissimo, di colui che dona la vita e la morte, solcano i mari lottando e arrecando danno ai cristiani, a coloro che sono stati la causa di tanti nostri mali. Ins cresce bene. Amato marito: non so cosa ti abbia detto tua madre del sequestro di tuo figlio, di lns e della tua schiava, perch questo io sono, ma immagino ti abbia raccontato che siamo morti, perch altrimenti sono convinta che saresti venuto a prenderci. I ragazzi non lo hanno mai saputo e hanno aspettato a lungo il tuo arrivo. Non sapevo se dirglielo, ma ho deciso che quella possibilit, quella speranza, li avrebbe aiutati ad affrontare un futuro crudele e difficile. Oggi  troppo tardi per farlo. Tu stesso potrai dirglielo e ti perdoneranno di certo, come spero tu perdonerai tua madre: sono stata io a chiederle di farlo, di impedirti di seguirci in questo covo di corsari dove Brahim ti aspettava con un esercito intero per ucciderti.
Efrain dovette interrompere la lettura di fronte ai singhiozzi di Aisha. Evit di guardare la donna, colpito da un dolore che lei non faceva niente per nascondere.
"Continua, lo incit con voce tremante. E lebreo lesse.
Hernando, abbiamo tante notti da recuperare. Tetuan  il nostro paradiso. Qui possiamo vivere liberi dai problemi e nella vera fede, senza nasconderci da niente e da nessuno. Per ignoro se tu abbia contratto un nuovo matrimonio. Non te ne faccio una colpa, sarebbe comprensibile. In questo caso vieni con la tua nuova moglie e i tuoi figli, se ne hai. Da buona musulmana, come sono certa che sar, lei capir e accetter la situazione. Porta con te anche Aisha: Shamir ha bisogno di lei. Noi tutti ne abbiamo bisogno! Che Dio guidi il latore di questa lettera, che ti trovi in buona salute e ti re statuisca ai miei abbracci e a quelli dei tuoi figli.
Aisha rimase in silenzio a lungo, con lo sguardo perso nelle acque ormai quasi nere del Guadalquivir.
La lettera finisce cos, concluse Efrain per rompere il silenzio.
Aspetta una risposta? chiese Aisha prendendolo di petto. S. Il ragazzo ebbe un attimo di esitazione davanti a un
simile atteggiamento. Cos mi han detto.Nemmeno di scrivere sono capace... Tuo figlio...
Mio figlio non scrive pi in arabo! ribatt Aisha, con tono rancoroso.Tieni bene a mente ci che sto per dirti e trasmettilo a Fatima: luomo che ha amato non esiste pi. Hernando ha abbandonato la vera fede e tradito il suo popolo; nessuno dei nostri ha per lui una parola buona o un segno di stima. Il suo sangue nazareno ha avuto la meglio. Nelle Alpujarras ha aiutato i cristiani e, di nascosto, ha salvato la miserabile vita di alcuni di loro. Ora abita nel palazzo di un nobile cordovese, uno di quelli che hanno ucciso tanti dei nostri, come se fosse uno di loro, e vive nellozio. Anzich copiare esemplari del Corano o le profezie, lavora per il vescovo di Granada magnificando 
i martiri cristiani delle Alpujarras, quelli che rubavano le nostre cose, che ci sputavano addosso... che ci oltraggiavano.
Aisha tacque. Efrain vide che tremava e che le lacrime lottavano di nuovo per spuntare in quei suoi occhi stravolti dalla rabbia e tristi.
Hernando non  pi mio figlio e non  degno n di te n dei miei nipoti, mormor.Te lo dice Aisha, colei che lha concepito dopo essere stata violentata, che lo ha portato in grembo e partorito nel dolore... tutto il dolore del mondo. Fai i tua, mia cara Fatima, che la pace sia con te e con i tuoi. Poi strapp di mano al giovane la lettera, la ridusse in mille pezzi, si avvicin al fiume e li butt nellacqua.Hai capito?domand dando le spalle al ragazzo.
S, A Efrain cost fatica pronunciare quel semplice naonosillabo. Inghiott la poca saliva che gli restava in bocca. E tu cosa farai? La lettera diceva...
Ormai le forze mi hanno abbandonata. Dio non pu pretendere che affronti un viaggio tanto lungo. Torna nella tua terra e trasmetti il mio messaggio a Fatima. Che Dio sia con te.
Quindi, senza nemmeno guardarlo, si volt e si allontan, a passo lento, facendo a ritroso la stessa strada che un giorno aveva percorso con Hernando, vicino al fiume che aveva inghiottito Hamid.
Diversi giorni prima del 18 ottobre, festa di San Luca, per tutta Cordova vennero affissi cartelli in cui si annunciava la grande processione di supplica per il ritorno delle navi della flotta di cui ancora non si aveva notizia. Allappello ne mancavano settanta. Contemporaneamente, nei crocevia pi frequentati gli araldi del consiglio cittadino lessero leditto con il quale si convocavano tutti gli abitanti della citt a partecipare alla processione, dopo essersi confessati e aver fatto la comunione, ciascuno con la sua croce, flagello o candela. La comitiva doveva uscire dalla porta della cattedrale unora dopo il mezzogiorno, il che indusse i cordovesi a dedicare la mattinata a confessarsi e comunicarsi come se fosse gioved santo.
Nel palazzo del duca di Monterreal, donna Lucia, le sue figlie e il bambino erano gi pronti, vestiti rigorosamente di nero, 
ciascuno con un cero in mano. Gli hidalgos ed Hernando, anchessi in gramaglie, si erano procurati delle fiaccole per seguire la processione e cominciarono a radunarsi nel salone, in attesa del rintocco di tutte le campane della citt. Il vescovo aveva ordinato che suonassero anche quelle dei conventi e degli eremi della sierra e di altre localit vicine. Una macilenta donna Lucia, seduta vicino ai suoi figli, pregava sottovoce e intanto sgranava il rosario; gli altri erano tutti intenti nellattesa. Fu allora che comparve don Esteban, scalzo, nudo dalla vita in su, con indosso solo un paio di calzoni e una grande croce di legno sulla spalla sana. Si avvicin alla duchessa, salutandola con un lieve cenno del capo. Il vecchio sergente invalido mostrava ancora un torso robusto, solcato da numerose cicatrici, alcune erano semplici linee pi o meno spesse e mal rimarginate; altre, come quella che partiva dalla spalla destra, erano veri e propri solchi che gli attraversavano la schiena. Donna Lucia ricambi il saluto del sergente, con le labbra sottili tirate e gli occhi improvvisamente lucidi. Subito uno degli hidalgos usc dalla stanza in cerca di unaltra croce da portare in processione. Gli altri si guardarono in faccia e poi ne seguirono lesempio.
Ora, raccomandandoti a Dio, puoi salvare unaltra volta la vita di don Alfonso. Dopo tanto tempo don Sancho rivolgeva la parola a Hernando. O non ti importa che muoia?
Voleva che il duca morisse? No. Ricord i giorni passati nella tenda di Barrax e la loro fuga. Era cristiano, ma era un suo amico; forse lunico su cui poteva contare in tutta Cordova. E poi non era forse lui, Hernando, a sostenere lesistenza di un unico Dio, il Dio di Abramo? Segu lhidalgo deciso a far penitenza per don Alfonso. Di fronte a quello, il resto aveva ancora importanza? I suoi fratelli nella fede erano convinti del suo tradimento, niente di ci che faceva poteva accrescere il disprezzo che gi provavano per lui.
Dove troviamo adesso una croce di legno? sent che chiedeva un hidalgo. Non abbiamo tempo per...
Servono spade, sbarre di ferro o semplici assi da legarci dietro la schiena, con le braccia spalancate. La croce sar formata dalle nostre braccia, gli spieg un altro l a fianco.
O qualcosa per la mortificazione delle carni: un flagello o un cilicio.
Le spade, nel palazzo del duca, non mancavano di certo. Ma Hernando ricord la grande e antica croce di legno appesa in un angolo delle scuderie. Come gli aveva spiegato lo stalliere, il duca aveva deciso di trasferire il magnifico Cristo in bronzo che campeggiava sullaltare della cappella di palazzo su una croce intagliata in prezioso mogano portato dallisola di Cuba e la vecchia croce, senza pi la statua, era stata relegata nelle stalle.
Era un giorno di sole, ma freddo. Al rintocco di tutte le campane della citt e dei vicini villaggi, la grande processione supplicatoria part dalla cattedrale di Cordova passando da puerta de Santa Catalina: laggir, diretta al fiume, e sfil sotto il ponte tra larcivescovado e la chiesa fino a raggiungere il palazzo del vescovo, dove il prelato la benedisse dal balcone. Alla testa. della processione cerano il corregidor della citt e il decano della cattedrale, seguivano i cavalieri ventiquattro e i consiglieri del municipio con i loro vessilli. Dietro di loro, con i membri del Capitolo della cattedrale, sacerdoti e beneficiati, sfilava il Santo Cristo del Punto su una portantina; i frati dei numerosi conventi della citt portavano sulle spalle i piedistalli su cui erano issate le statue delle loro chiese, alcune al riparo di un baldacchino. Erano oltre duemila persone con ceri o fiaccole accese in mano, donna Lucia e i figli in testa, consolati dai nobili che si erano fatti posto al fianco della famiglia del duca.
E, dietro a loro tutti, la processione aveva radunato un migliaio di penitenti. Con la sua croce sulle spalle, Hernando li osserv mentre aspettavano di mettersi in marcia. Come lui, erano per lo pi scalzi e a petto nudo. Intorno vide altri uomini con le croci sulle spalle. Altri ancora avevano le braccia legate a croce su spade o sbarre di ferro. Cerano penitenti con cilici alla vita o alle cosce, uomini con il petto avvolto in rovi e ortiche, o con funi intorno alla gola trascinati da un altro penitente. Il brusio delle loro preghiere gli echeggiava nelle orecchie ed Hernando sent un allarmante vuoto interiore. Cosavrebbero pensato i moriscos vedendolo? Forse nella calca non lo avrebbero riconosciuto e, in ogni caso, aveva ancora importanza?
La processione, con la gente che si buttava in ginocchio al suo passaggio, percorse il tragitto previsto lungo le strade della citt fermandosi ovunque vi fosse una chiesa o un convento.
Quando passava per un edificio abbastanza grande dedicato al culto, vi entrava accompagnata dal salmodiare del coro. La fila era talmente lunga che la testa della processione precedeva di qualche ora il passaggio dei penitenti. Nelle chiesette pi piccole era accolta dalla comunit religiosa, che usciva in strada con le immagini sacre e intonava miserere dalle porte; le monache lo facevano nascoste dietro le grate dei conventi.
Dopo un tempo lunghissimo del resto la marcia, per rispettare leditto, doveva durare fino allimbrunire -, Hernando cominci a sentire che il peso della croce sulla sua schiena aumentava in modo insopportabile. Perch non si era semplicemente legato le braccia a croce come gli altri hidalgos? E poi, che diavolo ci faceva l, a scorticarsi i piedi pestando pozze di fango e sangue, pregando e cantando miserere? Il vecchio sergente della fanteria, davanti a lui, si serviva dellunico braccio buono ma sincagli quando lestremit della croce che trascinava si infil in una buca della strada. Anche se tirava la croce, don Esteban non riusciva a estrarla; i penitenti lo superarono, ma quelli che trasportavano le croci non riuscirono a farlo e furono costretti a fermarsi. Un ragazzo che assisteva alla processione usc dalla folla degli spettatori e sollev lestremit della croce. Il sergente si volt verso di lui e lo ringrazi con un sorriso. La processione riprese, con la croce portata a spalla da entrambi. Dovranno aiutare anche me, pensava preoccupato Hernando, mentre riprendeva la marcia trascinandosi dietro il pesante legno. E aveva davanti ancora tutta la sera! 
Dio ti salvi, Maria, piena di grazia, il Signore  con te... recit insieme agli altri.
Avemarie, padrenostri, credo, osanna... il brusio delle orazioni era incessante. Cosa ci faceva lui l? Salmi, miserere. Migliaia di candele, ceri e fiaccole. Incenso. Benedizioni. Santi e immagini sacre ovunque. Uomini e donne genuflessi al loro passaggio, alcuni che gridavano e supplicavano con le braccia levate al cielo in estasi mistica. Flagellanti con la schiena insanguinata, tuttattorno. Improvvisamente si sent fuori posto... Lui era musulmano! 
Se i pii fedeli di Cordova erano stati convocati tramite editti e :u-aldi, alla comunit moresca and diversamente. Giorni prima della festa di San Luca, parroci, cristiani e vicari, guardie e agenti di giustizia misero mano ai censimenti dei cristiani nuovi e, casa per casa, ingiunsero loro di partecipare alla processione. Come se fosse domenica, il giorno di San Luca, alle prime luci dellalba, con i censimenti alla mano s appostarono sul sagrato delle chiese per controllare che nessuno saltasse confessione e comunione. Nessuno poteva rimanere a casa; tutti dovevano recarsi ad assistere alla processione e pregare per il ritorno delle navi dellInvincibile Armata che ancora non avevano attraccato in porto. Tutta la Spagna pregava, come un sol uomo, per il loro ritorno! 
Cosa aspetti, veccha? Il panettiere moresco scroll Aisha, che se ne stava rincantucciata nellandrone.
Furono molti gli uomini che, mentre uscivano di casa per andare a confessarsi e comunicarsi, la spinsero ad alzarsi dal pavimento, ma lei non diede retta a nessuno. Cosa gliene importava delle schifose barche di un re cristiano! Lultimo a uscire, il vecchio panettiere, non avrebbe permesso che la donna restasse l.
E' una processione di nazareni, le url vedendo che Aisha si avvolgeva nella coperta, sul pavimento. La tua e di tuo figlio! Le guardie controlleranno che tutti vadano alla processione. Vuoi forse che la malasorte colpisca questa casa e noi tutti? Alzati! 
Altri due moriscos che abitavano l e che erano gi per via tornarono sui loro passi.
Cosa sta succedendo? domand uno dei due.
Non vuole alzarsi.
Se non va a confessarsi, gli sgherri verranno a controllare e sospetteranno di questa casa. Li avremo addosso tutti i giorni dellanno.
E' quel che le ho detto, aggiunse il panettiere.
Senti, nazarena, disse laltro, accovacciandosi vicino ad Aisha, o vieni con le buone o ti ci porteremo con le cattive.
La donna raggiunse la chiesa parrocchiale di Santiago incespicando tra due giovani moriscos, che la trascinavano per le ascelle senza troppi riguardi. Il sacrestano cass il suo nome
sulla porta della chiesa, dopo essersi fatto da parte e averla guardata con apprensione.
E' malata, si giustificarono i due uomini.
A confessarsi, per, non potevano costringerla e tanto meno osarono portarla vicino allaltare a mangiare la torta, ma tale era laffluenza di fedeli in chiesa, tale la confusione e le code al confessionale, che nessuno ci fece caso. Gli sgherri si accontentarono di averla vista entrare in chiesa. Da l, sotto lo sguardo vigile di un sorvegliante, i moriscos si piazzarono in calle del Sol, tra la parrocchia e il vicino convento di Santa Cruz, in attesa del passaggio della processione. Aisha stava tra loro, rattrappita, indifferente al mondo. Dovettero restare in strada molte ore, dal rintocco delle campane al momento in cui la processione, ormai di ritorno verso la cattedrale, attravers il quartiere, costeggiando le mura orientali.
Aisha non parl con nessuno. Erano giorni che non lo faceva: n nella seteria, dove sopportava in silenzio, con lo sguardo perso, i rimproveri di mastro Juan Marco per i fili di seta mal incannellati, con i colori o le misure mischiati. Lavorava pensando a Fatima e a Shamir. Fatima ce laveva fatta! Aveva patito anni di umiliazioni, ma aveva sopportato in silenzio, e la sua forza di volont, la sua costanza le avevano permesso di vendicarsi in un modo che lei non si sarebbe mai immaginata. Un paradiso! ricord che diceva la lettera. Viveva in un paradiso. E lei, cosa aveva fatto lei in tutta la sua vita? Vecchia, malata e sola. Guard i vicini che la circondavano come se volessero nasconderla alla vista. Mangiavano. Mangiavano pane di mais, e torte, e dolci di mandorla, e frittelle che si erano procurati. Nessuno gliene offr un pezzetto, del resto non sarebbe nemmeno riuscita a mangiarlo. Aveva perso i denti e i capelli le cadevano dalla testa in ciocche scomposte; doveva sbriciolare il pane raffermo che le lasciavano tutte le sere. Quale enorme peccato aveva mai commesso, perch Allah la punisse in quel modo? Hernando tradiva i musulmani e Shamir viveva lontano, in Berberia. I suoi altri figli... erano stati uccisi o venduti come schiavi. Perch, Dio? Perch non la chiamava definitivamente a s? Voleva morire! Lo invocava ogni notte prima di sdraiarsi sul duro e freddo pavimento dellandrone, ma lui non veniva. Allah non si decideva a liberarla dalle sue sventure.
Le facevano male le gambe, quando il Cristo del Punto le pass davanti. I moriscos si inginocchiarono. Qualcuno la tir per la gonna, perch facesse lo stesso, ma lei fu incrollabile e rimase in piedi, muta, senza pregare, rattrappita come una vecchia tra gli uomini genuflessi. Solo dopo un bel po arrivarono i penitenti. Dopo aver attraversato la citt, erano molti quelli che cedevano sotto il peso delle croci e la gente doveva accorrere in loro aiuto. Non era il caso di Hernando, ma il sergente che procedeva vicino a lui aveva gi mollato la sua croce dopo aver oltrepassato la Corredera e camminava nel gruppo dei penitenti a capo chino e abbattuto, liberato dal peso che si erano accollati due giovani. I flagellanti avevano ormai tutto il corpo insanguinato; i ferventi cristiani che assistevano alla processione erano vinti dalla commozione davanti a quella dimostrazione di passione e si univano alle grida, alle urla di dolore che sfuggivano di bocca ai penitenti. Le suore di Santa Cruz intonarono il Miserere, a voce alta per farsi sentire nel frastuono, infondendo coraggio a quel migliaio di uomini martoriati.
Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam. Il lugubre salmo risuon in calle del Sol.
Aisha seguiva senza interesse il passaggio di quei disgraziati quando tra loro, trascinandosi dietro una croce gigantesca, con la schiena coperta del sangue che colava dalle ferite provocate dallo sfregamento del legno sulla spalla nuda, e il viso congestionato, vide suo figlio. Strascicava i piedi insieme agli altri penitenti: le ricord uno dei tanti Cristi delle chiese e delle cappelle nei crocevia delle strade di Cordova.
No! grid, stringendo le mani a uncino. Il panettiere si gir e not che le vene di solito esangui del collo di Aisha, ora, sotto il mento, erano gonfie. I suoi occhi sprizzavano odio. No! ripet. Un secondo morisco si volt verso di lei. Un terzo cerc di zittirla, ma cos facendo attir lattenzione di una guardia armata; la donna, per, lo colse di sorpresa e si liber di lui con tutta la forza della sua rabbia.Allah  grande, figlio! grid allora. La guardia stava gi dirigendosi verso di lei.
Et secundum multitudinem miserationum tuarum, dele iniquitatem meam, gemevano le suore di Santa Cruz.
I moriscos si allontanarono da Aisha.
Ascolta, Hernando! Fatima  viva! I tuoi figli anche! Torna
dalla tua gente! Non c altro Dio allinfuori di Allah, e Maometto  il suo prof...
Non riusc a concludere la professione di fede. La guardia le fu addosso e la zitt con un manrovescio che le fece saltare un paio di denti.
Hernando, stremato, ebbro di dolore, in quella geremiade, ripeteva mentalmente i salmi lamentosi che ascoltava da un giorno intero: Amplius lava me ab iniquitate mea. E si trascinava dietro la croce, concentrato solamente sui suoi pesanti bracci, Non not il tumulto tra i moriscos. Non gir nemmeno la testa verso la confusione creatasi intorno a sua madre.
...
.
...
55.
...
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...
Alla fine di ottobre Filippo secondo ringrazi pubblicamente tutti i vescovi del regno per aver ordinato le processioni di supplica, ma nel contempo li esort a interromperle; essendo ormai trascorsi due mesi e mezzo dal giorno in cui la flotta spagnola si era avventurata nelle acque dellAtlantico, riteneva impossibile che altre imbarcazioni potessero fare ritorno. Qualche tempo dopo, il sovrano scrisse di suo pugno una lettera accorata diretta alla moglie del duca di Monterreal, grande di Spagna, dove le comunicava la morte di don Alfonso di Cordova e del loro primogenito per mano degli inglesi: la loro nave era naufragata al largo delle coste dIrlanda.
Due marinai, che con laiuto dei ribelli irlandesi erano sfuggiti alla strage, rifugiandosi prima in Scozia e poi nelle Fiandre, avevano riportato la notizia dellassassinio del duca e di suo figlio, e non cera motivo di metterne in dubbio la ricostruzione dei fatti. Stando alla loro testimonianza, il duca e i suoi uomini avevano raggiunto a nuoto il litorale e, mentre vagavano per le terre dIrlanda, erano stati catturati da una brigata dellesercito inglese. Incuranti dellautorit di don Alfonso, che pure di fronte allufficiale inglese locale, lo sceriffo, aveva cercato di far valere la propria condizione di nobile, gli inglesi avevano costretto gli spagnoli a spogliarsi per impiccarli poi su una collina al pari di volgari delinquenti.
Il mattino in cui don Silvestre, il segretario di palazzo, lesse pubblicamente la missiva del re al cospetto di tutti gli hidalgos, dopo averlo fatto privatamente davanti a donna Lucia, Hernando non cera. Da due giorni, infatti, trascorreva il suo tempo nellAlczar, in attesa di essere ricevuto dal procuratore, dal notaio o dallinquisitore in persona, cui aveva chiesto insistentemente udienza. Cerano voluti pi di dieci giorni perch scoprisse che lInquisizione aveva arrestato sua madre: lo era venuto a sapere grazie a Juan Marco, il mastro tessitore. Visto che
Aisha non si era pi presentata a lavorare in bottega, costui aveva rispedito indietro il denaro che ogni mese il morisco gli faceva arrivare.
Lapprendista che gli aveva consegnato i soldi non era che un ragazzino, ma davanti ai vari servitori di palazzo era sbottato con rabbia:Al passaggio dei penitenti, durante la processione, tua madre ha invocato il Dio degli infedeli. A Hernando erano sfuggite di mano le monete, che cadendo a terra avevano prodotto un suono funesto. Aveva sentito cedergli le gambe. Doveva averlo visto portare la croce, era lunica spiegazione plausibile. E' una sacrilega! aveva affermato il ragazzino, quando le monete avevano smesso di tintinnare.
Uno dei servi, unendosi alle parole del ragazzo, aveva rincarato la dose: Meriterebbe la pena pi dura che il Santo Uffizio le possa infliggere: nemmeno il rogo  un castigo sufficiente per chi si permette di bestemmiare di fronte a una processione sacra.
DallInquisizione Hernando riusc a ottenere solo che accettassero dei soldi da destinare allalimentazione di Aisha. Poteva forse immaginare che lei aveva deciso di non mangiare, rifiutando le scarse e ripugnanti razioni di cibo che i carcerieri le gettavano in cella?
Don Esteban fu il primo a cadere in ginocchio quando il segretario concluse la lettura della missiva reale. Don Sancho cominci a farsi ripetutamente il segno della croce mentre gli altri hidalgos preferirono prostrarsi, imitando il vecchio sergente dei tercios. Un confuso mormorio di preghiere invase la stanza, finch la potente voce del cappellano non riusc a sovrastarlo:Come poteva Cristo ascoltare le nostre suppliche, se mentre noi ne invocavamo lintercessione, la madre di colui che don Alfonso ha beneficiato dei suoi favori e della sua amicizia stava invocando il falso dio dei musulmani?
Donna Lucia, che fino a quel momento era rimasta immobile, sprofondata dentro una poltrona, alz il volto. Il mento le tremava.
Che utilit pu avere una processione di supplica in cui si commette sacrilegio?
La duchessa mosse gli occhi rossi di pianto verso lhidalgo
che aveva appena pronunciato quelle parole. Non appena diede mostra di 
condividerle, un altro dei presenti volle dire la sua
ai danni di Hernando: Madre e figlio avevano organizzato
tutto! Lho visto io, il morisco, mentre faceva un segnale... Bastarono queste parole perch lintera corte di nobili oziosi
cominciasse a infierire su Hernando.
Blasfemo! 
Dio si  offeso! 
Per questo ci ha negato la sua grazia! 
Donna Lucia serr gli occhi, ora ridotti a due fessure sottili.
Mai e poi mai avrebbe permesso che il figlio di uneretica che
aveva oltraggiato una processione di supplica continuasse a vivere 
nel suo palazzo, godendo dei favori di chi ormai non poteva pi concederglieli! 
Quella stessa notte Hernando, che ignorava la notizia della
morte di don Alfonso, torn a palazzo avvilito, dopo aver atteso 
invano per tutto il giorno che qualcuno al tribunale dellInquisizione 
gli desse retta. Il segretario lo affront sulla soglia delledificio.
Domani mattina, gli annunci don Silvestre, dovrai lasciare 
questa casa, cos ha ordinato la duchessa. Non sei degno
di vivere sotto questo tetto. Sua eccellenza, il duca di Monterreal, 
e suo figlio sono morti mentre difendevano la causa del
cattolicesimo.
Il cigolio delle catene che gli stringevano le caviglie, quando
era prigioniero in prossimit di un fiumiciattolo sulle Alpujarras, 
risuon di nuovo nella sua testa; su quelle catene don Alfonso, ferito, 
aveva scaricato la propria spada toledana. Hernando socchiuse le palpebre. 
Con la sua morte, il duca tornava
a liberarlo da una schiavit alla quale lui non aveva osato porre
fine.
Porgete alla duchessa le mie condoglianze, disse.
Non mi pare opportuno, obiett acidamente il segretario. Be, vi sbagliate, replic Hernando. Sono probabilmente
le uniche condoglianze sincere che ricever in questa casa. Cosa vuoi insinuare?
Il morisco mosse laria con un gesto della mano. Cos che posso portarmi via? domand.
Le tue cose. La duchessa non vuole vederle. Il cavallo...
Il cavallo e i finimenti sono miei, non ho bisogno di alcun permesso per portarmeli via, rispose con fermezza. Quanto ai miei scritti...
Quali scritti? domand il segretario, sarcastico. Hernando sospir infastidito. Volevano umiliarlo fino in fondo?
Sapete perfettamente di cosa sto parlando, rispose. Quelli che mi ha commissionato larcivescovo di Granada. Daccordo. Sono tuoi.
La morte di don Alfonso lo addolorava e arriv a sperare in un suo imminente ritorno. Nei confronti del duca, che tanto aveva fatto per lui, nutriva una stima sincera e sapeva che in una circostanza come quella avrebbe potuto contare sul suo aiuto, chiedendogli di intercedere presso lInquisizione a favore di sua madre. Per essere ricevuto aveva menzionato il suo nome centinaia di volte, ma al Santo Uffizio sembravano importare ben poco i legami con i nobili o i grandi di Spagna. Nessuno, chiunque egli fosse, poteva imporsi sullInquisizione o fare pressione sui suoi membri! Hernando si avvi di corsa verso il minareto in cui aveva nascosto il vangelo di Barnaba e gli altri suoi segreti. Era certo che Silvestre avrebbe rovistato tra le sue cose non appena avesse lasciato il palazzo, cos decise di portarsi via ben poco. Tir fuori la mano di Fatima e la strinse per qualche istante sul palmo, cercando di ricordare come luccicasse sul collo di sua moglie e vicino ai suoi seni, accompagnandone i movimenti. Con la morte di Fatima, pens, il gioiello aveva perso splendore, proprio come la sua vita. Per quanto riguardava i libri e gli scritti, prese una rapida decisione: si sarebbe portato via solo la copia in arabo del vangelo di Barnaba; tutto il resto lavrebbe distrutto, compresa la trascrizione del vangelo che aveva portato a termine. Il trattato di calligrafia di ibn Muqla avrebbe subito la stessa sorte. Non poteva rischiare che glielo trovassero addosso, e poi lo conosceva a memoria: limmagine delle lettere e le loro proporzioni gli apparivano dinanzi agli occhi non appena avvicinava il calamo alla carta.
Quando, infine, torn nelle sue stanze e apr la cassapanca per prendere la borsa dentro la quale custodiva i suoi risparmi, non la trov. Rovist tra le poche cose che possedeva: glielavevano 
rubata. Maledetti cristiani! mormor. Non ci avevano pensato due volte a derubarlo, come nelle Alpujarras. Poteva contare solo sui pochi soldi che aveva con s.
Maledicendosi per non aver messo al sicuro i propri risparmi, prepar un fagotto con le sue cose e nascose le pergamene del vangelo in mezzo agli scritti sul martirologio, di modo che passassero inosservate. Pos lopaca mano di Fatima sopra il fagotto, se la sarebbe nascosta addosso. Infine si lav per prepararsi alla preghiera e, concluse le orazioni, rimase immobile al centro della stanza: quale futuro lo aspettava?
Ho bisogno di soldi.
Alle parole di Hernando, Pablo Coca non si scompose. La bisca era vuota; una schiava nera stava mettendo ordine e facendo le pulizie dopo una notte di gioco.
E chi non ne ha bisogno, amico mio? gli rispose. Raccontami cos successo...
Hernando ripens al ragazzo che storceva tutta la faccia nellintento di muovere il lobo dellorecchio come faceva Mariscal, decise che poteva confidare in lui e gli raccont tutto. Evit tuttavia di spiegargli in che modo, quella mattina, fosse riuscito a beffare lispezione di Silvestre.
E quella roba l? gli aveva chiesto il segretario di palazzo indicando le carte che Hernando teneva nella mano destra, in bella vista. Silvestre, trattandolo come un volgare ladruncolo davanti ai servi che si avvicendavano nel cortile sul quale si affacciavano le scuderie, aveva appena finito di ispezionare il fagotto.
E' il mio rendiconto per il Capitolo della cattedrale di Granada.
Il segretario aveva fatto un gesto, come a imporgli di consegnarlo. Hernando si era limitato ad avvicinargli le carte, senza srotolarle.
Sono confidenziali, Silvestre, aveva addotto, permettendogli per di dare unocchiata al contenuto della prima pagina, nella quale ricostruiva la strage di Cuxurio. Come ti ho detto, sono informazioni confidenziali dirette alla Chiesa di Granada, 
aveva insistito allora, rinfacciandogli apertamente la sua curiosit. Se dovesse saperlo larcivescovo...
Daccordo! si era arreso il segretario.
E adesso pensi forse di spogliarmi?aveva ironizzato Hernando pensando alla mano di Fatima, che portava nascosta nei pantaloni.Ti piacerebbe, eh? laveva provocato, allungando le braccia in segno di resa. Silvestre era arrossito. Non c niente di cui ti debba preoccupare, in questo palazzo ci sono arrivato povero, e povero lo lascio. Poi aveva rivolto un sorriso cinico al segretario: era stato lui a derubarlo? Sono solo un miserabile, come dite voi.
Lo stalliere si rifiut di imbrigliare Volador, caricando il suo rifiuto di tutto il rancore che aveva accumulato nel corso di quegli anni, quando si era visto obbligato a servire un morisco. Fu Hernando a bardarlo, anche se dovette sbrigliarlo poco dopo, nella locanda del Potro, dove cerc alloggio. La prefer a tutte le locande presenti nella piazza e nei dintorni, perch il locandiere non lo conosceva. La presenza di Volador, che recava in bella mostra la marchiatura delle scuderie reali ed era grande il doppio di uno qualunque dei muli o degli asini che riposavano nel cortile della locanda, come pure labbigliamento distinto che indossava fecero s che gli venisse assegnata la migliore delle stanze della pensione, per lui solo. Era ammobiliata con un letto, due sedie e un tavolo. Anticip il pagamento dellalloggio come avrebbe fatto un uomo ricco, ma nel prendere i soldi dalla borsa saccorse che gli restava giusto qualche moneta da due reali. poi, su dei fogli bianchi che aveva portato via con s dal palazzo, scrisse una lettera a don Pedro di Granada Venegas spiegandogli la sua situazione e quella della madre, e chiedendo il suo aiuto. Avrebbe potuto fare ben poco per loro, per la causa dei moriscos, spiegava, se fosse caduto in miseria. Proprio nella locanda del Potro incontr un mulattiere diretto a Granada, e fu cos che non gli rest neanche uno spicciolo.
Ho dato parecchi soldi, concluse rivolto a Pablo Coca, anche al carceriere dellInquisizione, perch dia da mangiare a mia madre e se ne prenda cura. Il resto...
Stanotte qualcosa potrai guadagnare, cerc di incoraggiarlo il biscazziere. Hernando mostr unespressione contrariata. 
Ti basteranno per tirare avanti insist Pablo, almeno per pagare la locanda.
Piccionaio, intendiamoci: io ho bisogno di un mucchio di soldi! precis il morisco, ricorrendo al soprannome di quando si erano conosciuti in giovent. AllAlczar devo comprare il favore di diversi collaboratori.
Il denaro non ti servir a niente, con lInquisizione, qualunque sia la cifra. Ti ricordo che quando avevano condannato le streghe, ai tempi delle Camachas, avevano arrestato anche don Alonso di Aguilar, della casata de Priego. Un Aguilar! Ma finch il problema non venne chiarito, il nobile non fu liberato: nessuna cifra pu corrompere il Santo Uffizio. Non si ferma neanche davanti ai vescovi...
Ma mia madre  solo una vecchia morisca senza nessuna importanza, Pablo.
Coca medit per qualche istante, giocherellando con un dito sul bordo della coppa. Erano seduti a un tavolo, davanti a una brocca di vino che la schiava nera aveva servito loro.
Spesso mi chiedono di organizzare delle partite importanti, afferm come se diffidasse di quelle richieste. Hernando pos la coppa che stava per portare alla bocca. Non mi piace farlo. A volte cedo e accetto ma... a partite come quelle accorrono nobili, notai, funzionari di giustizia, consiglieri, giovani altezzosi e superbi, rampolli di famiglie importanti, persino sacerdoti! Sono partite proibite che muovono molto denaro e molto in fretta, niente a che vedere con il salasso lento delle bische. E quelli che vi partecipano sono tutti una massa di imbroglioni, n pi n meno dei disgraziati che vengono qui nella mia casa da gioco, ma non ci pensano due volte a sguainare la spada se rinfacci loro qualche imbroglio o qualche trucco ingenuo. Come se lonore di cui fanno tanto sfoggio bastasse a giustificare un mazzo truccato.
Perch si rivolgono a te?
Hanno bisogno dellaiuto di un biscazziere per due ragioni. Innanzitutto, perch non vogliono umiliarsi andando in una casa da gioco, ma soprattutto perch, come ben sai, tutte le partite, salvo quelle di chi gioca per guadagnarsi da mangiare o che scommette una posta inferiore a due reali, sono proibite. Fino a qualche anno fa, chiunque avesse perso soldi nel corso
di una partita clandestina aveva otto giorni di tempo per reclamare la restituzione di quanto aveva perduto. Adesso non si pu pi, quel che  perso  perso, ma se qualcuno denuncia una partita illegale, tutti i partecipanti devono scontare una pena in carcere; non solo, quelli che ci hanno guadagnato devono pagare una multa pari alla cifra che si sono intascati, e sganciare lo stesso ammontare perch se lo spartiscano il re, il giudice e colui che sporge denuncia. E' l che entriamo in gioco noi, i biscazzieri: tutti coloro che siedono a un tavolo clandestino, o sanno che qualcuno sta giocando una partita simile, sanno anche che se dovessero sporgere denuncia la loro vita non varrebbe una blanca. Qualunque biscazziere, che sia di Cordova, di Siviglia, di Toledo o di qualsiasi altra citt da cui dovesse fuggire il denunciante, eseguir tale sentenza anche se non  stato lui a organizzare la partita. E' la nostra legge e abbiamo i mezzi per farla rispettare, questo  certo... anche perch  risaputo che il vero giocatore prima o poi si ripresenta al tavolo da gioco.
Capisco, afferm Hernando dopo aver meditato per qualche istante sulle parole di Pablo, ma non ti piacerebbe approfittare di unoccasione del genere?
Coca sorrise.
Ovvio! Ma se ci scoprono mi gioco la bisca, perch noi biscazzieri corriamo un rischio in pi: anche ammettendo che non venga sporta nessuna denuncia, uno sgherro rancoroso che magari in quella partita ha perso dei soldi potrebbe rendermi la vita impossibile, un cavaliere ventiquattro risentito potrebbe rovinarmi. Essere il proprietario di una casa da gioco comporta una pena di due anni desilio, e se scoprono che nella tua bisca si gioca ai dadi la pena  la confisca di tutti i beni, pi cento frustate e cinque anni alle galee. E da me si gioca ai dadi, eccome... mi fruttano parecchi soldi.
Non scoprirebbero che ci siamo messi daccordo, credimi: io vinco, tu perdi, e poi dividiamo. Piccionaio, quanto ci hai messo a imparare il trucco di Mariscal? Non vorrai sprecarlo con quattro morti di fame! Ricorda le illusioni che ci facevamo allora...
A volte, per, ci scappa il morto, disse il biscazziere esitante.
Possiamo farci u n sacco di soldi! insist Hernando.
Non penserai di campare con il gioco? lo interrog Coca.Alla fine, in tiri modo o nellaltro, potrebbero metterci in relazione. Non puoi vincere sempre ai miei tavoli.
Non ho nessuna intenzione di fare il baro di professione. Non appena avr risolto il problema di mia madre, lascer questa citt. Ce ne andremo... a Granada, probabilmente.
Il biscazziere mand gi un lungo sorso di vino.
Ci penser, decise infine.
Quella sera Pablo Coca stette al gioco del suo amico ed Hernando ne ottenne qualche rassicurante introito. Torn alla locanda del Potro e, prima di rinchiudersi nella sua stanza, si diresse verso le stalle per controllare come stesse Volador. Il cavallo, la cui stazza spiccava tra due piccoli muli, sonnecchiava in prossimit di una lunga greppia. Insieme agli animali dormivano i mulattieri e gli altri clienti che non potevano permettersi una stanza nel piano superiore. La bestia avvert la presenza del suo padrone e sbuff. Hernando gli si avvicin per dargli qualche carezza.
Che ci fai qui tu? esclam nel vedere un ragazzo che dormiva, tutto raggomitolato sulla paglia e praticamente incollato agli zoccoli di Volador.
Il ragazzo, che non doveva avere pi di dodici anni, guard Hernando con due immensi occhi castani ma non si alz.
Faccio la guardia al vostro cavallo, signore, rispose sereno, con una tranquillit non consona allet.
Rischi di farti schiacciare mentre dormi. Hernando gli tese una mano affinch si alzasse.
Il ragazzo non accolse il suo invito.
Non lo far, signore. Volador... ho sentito che lo chiamavate cos al vostro arrivo, spieg,  un bravo animale e siamo diventati amici. Non mi schiaccer. E io bader a lui.
Quasi avesse capito, il cavallo abbass la testa, avvicinando il labbro ai capelli aggrovigliati e sporchi del ragazzo. La tenerezza della scena contrast con le grida, le minacce, i trucchi, le puntate e lavidit di quella serata trascorsa nella bisca: Hernando se li era portati via con s, quasi gli si fossero appiccicati agli abiti. Esit.
Daccordo, ho capito, ma potrebbe farti male comunque,
insist.Anche i cavalli dormono e senza volerlo potrebbe schiacciarti...
Allimprovviso, tacque. Con una smorfia di tristezza, il ragazzo si stava sforzando di alzarsi reggendosi a una delle zampe del cavallo, come se volesse arrampicarsi. Le sue gambe non erano che una massa deforme: orrendamente storpiate. Hernando si chin ad aiutarlo.
Mio Dio! Cosa ti  successo?
Il ragazzino riusc a mettersi in piedi poggiandogli le mani sulle spalle.
La cosa pi difficile  mantenersi eretti. Nel sorridergli esib i suoi denti rotti e le gengive bucate. Se mi avvicinate quelle grucce riuscir...
Cos successo alle tue gambe? gli chiese Hernando, costernato.
Mio padre le ha vendute al diavolo, rispose laltro con seriet.
Le loro facce quasi si sfioravano.
In che senso? chiese il morisco in un sussurro.
Il mio fratello maggiore, Jos, aveva mani e braccia fuori uso. A me son toccate le gambe. Jos mi raccont che avvenne poco dopo il parto, che piansi parecchio quando mio padre mi spacc le ossa con una spranga di ferro e dopo cominciarono a domandarsi se sarei sopravvissuto. Tutti i miei fratelli avevano qualche tara. Ricordo perfettamente quando i miei genitori accecarono mia sorella minore: aveva due mesi e le passarono un pezzo di ferro incandescente sugli occhi. Anche lei pianse a dirotto, aggiunse il ragazzo con tristezza. Con un bambino storpio al proprio fianco  pi facile ottenere buone elemosine. Hernando aveva la pelle doca. Il problema  che il re proibisce ai mendicanti di chiedere la carit in compagnia di bambini che abbiano pi di cinque anni. I funzionari municipali e i parroci potrebbero togliere il nullaosta a chi viene scoperto a chiedere lelemosina con bambini pi grandi. Io ho potuto farlo per qualche tempo ancora perch ero molto piccolo, ma a sette anni mi hanno abbandonato. Ecco, signore: ho perso due gambe per soli sette anni di elemosine! 
Hernando fu incapace di articolare parola. Un nodo gli strinse la gola. Sapeva dei crudeli stratagemmi con cui si cercava 
di strappare una misera blanca alla compassione dei passanti, ma non aveva mai conosciuto da vicino la realt di uno di quei disgraziati. Ecco, signore: ho perso due gambe per soli sette anni di elemosine! Le parole di quel ragazzino erano cos tristi... Dun tratto sent limpulso di abbracciarlo. Da quanto tempo non abbracciava un bimbo? Si schiar la voce.
Sei sicuro che Volador non ti schiaccer? gli chiese infine.
Un grande sorriso scopr di nuovo quei denti rotti.
Potete starne certo. Chiedetelo direttamente a lui.
Inginocchiato vicino alle zampe del cavallo, Hernando diede una pacca sulla testa di Volador e aiut il ragazzino a sdraiarsi davanti agli zoccoli dellanimale.
Come ti chiami? volle sapere mentre laltro si raggomitolava nuovamente sulla paglia, in procinto di chiudere gli occhi.
Miguel.
Abbi cura di lui, Miguel.
Quella notte Hernando non dorm. Dopo aver scritto la lettera per don Pedro diretta a Granada, gli era rimasto un unico foglio bianco, un calamo e un po di inchiostro. Si accomod al tavolo rustico e sgangherato della sua stanza, tolse la cappa di polvere che si era accumulata sul ripiano e alla luce scintillante di una candela si prepar a scrivere, tutti i sensi allerta. Sua madre, Miguel, il gioco, quella stanza cupa e sporca, la confusione, il baccano degli altri ospiti che rompeva il silenzio della notte... Il calamo scivol sulla carta e tracci la pi bella lettera che avesse mai scritto. Senza nemmeno pensarci, quasi fosse Dio a guidare la sua mano, scrisse lincompiuta professione di fede che aveva portato sua madre nelle segrete dellInquisizione: Non c altro Dio allinfuori di Allah, e Maometto  il suo profeta. Poi scrisse i versi che i moriscos aggiungevano a quella preghiera. Bagn il calamo nellinchiostro, mentre limmagine di Hamid si riaffacciava alla memoria: glelaveva fatta recitare nella chiesa di Juviles per dimostrare di non essere cristiano. E se fosse morto allora? Sappi che ciascuno  tenuto a riconoscere che Dio... Si sarebbe risparmiato una vita molto dura, pens nellintingere nuovamente il calamo.
La mattina successiva Volador non era pi nelle stalle. Non cera neanche Miguel. Hernando cerc a gran voce il locandiere.
Sono usciti, gli rispose questi. Il ragazzo ha detto di avere il vostro permesso. Uno dei mulattieri che dormiva nella stalla mi ha confermato che lo avete incaricato di far la guardia al cavallo.
Ottenebrato, Hernando corse fuori. Che il ragazzo lo avesse ingannato? E se gli avevano rubato Volador? Appena varcato luscio si ferm: Miguel, appoggiato a una delle sue grucce, le gambe ritorte, guardava il cavallo che si abbeverava alla vasca della fontana sulla piazza, un monumento recente raffigurante un cavallo impennato. Il manto di Volador brillava alla luce ancora tenue del sole: lo aveva gi spazzolato.
Aveva sete, spieg il ragazzo con un sorriso quando Hernando gli si avvicin.
Il cavallo pieg la testa, sbavando su Miguel lacqua appena bevuta e il ragazzo lo allontan con lestremit di una delle grucce. Hernando li osserv: sembrava proprio che si capissero. Laltro intu ci che gli stava passando per la mente.
Gli animali mi amano tanto e gli uomini mi evitano, afferm allora.
Hernando sospir.
Ho da fare, gli disse poi, porgendogli una moneta da due reali che il ragazzo afferr sgranando gli occhi. Di lui occupatene tu.
Si allontan e allaltezza di calle del Potro svolt diretto allAlczar, dove sua madre era prigioniera. Nel farlo si gir a guardare il ragazzo che, appoggiato sulle grucce vicino alla fontana, si divertiva a giocare con Volador, schizzandogli dellacqua con la punta delle dita, entrambi estranei a quanto accadeva intorno a loro. Riprese a camminare solo quando vide che Miguel faceva ritorno alle stalle. Non aveva afferrato la cavezza di Volador, si era limitato ad appendersela su una spalla e il cavallo laveva seguito, libero, come fosse un cagnolino. Il morisco scosse il capo: era un cavallo di pura razza spagnola, esuberante e altero. In qualsiasi altra circostanza si sarebbe spaventato dei saltelli che faceva Miguel per camminargli davanti sulle grucce, cercando di toccare il meno possibile la terra coi
piedi, come se le sue gambe orribili e deformi potessero provare un dolore ancora pi forte al contatto con il suolo.
Arriv allAlczar accompagnato dalla strana sensazione che i saltelli di Miguel e la docilit di Volador gli avevano procurato. Ancora rapito da quella scena, si sorprese del fatto che il carceriere, il quale fino ad allora si era rifiutato di fargli vedere sua madre, avesse accettato lo scudo doro che Hernando aveva estratto meccanicamente dalla sua borsa con poca convinzione: laveva guadagnato grazie a un asso e un re mentre teneva banco giocando a ventuno, scatenando le imprecazioni dei giocatori che puntavano contro di lui.
Ancora sorpreso, segu il carceriere in un grande patio con fontana, alberi darancio e altre piante, la cui bellezza era offuscata dai lamenti che provenivano dalle celle che lo circondavano. Aguzz ludito: possibile che uno di quei gemiti fosse di sua madre? Il carceriere gli apr una porta incassata dentro ampie e solide mura, che dava accesso a una cella situata nellangolo del cortile. Hernando varc la soglia. No, da quella cella putrida e maleodorante non proveniva alcun lamento.
Madre! 
Singinocchi di fianco al fagotto immobile adagiato per terra e con mani tremanti tast gli abiti che coprivano Aisha, cercandone il volto. Fece fatica a riconoscere in lei la donna che laveva messo al mondo: era consumata, la pelle le pendeva avvizzita dal collo e dalle guance, le orbite degli occhi erano livide e scavate, le labbra secche e tagliuzzate, i suoi capelli una massa sporca e arruffata.
Cosa le avete fatto? farfugli rivolto al carceriere. Luomo, fermo sulla porta, non rispose. E solo una vecchia... Il carceriere spost il peso del suo corpo da una gamba allaltra, guard Hernando e aggrott le sopracciglia. Madre, ripet lui, tenendo tra le mani il volto di Aisha e avvicinandoselo alle labbra per baciarlo. Lei non rispose a quei baci, il suo sguardo era perso. Per un attimo credette che fosse morta, la scosse lievemente e lei si mosse.
E' pazza, afferm allora il carceriere.Non vuole mangiare e beve pochissima acqua. Non parla e non si lamenta. Sta cos tutto il giorno.
Cosa le avete fatto?chiese di nuovo Hernando con voce
roca, mentre era assurdamente impegnato a grattare via con le unghie uno schizzo di fango indurito che Aisha aveva in fronte.
Nulla.Lui volse lo sguardo verso il carceriere.Te lo garantisco, afferm luomo, aprendo le mani. Per condannarla, il tribunale considera sufficiente la dichiarazione della guardia. Ti ho gi detto che non parla. Non hanno voluto torturarla, sarebbe morta. Hernando tent invano di suscitare qualche reazione nella donna. Nessuno si sorprenderebbe se morisse... stanotte stessa...
Di spalle alluomo, Hernando rimase inerte, con sua madre tra le braccia. Cosa voleva dire?
Potrebbe morire, ripet luomo dalla porta. Il medico ha gi avvertito il tribunale. Non se ne preoccuperebbe nessuno, nessuno verrebbe ad accertarsene. Dovrei darne comunicazione io stesso, per poi seppellirla...
Ecco perch gli aveva permesso di vederla! Quanto vuoi? lo interruppe Hernando. Cinquanta ducati.
Cinquanta? Cinque! fu sul punto di rilanciare, ma si morse la lingua. Non era certo il caso di mettersi a barattare la vita di sua madre.
Non ce li ho, disse.
Se  cos... Il carceriere fece per andarsene.
Ma ho un cavallo, sussurr Hernando, fissando gli occhi inespressivi di Aisha.
Non ho sentito. Coshai detto?
Che ho un bel cavallo, ripet il morisco alzando il tono della voce. Ha il marchio delle scuderie reali. Il suo valore  decisamente superiore a cinquanta ducati.
Si accordarono per quella stessa notte. Hernando avrebbe barattato Volador in cambio di Aisha. Cosa poteva importargliene dei soldi? Non era che un semplice animale... ed era lunica possibilit che aveva per vedere sua madre morire fra le sue braccia, per darle degna sepoltura. Se Dio le avesse concesso di aprire gli occhi unultima volta lui voleva esserci, voleva starle vicino! Non poteva lasciare che Aisha morisse senza cogliere lopportunit di riconciliarsi con lei.
Miguel era seduto di fianco a Volador, intento a guardare come il cavallo mangiava il fieno che gli aveva messo nella greppia.
Mi spiace, gli disse Hernando, piegandosi per accarezzargli i capelli. Stanotte vender il cavallo. Subito dopo si domand perch si stesse scusando, era solo un ragazzo che...
Non credo, gli rispose laltro interrompendo i suoi pensieri, senza smettere di guardare il cavallo.
Come no? Non sapeva se ridere o prendersela.
In quel momento Miguel alz lo sguardo verso di lui, ora in piedi di fianco al cavallo.
Signore, come amici ho avuto cani, gatti, passerotti, perfino una scimmia. So sempre quando torneranno... e sono anche capace di prevedere se  lultima volta che li vedo. Volador torner con me, afferm con seriet. Lo so.
Hernando abbass gli occhi verso le gambe storpiate del ragazzo, distese sulla paglia.
Non lo discuto. Probabilmente  davvero cos, ma temo che in questo caso non accadr.
Quando le campane suonarono a compieta, Hernando port Volador fuori dalle stalle e si incammin per calle del Potro in direzione della moschea. Lappuntamento era in plaza del Campo Real, vicino allAlczar. Non volle salire sulla groppa dellanimale e cammin senza guardarsi indietro, tirando la cavezza, mentre Miguel li seguiva saltellando a qualche passo di distanza. Raggiunta la piazza, Hernando si diresse in un angolo dove, come nel resto dello spiazzo, si accumulava la spazzatura: in quel letamaio, avvolti nel buio pesto della notte, avrebbero eseguito il baratto. Miguel si ferm poco pi indietro rispetto al luogo in cui Hernando era intento a scrutare loscurit, aspettando da un momento allaltro di scorgere la figura del carceriere con sua madre tra le braccia. Il morisco non fece nessun caso alla strana posizione del ragazzo, che aveva poggiato entrambe le gambe per terra spostando il peso del suo corpo su una sola delle grucce; reggeva laltra con la mano destra, alta sopra la testa. Volador era nervoso: sbuffava, agitava le zampe ed era pronto a scalciare.
Tranquillo, cerc di calmarlo Hernando. Sta tranquillo, bello mio.
Il cavallo probabilmente aveva avvertito che stavano per separarsi, pens 
accarezzandogli il collo. In quel momento un enorme topo squitt, sgattaiolando tra. le gambe di Hernando e le zampe di Volador. Fu solo il primo di un lungo corteo di ratti, che fecero sobbalzare luomo e imbizzarrire il cavallo. Volador si liber della cavezza e, spaventato, fugg al galoppo. Miguel, in equilibrio precario, scacciava i topi a colpi di gruccia.
I nitriti agitati dellanimale richiamarono lattenzione dei cavalli delle scuderie reali., vicine alIAlczar, i quali contribuirono con i loro versi al pandemonio generale. Il guardiano delle scuderie, accompagnato da due stallieri, usc sulla strada che dava su plaza del Campo Real. I tre scorsero nelloscurit un magnifico cavallo dal manto roano che galoppava libero, trascinando la cavezza.
Uno dei nostri cavalli  fuggito! grid uno dei due stallieri.
Poich era certo che nessun cavallo fosse scappato dalle scuderie, il guardiano fu sul punto di prendersela con lo stalliere, ma dovette tacere quando, alla luce di una delle fiaccole del tribunale dellInquisizione, Volador mostr la marchiatura del re sulla sua anca: si trattava senza dubbio di un cavallo proveniente dalle loro scuderie.
Correte! strill allora.
Anche Hernando correva dietro Volador. Portarsi via sua madre in mezzo a quel pandemonio sarebbe stato molto difficile e il carceriere non si era ancora fatto vivo. Miguel frattanto era riuscito a scacciare i topi e se ne stava l, tranquillo, estasiato dalla forza e dalla bellezza dei movimenti del cavallo, mentre odiava le sue gambe inutili.Torner, mormor rivolto a Hernando. Dalle scuderie, ma anche dallAlczar, continuavano a uscire persone, passando dalla stessa porta in prossimit della quale durante il giorno i guardiani vendevano tessuti. Hernando si ferm, infastidito alla vista di cinque o sei uomini che erano riusciti a bloccare Volador contro le mura dellAIczar.
Una volta accerchiato, il cavallo, sbuffante, si lasci afferrare per la cavezza.
E' mio! Hernando si avvicin maledicendo i topi. Come poteva non aver calcolato la loro presenza, quando il carceriere gli aveva proposto di trovarsi in quella piazza?
li personale delle scuderie non tard a verificare che quellanimale non era uno degli stalloni del re.
Dovresti stare pi attento, lo rimprover uno di quegli uomini. Di notte potrebbe farsi male.
Lui prefer non rispondere e allung la mano per, prendere la cavezza. Cosa volevano saperne quei disgraziati?
Ma tu non sei quello che viene ogni giorno a trovare la pazza? gli chiese allora uno dei guardiani del tribunale dellInquisizione.
Hernando aggrott la fronte senza rispondergli. Chiss quante volte aveva chiesto a quelluomo il permesso di vedere Aisha, mentre lui, anzich preoccuparsi del proprio dovere, era impegnato a vendere tessuti sulla piazza, indifferente alle sue suppliche, rifiutandosi di venirgli incontro,..
Era ora che venissi a cercarla, afferm un altro dei guardiani.. Qualche giorno ancora, e lavresti trovata morta.
La cavezza di Volador sfugg alla mano di Hernando; ma una rozza gruccia la raccolse prima che toccasse terra. Il morisco si volt verso Miguel, che sorrise mostrandogli. i suoi denti rotti mentre faceva scivolare la cavezza dalla gruccia alla sua mano. Il guardiano aveva appena detto che era ora che cercasse sua madre... Cosa intendeva dire?
Come? balbett. E la sentenza? E lautodaf?
Il tribunale ha celebrato un autodaf riservato nel salone delle udienze e lha condannata a indossare lo scapolare e ad andare a messa tutti i giorni per un anno... ma considerato il suo stato, sar difficile che sconti la pena. Del resto, a chi pu interessare che una pazza come quella frequenti la chiesa? butt l uno dei custodi. Ecco perch hanno indetto una cerimonia riservata: il medico ha assicurato che tua madre non ci sarebbe arrivata viva al prossimo autodaf, e il tribunale ha preferito condannarla prima che morisse. E' pazza! Portatela via! 
Consegnatemela, riusc a dire mentre s rendeva conto che il carceriere aveva cercato di ingannarlo.
Poco dopo, percorreva la strada verso la locanda del Potro con sua madre tra le braccia.
Non c bisogno che la porti in chiesa! gli grid dietro uno dei custodi.
Dio,  pi leggera di una piuma! esclam Hernando ri volto al cielo stellato, nel superare il muro che delimitava il mihrab della sua moschea.
Dietro di loro cera Miguel, con la cavezza di Volador sulla spalla. Il cavallo lo seguiva, mansueto, quasi non volesse superarlo.
...
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56.
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I funerali del duca di Monterreal furono tanto solenni, quanto tristi per limpossibilit di dare ai cadaveri sepoltura cristiana. Nella cattedrale, il vescovo indic nello sceriffo di Clare, Boetius Clancy, il responsabile della morte di don Alfonso e del suo primogenito. Invoc Dio affinch non permettesse che quelluomo lasciasse il purgatorio. A partire da quel giorno, annunci infuriato, ogni sette anni avrebbe rivolto al Signore quella stessa supplica, per ricordargli che il vile assassino non doveva lasciare il purgatorio.
Cera unaltra persona che non abbandonava mai il suo purgatorio privato, Aisha. Hernando non aveva ancora ricevuto risposta da don Pedro di Granada Venegas, ma considerati lo stato in cui versava sua madre e linverno inoltrato non osava intraprendere il lungo viaggio per Granada, rischiando, come tutti temevano, che la donna morisse nel tragitto. Diede qualche soldo alla moglie e alla figlia del locandiere perch si occupassero di lavarla e vestirla.
E' tutta pelle e ossa, comment la locandiera dopo aver lasciato la stanza. Sembra trasparente, tanto  magra. Non vivr ancora a lungo.
Di notte Hernando giocava a carte con alterna fortuna, accettando di perdere di tanto in tanto, come Coca gli aveva imposto. Durante il giorno, invece, era impegnato a fare in modo che Aisha reagisse, ma la donna continuava a tenere gli occhi sbarrati, non si muoveva n accettava il cibo, avvolta in un silenzio rotto solo dal sibilo del suo respiro. Hernando la stendeva sul letto e le parlava, bagnandole ripetutamente le labbra con brodo di gallina e facendo s che parte di quel liquido le scivolasse in gola. A bassa voce, le raccontava quanto stava facendo per la comunit e di quando aveva nascosto la pergamena nella torre Turpiana. Era scritta in arabo, spiegava a sua madre, e i cristiani venerano il velo della vergine e la reliquia di
santo Stefano! Perch non glielo aveva svelato prima dallora? Perch non aveva rotto il giuramento? Forse che Dio avrebbe potuto rinfacciargli di voler salvare la vita di sua madre? Non poteva certo immaginare che... Era colpa sua! Era stato lui ad abbandonarla per vivere nellagio, come un parassita, nel palazzo di un duca cristiano.
I giorni passavano e Aisha non reagiva, mentre Hernando si consumava al suo fianco, tra pianti e rimorsi.
Lasciate fare a me, signore, gli propose Miguel una mattina in cui lo trov che indugiava ai piedi della scala che portava al piano superiore con una tazza di brodo tra le mani, incerto se salire.
Il ragazzo sal aggrappato al corrimano, reggendo le due grucce con ununica mano, mentre il morisco portava la tazza.
Posatela l, signore, vicino al letto.
Lui ubbid e se ne stette vicino alla porta. Miguel si sedette a fianco di Aisha e mentre la imboccava con il brodo le parl come faceva con Volador, trattandola come un animale indifeso, come quei passerotti con i quali raccontava di aver vissuto. Hernando rimase fermo sulla porta per molto tempo, intento a guardare sua madre e il ragazzino dalle gambe storpiate che le stava accanto, che sapeva quando gli animali stavano per andarsene e se sarebbero tornati. Lo ascolt raccontare delle storie che accompagnava con risa e uninfinit di mosse: da dove tirava fuori tanto ottimismo un ragazzo storpio al quale la vita aveva negato tutto? Cosa le stava raccontando? La fuga di un elefante! Miguel stava inseguendo un elefante... con una barca, lungo il Guadalquivir! Lo vide simulare la proboscide del pachiderma, con lavambraccio piegato allaltezza del gomito davanti alla bocca e la mano ricurva, che reggeva il cucchiaio volteggiando di fronte agli occhi inespressivi di Aisha. Chiss dove laveva sentita, la storia di quellelefante. Turbato, sospir e lasci la stanza inseguito dalle risate di Miguel il pachiderma era sprofondato di fronte al mulino della Albolafia! e, per la prima volta dopo diversi giorni, sell Volador e si diresse verso i pascoli, dove si lanci in un galoppo sfrenato.
Con questa lettera di cambio, presso la banca pagherete a Hernando Ruiz, cristiano nuovo di Juviles, residente a Cordova, la quantit di cento ducati, al sei per mille di interessi, in ragione di trecentosettantacinque maraved per ciascuno di essi... Hernando guard la lettera di cambio che un mulattiere gli aveva consegnato nella locanda del Potro, dietro incarico di don Pedro di Granada. Cento ducati erano una somma considerevole. Non poteva cedere adesso, lo incitava il nobile nella lettera daccompagnamento. La pergamena della torre Turpiana aveva rappresentato un eccellente primo passo. Luna e Castillo stavano traducendo la scacchiera di caratteri nei modi che convenivano alla loro causa, ma lobiettivo doveva rimanere quello di inscenare la scoperta del vangelo di Barnaba e di arrivare allavvicinamento delle due religioni attraverso la figura di Maria. Infatti, assicurava don Pedro, al re continuavano ad arrivare testimonianze scritte contenenti proposte quanto mai assurde contro i moriscos. Il sivigliano Alonso Gutirrez proponeva di relegarli in ghetti chiusi che ospitassero non pi di duecento famiglie ciascuno, agli ordini di un capo cristiano che avrebbe sovrinteso persino ai matrimoni; consigliava inoltre di marchiarne il volto perch fossero riconoscibili ovunque e di gravarli di pesanti oneri fiscali. La lettera precisava:
Non solo, un crudele e intollerante frate domenicano chiamato Bleda si spinge molto pi in l e, argomentando le sue affermazioni con la dottrina dei Padri della Chiesa, sostiene che sarebbe moralmente lecito se il re disponesse della vita di tutti i moriscos a proprio piacimento, uccidendoli per esempio o vendendoli come schiavi in altri Paesi, ragion per cui propone di destinarli alle galee. In questo modo, continua il frate, potrebbero sostituire i molti sacerdoti che vi remano a causa del costume dei loro superiori di condannarli alle galee per i loro errori, con lunico obiettivo di risparmiarsi la spesa per tenerli in prigione. La stessa Chiesa, che si dice misericordiosa, vuole assassinare o ridurre in schiavit migliaia di persone. Dobbiamo lavorare. Tutte queste proposte, una volta giunte alle orecchie delle comunit moresche, infiammano gli animi dando origine a un circolo diabolico: pi testimonianze di questo genere verranno 
prodotte, maggiori intenti di ribellione verranno tramati e maggiori cospirazioni scoperte, e alla fine tutto questo favorir le argomentazioni cristiane che per tali soluzioni sanguinose propendono. Per un altro verso, la sconfitta dellInvincibile Armata non  questione di poco conto. LInghilterra  diventata forte, il suo appoggio agli eserciti che lottano nelle Fiandre  destinato a rafforzarsi; in Francia, la Lega cristiana promossa e sovvenzionata dal re spagnolo dopo la sconfitta si trova in serie difficolt. Tutto ci avr riper cussioni anche su di noi, Hernando, non v alcun dubbio. Man mano che gli spagnoli perderanno potere in Europa, valuteranno anche la possibilit che i moriscos si alleino con una delle potenze nemiche e adotteranno misure in tal senso. Le circostanze giocano contro di noi. Tienimi informato sulla tua situazione e conta su di me, abbiamo bisogno di te.
Hernando bruci la lettera di don Pedro, usc dalla locanda e, dopo aver chiesto a una guardia dove si trovava la banca di don Antonio Morales, alla quale il banchiere granadino di don Pedro aveva indirizzato la lettera di cambio, vi si incammin provvisto dei suoi documenti personali. Lufficio di Morales si trovava tra il mercato e la Borsa. Hernando, ben vestito, venne ricevuto dal banchiere in persona, che intasc il sei per mille di interessi, come figurava nella lettera di cambio, gli apr un deposito dellimporto di novanta ducati e gli consegn la somma restante cambiandola con sette corone doro, qualche reale da otto e altri spiccioli.
Tornato alla locanda, remuner generosamente il locandiere stemperando cos la diffidenza delluomo, ormai al corrente del fatto che Hernando era un baro e per giunta morisco. Naturalmente, la presenza di una donna condannata dallInquisizione aveva complicato le cose.
Non so se avete il permesso di vivere in questa parrocchia, gli aveva detto qualche giorno prima. Cercate di capirmi. Se dovesse venire il bargello... I cristiani nuovi devono avere il permesso dei parroci per cambiare residenza.
Hernando laveva zittito mostrandogli il salvacondotto rilasciatogli dal vescovado di Granada.
Se ho il permesso di muovermi in tutta libert nei regni di
Spagna, come potete pensare che non possa farlo in una semplice citt?
Ma la donna... aveva insistito il locandiere.
Quella donna viene con me. E' mia madre.
Gli aveva risposto con durezza, ma aveva accompagnato le sue parole con una generosa mancia.
Tuttavia sapeva che quella situazione non poteva durare in eterno. Don Pedro gli aveva mandato dei soldi, s, ma lo pregava anche di lavorare al progetto e nella locanda non poteva farlo. Dormiva per terra; il letto lo occupava Aisha, ancora nello stesso stato in cui versava quando aveva abbandonato le segrete dellInquisizione. Miguel si prendeva cura di lei, giorno dopo giorno, con affetto e tenerezza: le parlava, le raccontava delle storie, la accarezzava e rideva, rideva sempre, salvo quando chiedeva laiuto della moglie e della figlia del locandiere perch la pulissero o la cambiassero di posizione, evitando che il corpo le si riempisse di piaghe.
Sei riuscito a farla mangiare?gli chiese un giorno Hernando.
Non ne ha bisogno, signore, gli rispose il ragazzo. Sto continuando a darle brodo di gallina,  sufficiente per una donna nel suo stato. Se lo vorr, manger.
Il morisco esit, portandosi la mano sul mento. Non os chiedergli se quellanimaletto sarebbe tornato o se ne sarebbe andato, ma certo si rese conto che il ragazzo, dritto sulle grucce di fronte a lui, sapeva ci che gli passava per la testa.
Miguel sorrise ma non disse niente.
Hernando cap che con Aisha in quello stato non poteva lasciare Cordova: non gli restava che affittare una casa e cercare lavoro nel campo dei cavalli, era un esperto in materia. Poteva darsi che qualche nobile avesse bisogno di un domatore, un cavallerizzo o anche un semplice stalliere. Perch no? Diversamente, sapeva anche scrivere e far di conto, qualcuno poteva essere interessato ai suoi servigi. E di notte si sarebbe dedicato a lavorare sul vangelo, che continuava a tenere nascosto in mezzo a certe carte per le quali, al contrario di quanto succedeva nel palazzo del duca, nessuno mostr alcun interesse durante le sue assenze dalla locanda: l, nessuno sapeva leggere.
Immerso nei suoi pensieri raggiunse la bisca di Coca. La
schiava nera gli apr la porta. Forse il suo amico sapeva di qualche casa in affitto...
Guarda chi si vede! strill il biscazziere, impegnato a contare i soldi guadagnati la notte precedente.Stavo proprio per venirti a cercare.
Hernando avanz verso il tavolo al quale era seduto lamico.
Sai di qualcuno che affitta una casa e non chiede troppo? gli domand senza preamboli, mentre gli si avvicinava. Coca aggrott le sopracciglia. Ma per quale motivo mi stavi cercando? gli chiese poi, ripensando allaffermazione del suo compare.
Aspetta. Coca concluse il calcolo degli utili realizzati ai tavoli, conged la schiava nera e, una volta soli, si rivolse al suo visitatore con seriet. Stanotte si giocher una partita molto importante, annunci.
Hernando scosse la testa.
Non tinteressa? si sorprese il biscazziere.
S... credo di s. Io... Non sapeva se raccontargli dei cento ducati che don Pedro gli aveva fatto avere. Era stato lui a insistere perch organizzasse quella partita, ma adesso... il denaro ricevuto gli garantiva una sicurezza della quale allora non disponeva. Con quei soldi si era assicurato le cure per sua madre, la possibilit di affittare una casa... Non poteva giocarsi i ducati che il suo protettore gli aveva offerto affinch potesse dedicarsi alla causa moresca! Ho cento ducati, fin per confessare. Me li ha prestati un conoscente.
I tuoi ducati non mi interessano, afferm con sua grande sorpresa Coca.
Ma...
Ti conosco: Lavorando qua dentro ho imparato a conoscere le persone. Ho fiuto, intuisco al volo le loro reazioni. Sei venuto da me dicendomi che non avevi soldi. Adesso che ce li hai non vuoi rischiare, non sei un giocatore. Coca si chin e afferr qualcosa ai suoi piedi: erano due borse piene di monete, che lasci cadere sul tavolo. Qui ci sono i nostri soldi, disse allora. Sinceramente, in altre circostanze non sceglierci te come complice di una truffa, ma sei lunico che conosce il mio segreto e lunico che lo conoscer; sei lunico con il quale posso farlo e una delle poche persone, forse lunica anche in questo
caso, alla quale sono legato come amico. E voglio vincere un sacco di soldi. Pi sono, meglio . Questa sar la nostra notte.
Ma i tuoi soldi... esclam Hernando.Li dentro devesserci una fortuna! 
E' cos, ma tu devi dimenticare quello che ti sei giocato nella mia bisca le notti scorse. Questo  un altro mondo. Se conterai in reali, ti scopriranno allistante... e insieme a te scopriranno anche me. Sono scudi doro: questa  la posta di ogni mano. Devi convincerti che uno scudo doro non ha pi valore di una blanca. Credi di farcela?
Hernando non ebbe alcun dubbio.
S.
E' pericoloso, voglio che tu lo tenga sempre presente. E nessuno deve sapere che siamo amici.
La partita fu organizzata nella casa di un ricco mercante di tessuti, tanto superbo e pedante quanto ardito al momento di puntare a un tavolo da gioco.
Allimbrunire, Hernando percorse con una certa tensione la scarsa distanza che separava la locanda del Potro da calle de la Feria, dove il mercante viveva: tenendo stretta la voluminosa borsa piena di soldi, stava meditando sulle istruzioni che gli aveva dato Pablo Coca. Avrebbero fatto in modo di sedersi uno davanti allaltro, affinch Hernando potesse vedere il lobo del suo orecchio. Inoltre, non si sarebbe limitato a puntare forte solo quando Coca gli avesse fatto il debito segnale, perch non era plausibile che giocasse molto denaro solo al momento di vincere.
Fa in modo di non parlarmi pi di quanto parlerai agli altri, gli aveva raccomandato, ma guardami dritto negli occhi, come farai con gli altri giocatori, quasi volessi capire il mio gioco dalle espressioni della mia faccia. E ricorda che io non giocher per me ma per te, e se saremo fortunati e potremo usare i nostri mazzi riconoscer le carte; in caso contrario, potr aiutarti basandomi esclusivamente sul mio gioco. Tu gioca con decisione ma non credere di avere a che fare con degli sprovveduti,  gente che sa quello che fa e, in generale, conosce tanti trucchi quanto uno qualsiasi dei giocatori che frequenta
le bische. Ma, soprattutto, ricorda sempre una cosa: il senso dellonore di questi personaggi li porta a mettere mano alla spada velocemente e, trattandosi di partite proibite, vige un patto di silenzio nelleventualit che uno dei partecipanti ferisca o uccida un altro giocatore.
Un servitore accompagn Hernando fino a un salone ben illuminato e lussuosamente adornato di tappeti, guadameci, mobili di legno laccato e persino un grande olio raffigurante una scena religiosa, che attrasse lattenzione del morisco. Nella sala cerano gi otto persone, Pablo compreso; erano tutti in piedi e chiacchieravano a bassa voce, a coppie di due.
Signori; il biscazziere richiam lattenzione delle due coppie vicino alla porta da cui era appena entrato il suo amico, vi presento Hernando Ruiz.
Un uomo grande e forte il cui abbigliamento, lussuosissimo,
spiccava su quello degli altri, fu il primo a tendergli la mano.
Juan Serna, lo present Pablo, il nostro anfitrione.
Avete portato con voi i soldi, signor Ruiz? domand in
tono sarcastico il mercante, mentre si salutavano.
S... tergivers Hernando nelludire la risata di alcuni dei
giocatori che si erano avvicinati.
Hernando Ruiz? domand in quel momento un anziano dalle spalle ricurve, completamente vestito di nero.
Melchor Parra, disse Pablo presentandoli, pubblico notaio,..
Lanziano rivolse al biscazziere un gesto autoritario della mano affinch tacesse.
Hernando Ruiz, ripet di nuovo, cristiano nuovo di Juviles?
Hernando evit di guardare Pablo. Come faceva quel vecchio a sapere chi era? Non era certo che avrebbero accettato di giocare con un morisco...
Cristiano nuovo? domand un altro dei giocatori che si era avvicinato a salutarlo.
S, afferm allora, sono Hernando Ruiz, cristiano nuovo di Juviles.
Pablo cerc di intervenire, ma il mercante glielo imped.
Hai portato i soldi con te? torn a domandare, come se il fatto che fosse morisco gli importasse poco.
Credo proprio di s, juan, afferm il vecchio quando Hernando fece per mostrargli la sua borsa.Ha appena ereditato un legato del duca di Monterreal, che Iddio labbia in gloria. Sono stato proprio io ad aprire e leggere il testamento, qualche giorno prima del funerale. Don Alfonso di Cordova ha effettuato un legato d beni estranei al maggiorasco. Al mio amico Hernando Ruiz, cristiano nuovo di Juviles, al quale devo la vita, diceva. Lo ricordo come se lo stessi leggendo in questo momento. Sei venuto a giocarti la tua eredit? concluse lanziano con cinismo.
Quella notte, nella casa del mercante di tessuti, Hernando non riusciva a concentrarsi sulle carte. Uneredit! Di cosa poteva trattarsi? Il notaio non glielaveva detto, n lui aveva avuto oc casione di appartarsi per chiedergli qualche dettaglio, visto che dopo il suo arrivo Juan Serna aveva deciso che bisognava subito iniziare a giocare. Pablo Coca sedette al tavolo con aria pensierosa: Hernando non si era minimamente preoccupato di prendere posizione secondo le sue indicazioni e fu il biscazziere a fare in modo che potessero giocare uno davanti allaltro. Tuttavia, mano dopo mano, Coca cominci a rilassarsi: Hernando giocava in modo distratto, puntava forte e qualche volta perdeva, ma ripuliva il tavolo in modo pressoch meccanico non appena percepiva un movimento nel lobo dellorecchio del suo complice. La partita si prolung per tutta la notte, senza che nessuno sospettasse del gioco incrociato fra i due. Li spennarono tutti. Serna, come anche il notaio, perse quasi cinquecento ducati, e sald in oro il suo debito con Hernando, esigendo con mal dissimulata cavalleria la rivincita. Gli altri giocatori, Pablo incluso, gli pagarono somme meno importanti ma comunque considerevoli. Un giovane arrogante, di nobili natali, che nel corso della notte era arrivato persino a insultare un imperturbabile Hernando, perso nelle proprie elucubrazioni sulleredit, si ingoi lorgoglio mettendo sul tavolo la sua spada, dallimpugnatura intarsiata in oro e pietre preziose, e lanello con inciso lo stemma di famiglia.
Firmatemi un documento per attestare che sono miei,
esig il morisco, non appena cap che il giovane, offeso, era pronto a lasciare il tavolo.
Anche il vecchio notaio si vide obbligato a siglare un documento, in questo caso un riconoscimento del debito a favore di Hernando, perch i soldi che aveva con s non gli erano bastati e gli era stato permesso di giocare a credito. Firm con mano tremante, rammaricandosi della piccola fortuna che aveva appena lasciato sul tavolo, e chiese che per far fronte ai suoi obblighi gli venisse concesso un po di tempo. Hernando esit: sapeva che le promesse di pagamento legate al gioco dazzardo, come quella che aveva firmato il notaio, non erano legali e che nessun giudice avrebbe potuto farle rispettare, ma Pablo, con un gesto quasi impercettibile, lo indusse ad accettare. Il notaio avrebbe tenuto fede allimpegno.
Uscirono dalla casa di calle de la Feria. Il sole brillava e le strade erano gi un brulichio di cordovesi indaffarati. Scortato a prudente distanza da due vigilanti armati della bisca, che Pablo si era premunito di far appostare alla porta prevedendo importanti guadagni, Hernando segu il vecchio notaio. Lo raggiunse vicino a plaza del Salvador.
Non  stata una notte fortunata, don Melchor, comment mentre modulava il suo passo su quello del rammaricato notaio. Lanziano farfugli qualche parola inintelligibile.Avete accennato a un legato in mio favore.
Dovete rivolgervi alla duchessa e agli esecutori testamentari nominati da don Alfonso, che riposi in pace, ribatt il notaio in malo modo.
Hernando lo ferm con una presa energica sul braccio, facendo in modo che si voltasse a guardarlo.
Alcune donne che li incrociarono sulla loro strada li guardarono sorprese, prima di riprendere il cammino bisbigliando. I vigilanti di Pablo Coca si avvicinarono.
Sentite, don Melchor, faremo in altro modo: o voi sistemate la mia situazione, e anche alla svelta, daccordo? oppure io non accetter la deroga che mi avete chiesto. Se mi verrete incontro, vi render la vostra promessa di pagamento... senza chiedervi in cambio nemmeno una blanca.
...
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57.
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Lautore pertanto di questa storia, quantunque abbia con ogni cura e diligenza cercato di sapere le gesta che don Chisciotte comp nella sua terza uscita, non ha potuto averne notizia, per lo meno da scritti autentici. Soltanto la fama ha tramandato nelle memorie della Mancia che quando don Chisciotte si part per la terza volta da casa sua and a Saragozza, dove si trov a certe celebri giostre che si fecero in quella citt e che l vi accaddero cose degne del suo valore e del suo nobile intelletto. E neanche pot venire a capo. di nulla circa la sua fine e morte; n mai sarebbe riuscito a saperne nulla se la buona fortuna non gli avesse messo innanzi un medico che aveva presso di s una cassetta di piombo, trovata, a quanto egli disse, nelle fondamenta abbattute di un antico eremo che si stava restaurando; nella quale cassetta si erano trovate delle pergamene scritte con caratteri gotici ma in versi castigliani, che contenevano molte delle sue imprese e davano notizia della bellezza di Dulcinea del Toboso, dellaspetto di Ronzinante, della fedelt di Sancio Panza e della tomba dello stesso don Chisciotte, nonch vari epitaffi e panegirici della sua vita e costumi.
Miguel de Cervantes per bocca diCide Hamete Benengeli, morisco.Don Chisciotte della Mancia, parte prima capitolo 52.
Una casa con patio nella contrada di Santa Maria, in calle Espaldas de Santa Clara, nelle vicinanze della cattedrale; una masseria disabitata nei dintorni di Palma del Rio, circondata
da diversi ettari di terreno coltivato, che garantivano una rendita di circa quattrocento ducati lanno; ai vari fittavoli sarebbe spettato lonere di un tributo che ogni inverno includeva tre coppie di galline, cinquecento melagrane e altrettante noci, tre misure di olive e una certa quantit di ciliegie e ortaggi di stagione; n mancava il contributo per le opere pie, come provvedere di dote qualche giovinetta senza mezzi in et da marito o saldare il riscatto di qualche prigioniero: a tanto ammontava il legato disposto da don Alfonso di Cordova a favore di colui che gli aveva salvato la vita nelle Alpujarras. Melchor Parra e gli esecutori testamentari del duca non sollevarono problemi nel riconoscere a Hernando quanto dovuto, compresi linvidia e gli insulti di cui, con un certo sarcasmo, il notaio volle renderlo partecipe e che, a suo dire, erano usciti dalla bocca della corte di adulatori ai quali in eredit non era toccata neanche una blanca, ovvero tutti, nessuno escluso.
A quanto pare riscuoti assai poca simpatia presso di loro, gli comunic il notaio senza nascondere la propria soddisfazione, mentre il morisco era intento a siglare i documenti che attestavano le sue propriet.
Hernando non rispose subito. Apportate tutte le firme necessarie si alz in piedi, estrasse rapidamente dalla giacca la promessa di pagamento e, davanti agli esecutori testamentari, la consegn al vecchio notaio.
E' un sentimento reciproco, don Melchor.
Dopo aver fatto i conti con Pablo Coca, che si era incapricciato della spada e dellanello del giovane nobile, aver invalidato il credito del notaio e restituito i cento ducati a don Pedro di Granada Venegas, a Hernando restava un bel patrimonio, cui andavano sommate la nuova casa e le diverse rendite.
Era una nuova, inattesa svolta nella sua vita.
E' affittata, signore, si lament Miguel, fermo di fronte alla casa con patio di calle Espaldas de Santa Clara. Hernando gli aveva ordinato di sbrigare quanto necessario per trasferire al pi presto sua madre e Volador nel nuovo domicilio. Dovrete aspettare che scada il contratto daffitto.
Non credo proprio, afferm Hernando risoluto.Ti piace? 
Miguel fischi con forza tra i denti rotti, ammirando il magnifico edificio. Allora faremo cos: io torner alla locanda e tu andrai a chiedere della signora che vive l dentro. Della signora, Miguel, chiaro?
Non me lo permetteranno, penseranno che voglio chiedere lelemosina.
Provaci. Di loro che sei il servo del nuovo proprietario. Poggiato sulle grucce, Miguel si volt bruscamente verso Hernando, rischiando di perdere lequilibrio. Hai sentito bene: non credo che mia madre o il mio cavallo potrebbero trovare un servitore migliore di te... Provaci, sono certo che ci riuscirai.
E se ci riesco?
Devi semplicemente dire alla signora che a partire da oggi dovr pagare laffitto al suo nuovo padrone di casa, il morisco Hernando Ruiz da Juviles. Mi raccomando, spiega molto chiaramente che sono un morisco, un granadino deportato dalle Alpujarras, uno di quelli della rivolta, insomma, e che ci nonostante sono il suo nuovo padrone di casa. Ripetiglielo diverse volte, se dovesse essere necessario.
Gli inquilini, unagiata famiglia di mercanti che commerciava la seta, impiegarono meno di una settimana a lasciare la casa con patio a disposizione di Hernando, dopo che il segretario della duchessa conferm loro che effettivamente era lui il nuovo proprietario. Quale cristiano vecchio e di buona famiglia avrebbe voluto un morisco come padrone di casa?
Il patio illuminato dalla luce del sole, i fiori che lo inondavano di mille profumi, lacqua che scorreva dalla fonte perpetua sembrarono dare ad Aisha nuova linfa. Qualche giorno dopo aver preso possesso della casa, mentre Miguel le raccontava a gran voce delle storie, saltellando da una parte allaltra del patio per raccogliere fiori che poi depositava sul suo grembo, Hernando not che sua madre muoveva leggermente una mano.
Alla sua memoria, con la stessa forza con cui le aveva pronunciate lei, riaffiorarono le parole pronunciate da Fatima la volta che lui trov i suoi figli intenti ad ascoltare le lezioni di Hamid nel patio della loro prima casa: Hamid ha detto che
lacqua  lorigine della vita. Lorigine della vita! Era possibile che sua madre recuperasse le forze?
Accorse speranzoso verso quella curiosa accoppiata: con un tono di voce altissimo, Miguel stava narrando la storia di una casa incantata.
Le pareti ondeggiavano come canne al vento... stava dicendo quando il morisco li raggiunse.
Hernando gli sorrise e poi guard sua madre, tutta curva su un sedile vicino alla fontana.
Sta per lasciarci, signore, sent dire al ragazzo al suo fianco. Si volt bruscamente verso di lui. Ma come? Sta meglio...
Sta per lasciarci, signore. Lo so.
I loro sguardi si incrociarono. Miguel sostenne quello di Hernando per qualche istante poi, a conferma del suo presagio, socchiuse gli occhi e scosse lievemente la testa, quasi volesse condividere il dolore del padrone, per continuare infine la sua storia.
La parete della stanza da letto della ragazza magicamente spar, signora Maria. Ve lo immaginate? Unenorme voragine..,
Hernando non fece caso al racconto, si inginocchi di fronte a sua madre e le accarezz un ginocchio. Possibile che Miguel fosse in grado di predirne la morte? Al contatto di suo figlio Aisha parve reagire, muovendo di nuovo una mano.
Madre, sussurr.
Miguel si avvicin.
Lasciaci soli, per favore, lo preg il morisco.
Lo storpio si rifugi nella scuderia ed Hernando prese la scarna mano di sua madre tra le proprie.
Mi senti, madre? Sei in grado di sentirmi? singhiozz stringendola debolmente. Mi dispiace,  colpa mia, se solo ti avessi spiegato... Se lo avessi fatto, tutto questo non sarebbe successo. Non ho mai smesso di lottare per la nostra fede.
Fu cos che cominci a raccontarle tutto ci che aveva fatto, parlandole dellincarico che don Pedro gli aveva assegnato e di tutto ci che pensavano di ottenere! 
Concluso il racconto, Aisha non si mosse. Hernando nascose il volto nel grembo di sua madre e si abbandon al pianto.
Trascorsero quattro giorni prima che il presagio del ragazzo
si avverasse: quattro lunghi giorni durante i quali Hernando, solo in compagnia di sua madre, ripercorse la propria vita pi di una volta. Lei andava esaurendo le poche forze che le rimanevano fino alla mattina in cui esal serenamente lultimo respiro.
Non volle nessuna sepoltura e nessun funerale. Miguel aggrott la fronte, allorch sent quello che Hernando stava dicendo al parroco di Santa Maria: con calcolato ritardo, lo aveva chiamato solo quando Aisha era gi morta perch accorresse a darle lestrema unzione e la cancellasse dallanagrafe dei moriscos della parrocchia.
Era mia madre,  vero, ma era indemoniata, padre, cerc di scusarsi davanti al sacerdote, che volle comunque retribuire per i servizi mai prestati. E' stata la stessa Inquisizione a riconoscerlo.
Lo so, rispose il parroco.
Non posso spiegartelo, si scus poi con Miguel, che aveva ascoltato le sue parole con stupore.
Avete detto indemoniata, signore? strill l'altro, sul punto di perdere lequilibrio. Chiusa nel suo silenzio, vostra madre stava soffrendo pi... pi di me quando mi usavano per chiedere lelemosina! Meritava un funerale...
Lo so io quello che mia madre si meritava, Miguel, lo interruppe Hernando bruscamente.
Se avesse concordato un funerale e Aisha fosse stata sepolta nel cimitero parrocchiale non ci sarebbe riuscito, ma nelle fosse comuni del cimitero della Merced, dove la vigilanza era inesistente, era possibile. Nessuno sarebbe andato a vigilare i cadaveri di persone per le quali i parenti non erano stati disposti a pagare un funerale cristiano! 
Torna a casa, ordin al ragazzo una volta che ebbero visto i due becchini gettare il cadavere nella fossa, senza nessun particolare riguardo.
E voi cosa farete, signore?
Torna a casa ti ho detto.
Hernando raggiunsce le scuderie in cerca di Abbas. Entrare non fu un problema; lo trov nella fucina, molto pi vecchio
dellultima volta che si erano visti, quando la comunit si era rifiutata di accettare la sua elemosina. Anche il maniscalco trov che il Nazareno avesse conosciuto tempi migliori.
Dubito che qualcuno vorr aiutarti, afferm luomo in malo modo, dopo che Hernando gli ebbe spiegato il perch della sua visita.
Lo faranno, se sarai tu a chiederlo. Li pagher bene.
Soldi! Non sai pensare ad altro... Abbas lo guard con disprezzo.
Ti sbagli di grosso, ma non ho nessuna intenzione di discutere con te. Mia madre era una buona musulmana e tu lo sai. Fallo per lei. Diversamente, dovr ricorrere a qualche ubriacone cristiano del Potro, con il rischio che venga a galla il modo in cui seppelliamo i nostri morti e che lInquisizione cominci a indagare. Lo sai anche tu che i preti sarebbero capaci di rivoltare lintero camposanto.
Quella notte ad accompagnarlo cerano due giovani robusti e una donna anziana, che non vollero essere pagati ma quasi non gli rivolsero parola. Diretti al cimitero della Merced, lasciarono la citt attraverso un passaggio abbandonato allinterno delle mura. Nel camposanto deserto, illuminato dalla luce della luna, i due giovani moriscos scavarono nel punto indicato loro da Hernando e riesumarono il cadavere di Aisha, che consegnarono allanziana prima di riprendere a scavare la terra vergine per realizzare un nuovo fosso lungo e stretto, profondo la met di un uomo.
Lanziana aveva portato con s tutto loccorrente: dopo aver spogliato il cadavere, lo aveva lavato e sfregato con una poltiglia di foglie di vite.
Signore! Perdonala e abbi piet di lei, sussurr lanziana donna pi di una volta.
Cos sia, rispondeva Hernando di spalle alla donna, mentre volgeva la vista, annebbiata dalle lacrime, su una Cordova tetra. La legge imponeva che solo chi lo stava lavando potesse guardare il corpo del defunto, e in nessun caso avrebbe osato infrangere quella norma.
Signore Iddio, perdonami! supplic lanziana per aver toccato il cadavere e, concluso il rito di purificazione, domand a Hernando: Hai portato i teli?
Senza voltarsi, lui le consegn varie pezze di lino bianco con le quali la donna avvolse il minuto corpo di Aisha. A quel punto i due giovani, che avevano concluso lo scavo della fossa, stavano per raccogliere il cadavere, pronti a seppellirlo, ma Hernando glielo imped.
E la preghiera per i defunti? domand loro.
Quale preghiera? rispose uno dei due.
Dovevano avere ventanni appena, pens allora lui, ed erano nati a Cordova. Quei due, e come loro gli altri giovani moriscos, non avevano alcun interesse per lo studio, per la conoscenza del libro rivelato e delle preghiere: sapevano solo provare un odio cieco verso i cristiani, e attraverso quello cercavano di placare le proprie anime. Probabilmente, si rammaric, conoscevano giusto la professione di fede.
Lasciate il corpo vicino alla fossa e, se volete, andatevene.
Cos, alla luce della luna, alz le braccia al cielo e diede inizio alla lunga preghiera per il defunto.Allah  grande. Gloria ad Allah, che d la vita e d la morte. Gloria a Dio, che resuscita i morti. Sua  la grandezza, sua la sublimit, sua la potenza...
Mentre recitava la supplica, i due giovanotti e la vecchia se ne stettero fermi alle sue spalle.
E' lui quello che chiamano il Nazareno? sussurr uno dei due giovani allaltro.
Una volta che Hernando ebbe concluso la preghiera, adagiarono il cadavere di Aisha nella fossa, disponendolo sul fianco in direzione della qibla. Prima che lo coprissero di pietre e infine di terra, affinch non rimanesse traccia della sepoltura, Hernando introdusse fra le tele di lino lepistola funeraria: laveva redatta con la sua grafia perfetta quel pomeriggio stesso, in intima comunione con Allah, intingendo il calamo nellinchiostro di zafferano.
Che fai?
Chiedilo al tuo faqih, che te lo spieghi lui, rispose Hernando cupo. Potete andare. Grazie.
I tre si congedarono con un grugnito e lui rimase solo ai piedi della tomba. Quella di sua madre era stata una vita molto dura: nel rammentarla, i ricordi riaffiorarono uno per uno alla sua memoria e a differenza di molte altre volte, in cui gli si
erano presentati caoticamente, stavolta gli sfilarono davanti con lentezza. Si trattenne di fronte alla tomba per diverso tempo, alternando le lacrime ai sorrisi di nostalgia. Adesso finalmente aveva trovato riposo, cerc di tranquillizzarsi, prima di tornare in citt.
Diretto verso casa, una volta rientrato attraverso lo stesso passaggio dellandata, sent alle sue spalle un ticchettio sordo ma conosciuto. Si arrest al centro del vicolo.
Non nasconderti, disse nella notte.Vieni con me, Miguel.
Il ragazzo non si mosse.
Ti ho sentito, insist Hernando. Vieni.
Signore. Cerc di capire da quale punto provenisse la voce. Suonava triste. Quando mi avete voluto con voi come servo, mi avete detto che dovevo occuparmi di vostra madre e del vostro cavallo. Maria Ruiz  morta e il cavallo... non riesco nemmeno a imbrigliarlo.
Hernando sent che un brivido gli attraversava la schiena.
Credi forse che potrei sbatterti fuori di casa solo perch mia madre  morta?
Dopo qualche istante il ticchettio delle grucce ruppe il silenzio che era seguito alla sua domanda. Avvolto nelloscurit, Miguel lo raggiunse.
No, signore, rispose lo storpio. Non credo che sareste capace di farlo.
Al mio cavallo piaci, lo so, lo vedo. E per quanto riguarda mia madre...
Hernando parl con voce roca.
Lamavate molto, non  vero?
Molto, sospir. Ma lei non...
E' morta serena, signore, afferm Miguel. E' morta in pace. 
E ha sentito le vostre parole, se vi pu tranquillizzare.
In quel buio, Hernando cerc di ravvisare il viso dello storpio. 
Cosa intendeva dire?
In che senso, Miguel? gli domand.
Nel senso che ha capito le vostre spiegazioni, ha capito che
non avete tradito il vostro popolo. Non osando sollevare lo
sguardo, Miguel parlava a testa bassa.
Dovete perdonarmi. Fu allora che il ragazzo pos i suoi
occhi sinceri su Hernando. Sono solo un mendicante, uno straccione. La mia vita  sempre dipesa da ci che sono riuscito a sentire per le strade, dietro un angolo...
Laltro scosse la testa.
Per sono leale, si affrett ad aggiungere Miguel, non potrei mai tradirvi, non tradirei mai uno come voi, ve lo giuro... a costo di farmi spezzare le braccia! 
Hernando lasci passare qualche istante: come poteva, quel ragazzo, assicurargli che sua madre era morta serena?
Non sapete quante volte ho desiderato di morire, afferm lo storpio come se avesse indovinato i suoi pensieri. Ci sono arrivato vicino un sacco di volte, tutte quelle in cui mi sono ritrovato per strada malato, solo e disprezzato dalla gente, che cambiava percorso per non passarmi di fianco. In quel limbo ci ho vissuto anchio,  uno stato che decine di anime come quelle della signora Maria, tutte sulla soglia della morte, hanno vissuto; alcune hanno fortuna e la varcano, altre non ce la fanno e devono continuare a soffrire. Lo so, vi ha ascoltato. Ve lassicuro. Lho sentito.
Hernando tacque. Qualcosa, in quel ragazzo, lo induceva a confidare in lui, a credere alle sue parole. Oppure, aveva solo un disperato bisogno di sapere che sua madre era morta in pace... Sospirando, circond con il braccio le spalle del ragazzino.
Andiamo a casa, Miguel.
Lho verificato personalmente, signora. Tornato a Tetuan, Efrain dovette alzare il tono della voce per sovrastare i ripetuti gemiti dincredulit con cui Fatima aveva accolto il messaggio di Aisha. Lebreo anziano, che aveva accompagnato suo figlio al palazzo di Brahim, afferr il braccio del ragazzo affinch si tranquillizzasse. Lho verificato, ripet Efrain, stavolta con calma, mentre Fatima continuava a passeggiare su e gi per la lussuosa sala che si apriva verso il patio. Quando ho finito di parlare con Aisha,  venuto a cercarmi il maniscalco delle scuderie reali...
Abbas? sussult la donna.
Un certo jeronimo...  stato lui a dirmi dove viveva la donna. 
Credo mi abbia seguito e abbia aspettato che finissi di parlare con Aisha, per poi riempirmi di domande...
Gli hai raccontato qualcosa di me? lo interruppe nuovamente Fatima.
No, signora, gli ho detto quanto avevamo concordato nel caso in cui le cose non fossero andate come previsto: che stavo cercando Hernando perch volevo fargli domare un bellissimo cavallo di pura razza araba che avevo barattato per una partita dolio...
E lui?
Non mi ha creduto. Ha continuato a chiedermi perch Aisha avesse strappato e poi gettato nel Guadalquivir la lettera che le avevo consegnato, ma non ho ceduto. Ve lo posso assicurare.
E cosaltro ti ha detto? indag Fatima, impettita e tesa davanti al giovane. Efrain le aveva appena riferito delle condizioni in cui versava Aisha, del suo precario stato di salute, di come sembrasse trascinare per strada la sua vecchiaia. Probabilmente, medit la donna, aveva perso la ragione. Ma Abbas non poteva aver mentito! Era amico di Hernando, avevano lavorato gomito a gomito, avevano rischiato la vita per la comunit. Abbas no, di lui ci si poteva fidare.
Efrain esit.
Signora... quel certo jeronimo, o Abbas come lo chiamate voi, mi ha confermato tutto ci che la madre mi aveva appena raccontato. Quella notte il maniscalco mi ha offerto ospitalit nella casa di un certo Cosme, un suo amico, un uomo rispettato della comunit moresca di Cordova. Entrambi, con particolari ancora pi dettagliati, hanno ripetuto le parole di Aisha; subito dopo aver saputo che eravate morta, perch vi credono tutti morti, signora, voi e i vostri figli... Fatima annu con un sospiro. Ebbene, non era ancora trascorso un anno da quando vostro marito aveva ricevuto questa notizia, che  andato a vivere nel palazzo del duca di Monterreal. Trasudano odio contro il Nazareno, signora. Nelludire il soprannome utilizzato da suo figlio, il padre di Efrain si mosse inquieto, ma la donna non si scompose, lespressione sempre pi dura e i pugni serrati. lintera comunit moresca lo odia per quello che ha fatto, per il suo tradimento, i vari moriscos che vivono nella casa di Cosme me lo hanno confermato. Mi dispiace, aggiunse il giovane dopo qualche istante di silenzio.
Nel corso del lungo viaggio da Tetuan a Cordova e ritorno affrontato dal giovane Efrain, Fatima aveva meditato su mille possibilit: non poteva escludere che Hernando si fosse rifatto una vita e che si rifiutasse di lasciare la citt dei califfi, sarebbe stato comprensibile! Era arrivata addirittura a ipotizzare che potesse essere morto, sapeva della terribile epidemia di peste che sei anni prima aveva decimato la popolazione cordovese. Poteva anche darsi che non volesse abbandonare il suo incarico di cavallerizzo delle scuderie reali, che gli dava tante soddisfazioni; o che, semplicemente, decidesse che la comunit aveva bisogno di lui l dove stava, in quelle terre cristiane, affinch copiasse il libro rivelato, i lunari e le profezie... Avrebbe potuto capire anche questo! Ma mai e poi mai era stata sfiorata dallidea che Hernando avesse tradito i suoi fratelli e le sue leggi. Lei stessa aveva rinunciato alla propria libert destinando i risparmi al riscatto di uno schiavo moresco! 
E dunque mi dici che... Fatima esit. Allepoca vivevano insieme, erano gli anni immediatamente successivi alla rivolta delle Alpujarras, anni in cui nel nome di Allah avevano patito tremende calamit, anni in cui avevano subito i maltrattamenti e le umiliazioni di Ubaid e di Brahim. Come poteva aver mantenuto un segreto di quel tipo? Hernando le aveva raccontato della sua fuga dalla tenda di Barrax in compagnia di un nobile cristiano... ma come poteva averle taciuto la verit dopo i sacrifici. che lei per prima aveva fatto pur di sposarlo? Quella guerra santa le aveva tolto il suo piccolo Humam! Mi dici che gi nelle Alpujarras aveva salvato la vita di qualche cristiano?
S, signora. Si sa con certezza che ha salvato il nobile che lo ha accolto nel proprio palazzo, nonch la moglie di un giudice del tribunale di Granada, ma la gente dice che sono stati molti di pi.
Fatima non riusc pi a contenersi: le urla e gli insulti che le uscirono di bocca riecheggiarono nella stanza. In preda alla furia raggiunse il patio, dove alz le braccia al cielo e liber un grido rabbioso e addolorato. Il vecchio ebreo fece un cenno a suo figlio e insieme lasciarono il palazzo.
Qualche giorno dopo, la donna chiam Shamir e Abdul e raccont loro quanto era riuscita a sapere sul conto di Hernando.
Bastardo! si limit a bramire Abdul, quando sua madre concluse il racconto.
Poi Fatima li guard lasciare il palazzo, foschi e risoluti, i tiranti del fodero delle loro scimitarre che tintinnavano scandendone i passi. Sono corsari, pens, uomini avvezzi alla crudelt! 
A partire da quel giorno, mentre i suoi figli erano in mare, lei si dedic ad amministrare con pugno d ferro il patrimonio di famiglia. Nulla la distolse dai propri impegni, ma di notte, da sola, continu a ricordare ibn Hamid con un misto di rabbia e dolore. Provvedendola di una splendida dote, spos Maryam con un giovane della famiglia Naqsis, che ormai controllava Tetuan, e cerc delle mogli allaltezza anche per Abdul e Shamir. Lalleanza stretta con la famiglia Naqsis dopo la morte di Brahim si rivel vantaggiosa e il fatto di essere donna non le imped di guadagnarsi una posizione ragguardevole nel mondo degli affari della citt corsara. Non fu la prima donna a occupare un posto di rilievo a Tetuan: non per niente, dopo la conquista dei musulmani, la prima governatrice della citt era stata una donna guercia la cui memoria era ancora rispettata e venerata. Come lei, anche Fatima era temuta e riverita. Come lei, anche Fatima era sola.

Quarto.NEL NOME DI NOSTRO SIGNORE
E vi dico che gli arabi figurano tra i popoli pi eccelsi, e la loro lingua tra le lingue pi eccelse. Dio li ha scelti perch difendessero la sua legge in tempi recenti... Come mi ha detto Ges, anticipandolo ai figli di Israele, su quelli che tra loro furono infedeli... giammai si sollevi pi lo scettro. Perch gli arabi e la loro lingua torneranno nel tempo a venire, a difesa di Dio e della sua legge giusta, del suo vangelo glorioso e della sua Santa Chiesa.
Dai libri plumbei del Sacromonte, Storia della verit del vangelo
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58.
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Cordova, gennaio 1595.
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Era lalba di un giorno freddo e uggioso. Hernando, che allepoca aveva ormai compiuto quarantun anni, aveva salutato quella giornata con un umore cupo almeno quanto il cielo che si scorgeva dal patio. Miguel era preoccupato perch da qualche tempo il suo padrone e amico gli appariva nervoso, irritabile, come assalito dallansia: qualcosa di inusuale in un uomo che, per sette lunghi anni, aveva trascorso il suo tempo serenamente recluso dopo la cavalcata mattutina e fino allalba. del giorno seguente in una stanza adibita a biblioteca, dove i libri, le carte e gli scritti si ammucchiavano come le foglie degli alberi sul suolo autunnale.
Allorigine dellansia che Miguel aveva notato cera proprio il culmine di quei sette anni di lavoro. Sette anni di studio, sette anni dedicati a pensare e ordire una trama che potesse avvicinare le due grandi religioni, cambiando la percezione dei cristiani rispetto a coloro che per sette secoli avevano imposto il proprio dominio sui regni spagnoli e che adesso disprezzavano. Per leggere certi testi aveva imparato addirittura il latino. Lavvicinamento delle due religioni era diventato il suo unico obiettivo: da tempo aveva abbandonato il gioco delle carte e solo ogni tanto si concedeva una scappata alla mancebia.
I sette uomini apostolici! aveva esclamato nel patio qualche tempo prima, facendo sobbalzare Miguel, intento a curare piante e aiuole che in primavera avrebbero accolto bellissimi fiori. Appoggiandomi a questa leggenda tutti i tasselli cominciano a quadrare, persino la storia di san Cecilio di cui mi ha parlato Castillo.
Il ragazzo, che era venuto a conoscenza di quelle trame quando aveva sentito Hernando confessare tutto ad Aisha, poco prima che questa morisse, mostrava indifferenza, se non un certo scetticismo, di fronte alle idee e ai progressi del suo amico.
Signore, non crederai, gli aveva buttato l un giorno che
avevano affrontato il tema, che possa confidare in qualche divinit? Che razza di Dio, non importa se tuo o loro, pu permettere che a un bambino vengano spezzate le gambe per qualche elemosina in pi?
Nonostante la sua posizione, Hernando continuava a coinvolgere Miguel rendendolo partecipe dei suoi dubbi e dei suoi quotidiani progressi. Luna, Castillo e don Pedro si trovavano a molte leghe di distanza e aveva bisogno di parlarne con qualcuno.
E chi sono questi uomini apostolici? aveva domandato il giovane per compiacerlo, senza nascondere un certo fastidio.
Stando alla leggenda riportata da alcuni scritti, gli aveva spiegato Hernando, si tratta dei sette apostoli che san Pietro e san Paolo mandarono a evangelizzare lantica Hispania: Torquato, Tesifonte, Indalezio, Secondo, Eufrasio, Cecilio ed Esichio. Le reliquie di quattro di loro sono gi state rinvenute e vengono venerate in vari santuari, ma sai una cosa?
Aveva lasciato la domanda in sospeso. Miguel, che con una mano cercava sostegno sulle grucce e con laltra afferrava un ramo secco, lo guardava con affetto: gli occhi azzurri del suo signore si erano illuminati a tal punto che si era visto obbligato a cambiare atteggiamento, mostrandogli con un grande sorriso i suoi denti rotti.
Che cosa, signore? Dimmi tutto.
Ebbene, san Cecilio  uno dei tre uomini apostolici i cui resti non sono ancora stati rinvenuti ed  considerato con certezza il primo vescovo di Granada. Mi basta ricorrere a quella leggenda e fare in modo che i resti di san Cecilio compaiano proprio a Granada. La cosa potrebbe quadrare anche con la pergamena della Turpiana! Potrei...
Signore, laveva interrotto Miguel, lasciando il ramo e appoggiandosi alla seconda gruccia, lo so persino io che secondo i vescovi a evangelizzare i nostri regni  stato san Giacomo, ma non mi sembra che tu lo abbia nominato fra quei sette. O sbaglio?
E' vero! aveva ammesso Hernando. Ma io unir le due leggende! Dopo aver pronunciato tali parole, era salito di corsa su per le scale come se intendesse farlo in quel preciso istante.
Miguel laveva visto inciampare su un gradino e tirarsi su ancora barcollante.
Unir le due leggende, aveva ripetuto sarcastico lo storpio avvicinandosi a un cespuglio che avrebbe dato delle belle rose. Unir le due religioni, aveva aggiunto mentre cercava i polloni morti da tagliare: quante volte aveva sentito Hernando ripetere quella frase... Le uniche due cose che andrebbero unite, si era trovato quasi a gridare nella solitudine del patio, sono le ossa spezzate delle mie gambe! 
Quella gelida mattina di gennaio, mentre sentiva Hernando che rimproverava Maria, la morisca addetta ai lavori domestici, Miguel ricord le parole che aveva pronunciato in preda a un attacco di frustrazione. Nellosservare lo stesso cespuglio, che con la fioritura dellanno precedente aveva riempito il patio di rose profumate, ebbe per un attimo la sensazione che la natura si stesse burlando di lui. Perch ogni cosa sembrava rinascere e farsi bella, eccetto le sue gambe? Mai prima dallora aveva detestato tanto la propria invalidit come durante quellultimo mese, quando si era reso conto che nel posare il proprio sguardo innocente su quegli arti deformi Rafaela, la loro vicina di casa, ne restava turbata. La ragazza, pur senza malizia, non riusciva a evitare che il suo occhio di tanto in tanto cadesse sulle gambe di Miguel, per poi balbettare qualcosa, spaventata, e sviare lattenzione sul suo volto.
Nonostante da tempo la vedesse entrare e uscire dalla casa di fianco, laveva notata solo qualche settimana prima. Era notte, su Cordova era calato il silenzio e lui si era recato nella scuderia a verificare lo stato di salute del nuovo puledro che Toribio aveva appena trasferito dalla masseria. Cinque anni prima, nel constatare che Volador stava invecchiando, Hernando si era deciso ad approntare la tenuta di Palma del Rio con lidea di farvi incrociare il suo cavallo con alcune giumente di scarto acquistate nelle scuderie del re. Sempre nelle stalle reali aveva assoldato un cavallerizzo di nome Toribio, che da quel momento in avanti, con risultati pi o meno buoni, si era occupato di domare i puledri. Quando li riteneva pronti, li faceva arrivare alle scuderie della casa di Cordova.
Quella notte Miguel era sceso a controllare un puledro di nome Estudiante il quale, come Csar, laltro cavallo stabulato nella scuderia di casa, era figlio di Volador e di una giumenta rosso fuoco. Hernando era preoccupato per i puledri; proprio per questo Miguel andava a controllarli con una certa assiduit e a qualsiasi ora. Di certo, la primissima fase della domatura di quegli animali non veniva seguita a dovere: erano scontrosi e diffidenti, non appena venivano montati risultava evidente che neanche la doma a sella era stata eseguita correttamente, bens in modo violento e senza abilit. Hernando dovette riconoscere che Miguel aveva ragione: Toribio non mostrava nessuna sensibilit. Tuttavia, questo fece s che il morisco si riavvicinasse ai cavalli nel tentativo di migliorarne i difetti, impegno al quale si dedicava tutte le mattine. A partire da quel momento, Miguel pot constatare che il suo signore stava recuperando lappetito e che laria dei pascoli, da lui percorsi a cavallo, stava ridando colore al suo incarnato, prima smorto a causa delle molte ore trascorse in biblioteca.
La notte in cui conobbe Rafaela, Miguel era andato ad assicurarsi che Estudiante e Csar riuscissero a convivere pacificamente. Si era gi voltato sulle grucce, pronto a tornare nella propria stanza da letto, quando dei singhiozzi soffocati lo trattennero. Possibile che Hernando stesse piangendo? Aguzz ludito e alz lo sguardo verso la biblioteca, allinterno della quale il suo signore continuava a lavorare: poich dalla finestra che dava sul corridoio sopra il patio sintuiva la luce della lampada, scart quelleventualit. Il pianto proveniva dal lato opposto, dove la scuderia confinava con il patio della casa adiacente, di propriet del consigliere don Martin Ulloa. Stava per andarsene, senza darvi ulteriore importanza, sennonch quei tristi sospiri gli riportarono alla memoria le notti trascorse con i suoi fratelli, reprimendo i singulti perch non venissero sentiti dai loro genitori, trattenendoli per la paura di prenderle ancora. Miguel si avvicin al muro divisorio: qualcuno piangeva tristemente e i singhiozzi, che ormai si erano fatti nitidi, non trovavano nessuna consolazione, proprio come quelli dei suoi fratelli... Proprio come i suoi.
Che ti succede? Miguel intu che si trattava di una ragazza. S, doveva essere senza dubbio il pianto di una giovane donna.
Non arrivo nessuna risposta. Lo storpio sent qualcuno che tirava su col naso e si sforzava di trattenere dei gemiti che, tuttavia, si trasformarono in singhiozzi incontenibili.
Non piangere, bambina, insist invano dallaltra parte del muro.
Miguel volse lo sguardo verso il cielo stellato di Cordova. Quanti anni aveva a quei tempi la sua sorella cieca? Lultima volta che laveva vista doveva averne cinque o sei, sufficienti a renderla consapevole del fatto che la sua vita era diversa da quella degli altri bambini che ridevano per le strade. A quella ragazza Miguel sussurr le stesse parole che qualche anno prima, nelloscurit dellumida e nauseabonda stanzetta che condividevano con i loro genitori, aveva detto a sua sorella.
Non piangere, bambina mia. Ti racconter una storia... Cera una volta una bambina cieca, cominci allora, accostandosi contro il muro e ricordando malinconicamente, parola per parola, la prima favola inventata per la sorella minore. Non faceva altro che saltare, allungando in alto le braccia per riuscire a toccare il meraviglioso cielo stellato che, secondo quanto le avevano raccontato, stava sopra la sua testa, ma lei non poteva vedere...
Cos, per diverse notti comunicarono attraverso il muro: la ragazza si lasciava cullare da una voce che per qualche istante le faceva dimenticare le sue disgrazie, mentre le storie di Miguel le strappavano sorrisi che lui non poteva vedere.
Tu sei lo... sussurr una notte.
Lo storpio, conferm Miguel con un sospiro di tristezza.
Infine, diversi giorni dopo, si conobbero. Lui la invit a vedere i puledri, sui quali le aveva raccontato un sacco di storie. Rafaela usc furtivamente di casa da unantica porticina pressoch inutilizzata, che dava su un vicolo chiuso dal portone della scuderia di Hernando. Lui serr le labbra e laspett dritto sulle sue grucce. Bench non dovesse fare che due passi, lei lo raggiunse avvolta in un mantello nero. Miguel non laveva mai vista cos da vicino: la ragazza, di circa sedici o diciassette anni, aveva lunghi capelli castani che le cadevano sulle spalle, uno sguardo dolce, un naso piccolo e labbra sottili. Quella notte, finalmente, lei gli spieg faccia a faccia le ragioni dei suoi pianti. Suo padre, don Martin Ulloa, era un jurado, un membro del consiglio cittadino, ma non era abbastanza ricco da provvedere di dote entrambe le figlie e far fronte, allo stesso tempo, alle spese dei suoi due pretenziosi figli maschi.
Credono di essere degli hidalgos, spieg Rafaela con angoscia, ma sono solo figli di un fabbricante daghi che ha ereditato la carica di consigliere da suo padre, che a sua volta laveva ottenuta con qualche malaffare. Mio padre, i miei fratelli, persino mia madre, vivono come se fossero nobili di stirpe.
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Sicch don Martin aveva deciso che la primogenita, la giovane e coscienziosa Rafaela, allapparenza incapace di attrarre un buon partito, entrasse in convento; in tal modo lui avrebbe potuto concentrare la dote su una sola delle sue figlie, la pi piccola, che era anche la pi graziosa e, a detta di tutti, la pi civettuola. Ma il consigliere non disponeva nemmeno dei soldi da donare allordine religioso con il quale doveva negoziare lingresso di sua figlia in convento, e la ragazza temeva di finire rinchiusa in qualit di volgare serva, al servizio delle monache pi benestanti. Era quella lunica possibilit che si offriva a una devota ragazza cristiana in et da marito, ma priva di mezzi.
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Lho sentito dire da mio padre e dai miei fratelli. Cera anche mia madre, che se n stata zitta, non si  certo opposta al loro mercanteggiare. Basterebbe solo che la smettessero con i loro inutili sprechi... Mi trattano come unappestata! 
Odiando, notte dopo notte sempre di pi, le sue gambe deformi, Miguel dapprima rimase semplicemente sorpreso nel constatare che gli scontrosi puledri si lasciavano accarezzare da Rafaela, conquistati dai suoi dolci sussurri e dalle sue carezze; poi, una sera, per la prima volta nella sua vita, con la ragazza adagiata al suo fianco sulla paglia, non trov le parole per raccontare una delle sue storie. Avrebbe voluto una sola cosa, stringersi a lei e abbracciarla, ma non osava. Come avrebbe potuto, con le gambe che si ritrovava? Rimasto solo, medit per tutta la notte: cosa poteva fare lui per quella giovane disgraziata, che meritava una sorte migliore?
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FINE Parte 5.